Recupero crediti Amiu, decreto ingiuntivo a Terlizzi
Rifiuti, la città di Vendola deve alla nostra azienda 178mila euro. L'azienda aveva sollecitato il pagamento arretrato in due occasioni
mercoledì 24 ottobre 2012
10.55
Va avanti l'azione, forte, di recupero crediti da parte dell'Amiu. E così, dopo Bisceglie, ecco partire un altro decreto ingiuntivo. Destinatario del provvedimento il Comune di Terlizzi, città natale del presidente Nichi Vendola, che deve somme per i servizi di smaltimento e di tritovagliatura meccanica dei rifiuti per un importo totale di 178mila euro.
Prima di giungere al decreto ingiuntivo, l'Amiu aveva sollecitato il pagamento arretrato in due occasioni senza ricevere risposte. Anche in questo caso, il legale dell'Amiu sottolinea la sussistenza «del pericolo di grave pregiudizio nel ritardo» atteso che la mancata acquisizione alla cassa aziendale dei corrispettivi dovuti dal Comune di Terlizzi (e non solo) ha determinato per l'Amiu una vera e propria criticità aziendale.
A conferma di ciò, nei giorni scorsi all'Amiu è pervenuta una diffida da parte della società fornitrice del carburante per gli automezzi, in cui si chiede il pagamento di 285mila euro. Per questo motivo, l'Amiu è stata costretta ad inviare due formali note ai sindaci dei Comuni appartenenti al bacino Bari 1 ed al prefetto della Bat per invitarli a saldare le rispettive pendenze. Nonostante questo, si continua a fare orecchie da mercante.
Prima di giungere al decreto ingiuntivo, l'Amiu aveva sollecitato il pagamento arretrato in due occasioni senza ricevere risposte. Anche in questo caso, il legale dell'Amiu sottolinea la sussistenza «del pericolo di grave pregiudizio nel ritardo» atteso che la mancata acquisizione alla cassa aziendale dei corrispettivi dovuti dal Comune di Terlizzi (e non solo) ha determinato per l'Amiu una vera e propria criticità aziendale.
A conferma di ciò, nei giorni scorsi all'Amiu è pervenuta una diffida da parte della società fornitrice del carburante per gli automezzi, in cui si chiede il pagamento di 285mila euro. Per questo motivo, l'Amiu è stata costretta ad inviare due formali note ai sindaci dei Comuni appartenenti al bacino Bari 1 ed al prefetto della Bat per invitarli a saldare le rispettive pendenze. Nonostante questo, si continua a fare orecchie da mercante.