Roberto Gargiuolo lancia la sfida per il Consiglio comunale: restituiamo alla città l’orgoglio dell’appartenenza
Una candidatura nata dall’urgenza di trasformare i problemi in soluzioni concrete per far rinascere Trani
venerdì 24 aprile 2026
10.35
Una perla bellissima e ammirata. Ma una perla, per brillare davvero, non può limitarsi a essere guardata dai passanti. Parte da questa riflessione la candidatura al Consiglio comunale di Roberto Gargiuolo, imprenditore tranese che ha deciso di mettere la sua esperienza gestionale al servizio della comunità.
Il cuore della sua proposta politica è un monito contro il rischio di uno svuotamento identitario: «Oggi Trani corre il pericolo silenzioso di trasformarsi in una bellissima scenografia per turisti, restando però una casa vuota per chi la abita 365 giorni l'anno», spiega Gargiuolo.
Per il candidato, puntare esclusivamente sul turismo mordi e fuggi significa condannare l'economia locale alla stagionalità e i residenti al disagio. Una città che non offre servizi efficienti, decoro costante e opportunità di lavoro reale ai suoi figli è una città che smette di essere comunità per diventare un semplice prodotto di consumo.
La sua è la storia di un "uomo del fare". I numeri e i fatti parlano per lui. Durante i suoi anni di presidenza nella STP, non si è limitato a gestire una società, ma ha creato stabilità: 200 assunzioni che si sono tradotte in altrettante storie di dignità per famiglie tranesi.
Oggi, al timone di un'azienda con molti dipendenti, Gargiuolo porta con sé la concretezza di chi sa cosa significhi far quadrare un bilancio e prendersi la responsabilità del benessere dei propri collaboratori. «Portare un metodo imprenditoriale in Consiglio comunale significa trasformare ogni problema segnalato dai cittadini in una sfida gestionale da risolvere con tempi certi e pragmatismo».
Il battito cardiaco di Trani? Il commercio. La visione del candidato prevede un'armonia estetica che sia anche strategia economica: l'uniformità dei dehor e un decoro urbano coordinato non sono semplici vezzi, ma strumenti di marketing territoriale. L'obiettivo è abbattere quella sensazione di essere "ospiti in casa propria", rendendo le vie eleganti e accoglienti innanzitutto per i residenti.
Tra i punti focali del suo programma, un'attenzione particolare è dedicata anche a chi rappresenta il futuro della città: i giovani. «Trani non sia una città da cui fuggire. Non possiamo accettare che i nostri ragazzi vedano la città solo come un luogo di divertimento serale o, peggio, come una stazione di partenza verso il Nord», ha sottolineato.
L'obiettivo è superare il paradosso di una città ricca di locali notturni ma povera di spazi di partecipazione: servono luoghi dove la cultura, l'arte e la creatività giovanile possano trovare una casa comune, restituendo ai nostri ragazzi una dimensione di crescita e confronto che vada oltre il semplice svago della movida. «La mia missione – conclude Gargiuolo – è restituire a tutti i tranesi l'orgoglio dell'appartenenza. Trani deve smettere di essere una vetrina per gli altri e tornare ad essere il motore del nostro futuro».
Il cuore della sua proposta politica è un monito contro il rischio di uno svuotamento identitario: «Oggi Trani corre il pericolo silenzioso di trasformarsi in una bellissima scenografia per turisti, restando però una casa vuota per chi la abita 365 giorni l'anno», spiega Gargiuolo.
Per il candidato, puntare esclusivamente sul turismo mordi e fuggi significa condannare l'economia locale alla stagionalità e i residenti al disagio. Una città che non offre servizi efficienti, decoro costante e opportunità di lavoro reale ai suoi figli è una città che smette di essere comunità per diventare un semplice prodotto di consumo.
La sua è la storia di un "uomo del fare". I numeri e i fatti parlano per lui. Durante i suoi anni di presidenza nella STP, non si è limitato a gestire una società, ma ha creato stabilità: 200 assunzioni che si sono tradotte in altrettante storie di dignità per famiglie tranesi.
Oggi, al timone di un'azienda con molti dipendenti, Gargiuolo porta con sé la concretezza di chi sa cosa significhi far quadrare un bilancio e prendersi la responsabilità del benessere dei propri collaboratori. «Portare un metodo imprenditoriale in Consiglio comunale significa trasformare ogni problema segnalato dai cittadini in una sfida gestionale da risolvere con tempi certi e pragmatismo».
Il battito cardiaco di Trani? Il commercio. La visione del candidato prevede un'armonia estetica che sia anche strategia economica: l'uniformità dei dehor e un decoro urbano coordinato non sono semplici vezzi, ma strumenti di marketing territoriale. L'obiettivo è abbattere quella sensazione di essere "ospiti in casa propria", rendendo le vie eleganti e accoglienti innanzitutto per i residenti.
Tra i punti focali del suo programma, un'attenzione particolare è dedicata anche a chi rappresenta il futuro della città: i giovani. «Trani non sia una città da cui fuggire. Non possiamo accettare che i nostri ragazzi vedano la città solo come un luogo di divertimento serale o, peggio, come una stazione di partenza verso il Nord», ha sottolineato.
L'obiettivo è superare il paradosso di una città ricca di locali notturni ma povera di spazi di partecipazione: servono luoghi dove la cultura, l'arte e la creatività giovanile possano trovare una casa comune, restituendo ai nostri ragazzi una dimensione di crescita e confronto che vada oltre il semplice svago della movida. «La mia missione – conclude Gargiuolo – è restituire a tutti i tranesi l'orgoglio dell'appartenenza. Trani deve smettere di essere una vetrina per gli altri e tornare ad essere il motore del nostro futuro».