Sanità, gli ordini chiedono l'istituzione di un consiglio regionale
«Diventerebbe un organo di supporto al governo»
lunedì 5 ottobre 2015
6.54
Nel clima rovente generato dal decreto "appropriatezza" e mentre si annunciano ulteriori tagli al fondo per la sanità, i rappresentanti degli ordini e delle federazioni delle professioni sanitarie tornano a chiedere l'istituzione del consiglio regionale delle professioni sanitarie, come organo consultivo che possa aiutare a dirimere i conflitti e supporti i vertici regionali nelle scelte in materia di salute.
«La sanità vive ormai una situazione di perenne conflitto. Conflitto tra Stato e Regioni, tra Governo e medici, tra professionista e professionista», spiegano Filippo Anelli, presidente dell'ordine dei medici di Bari; Luigi D'Ambrosio Lettieri, presidente dell'ordine dei farmacisti di Bari; Antonio Di Gioia, presidente dell'ordine regionale degli psicologi, e Saverio Andreula, Presidente Ipasvi (infermieri). «Questo clima è il frutto di una stagione di tagli impostati su criteri economici e produttivi, anziché di idonee politiche della salute in grado di superare le inefficienze del sistema». Nel clima rovente generato dal decreto appropriatezza, i professionisti della salute respingono con forza il tentativo dello Stato di interferire con l'esercizio della professione condizionandola a quelle che sono le esigenze di bilancio. In un'ottica di politica partecipata e in ottemperanza del ruolo di enti sussidiari dello Stato che viene affidato agli ordini, per la tutela della salute dei cittadini, i rappresentanti delle professioni sanitarie tornano quindi a chiedere l'istituzione con provvedimento legislativo del Consiglio regionale delle professioni sanitarie come organo istituzionale che fornisce supporto all'azione di governo attraverso pareri obbligatori non vincolanti, dato che la responsabilità delle scelte e delle decisioni finali spetta sempre alla politica. Il Consiglio – che non avrà costi per le casse regionali - deve avere natura pubblicistica, poiché il suo scopo principale è garantire, attraverso pareri tecnici, efficienza ed efficacia delle prestazioni erogate ai cittadini dal sistema sanitario. La messa a sistema del patrimonio di competenze rappresentato dalle diverse professioni sanitarie nel rispetto delle loro specificità potrà fornire al Presidente Emiliano un efficace supporto per superare i conflitti interni e per individuare strade di efficientamento capaci di tutelare il diritto alla salute dei cittadini pugliesi».
«La sanità vive ormai una situazione di perenne conflitto. Conflitto tra Stato e Regioni, tra Governo e medici, tra professionista e professionista», spiegano Filippo Anelli, presidente dell'ordine dei medici di Bari; Luigi D'Ambrosio Lettieri, presidente dell'ordine dei farmacisti di Bari; Antonio Di Gioia, presidente dell'ordine regionale degli psicologi, e Saverio Andreula, Presidente Ipasvi (infermieri). «Questo clima è il frutto di una stagione di tagli impostati su criteri economici e produttivi, anziché di idonee politiche della salute in grado di superare le inefficienze del sistema». Nel clima rovente generato dal decreto appropriatezza, i professionisti della salute respingono con forza il tentativo dello Stato di interferire con l'esercizio della professione condizionandola a quelle che sono le esigenze di bilancio. In un'ottica di politica partecipata e in ottemperanza del ruolo di enti sussidiari dello Stato che viene affidato agli ordini, per la tutela della salute dei cittadini, i rappresentanti delle professioni sanitarie tornano quindi a chiedere l'istituzione con provvedimento legislativo del Consiglio regionale delle professioni sanitarie come organo istituzionale che fornisce supporto all'azione di governo attraverso pareri obbligatori non vincolanti, dato che la responsabilità delle scelte e delle decisioni finali spetta sempre alla politica. Il Consiglio – che non avrà costi per le casse regionali - deve avere natura pubblicistica, poiché il suo scopo principale è garantire, attraverso pareri tecnici, efficienza ed efficacia delle prestazioni erogate ai cittadini dal sistema sanitario. La messa a sistema del patrimonio di competenze rappresentato dalle diverse professioni sanitarie nel rispetto delle loro specificità potrà fornire al Presidente Emiliano un efficace supporto per superare i conflitti interni e per individuare strade di efficientamento capaci di tutelare il diritto alla salute dei cittadini pugliesi».