Santorsola: «Tra indagati, furboni e voltagabbana non mi ci ritrovavo più»

Il consigliere di Sel chiarisce le motivazioni delle sue dimissioni

giovedì 1 gennaio 2015 7.24
«Tra indagati, furboni e voltagabbana non mi ci ritrovavo più». Arriva, a distanza di oltre 24 ore dalla presentazione delle sue dimissioni in Comune, il pensiero di Mimmo Santorsola, consigliere comunale di Sel che a prescindere da surroghe, sostituzioni, "cadute e scivoloni" degli altri consiglieri comunali ha deciso insieme ad altri 7 colleghi del centrosinistra che era arrivato il momento di abbandonare questa politica.

«La sola idea di condividere spazi e tempi - scrive Santorsola - con persone incapaci di rispettare le regole o di tener fede ad una parola data o, peggio ancora, di assolvere al mandato ricevuto dagli elettori mi ha destabilizzato e rischiando l'incoerenza con me stesso mi sono dimesso. Già! il giorno prima avevo pubblicato un comunicato nel qual spiegavo perché non sarebbe state utili le dimissioni dei singoli consiglieri e meno di 24 ore dopo ho rassegnato le mie di dimissioni. Devo proprio averla fatta grossa a pensare alla reazione del segretario del mio circolo e temo che questo mio atto avrà conseguenze serie anche sul nostro rapporto futuro ma, dopo mesi che mi obbligavo a partecipare alla vita amministrativa, dopo numerosi tentativi di far valere le mie ragioni in merito ad un bisogno quasi fisico di dimettermi e dopo la conferma delle misure cautelari per i nostri amministratori non era più possibile continuare ad essere "un consigliere comunale che fa finta di niente".

Il 29 eravamo in 16 dimissionari - continua il consigliere di Sel - e saremmo stati sufficienti a decidere il futuro di questa consigliatura ma qualcuno, il furbone di turno, ha chiesto 24 ore di ripensamento. Da persone per bene che pensano bene abbiamo accordato questa pausa di riflessione: il giorno dopo però, ci siamo ritrovati in 12! Strano, eppure la conferma dell'impianto accusatorio, al di là di ogni speranza, avrebbe dovuto spingere altri consiglieri della maggioranza a condividere il nostro proposito piuttosto che a darsi alla macchia ed a pensare che questa amministrazione potesse avere ancora vita lunga; del resto c'erano anche le dimissioni del Sindaco.

Ma quelle sono revocabili, mi è stato fatto notare! Questa frase ha tolto il freno ai miei desideri di correttezza personale - incalza Santorsola - e di opportunità politica e, senza badare a quanti potessimo essere, ho protocollato le mie dimissioni; se poi il Sindaco ritirerà le sue e darà vita ad un nuovo consiglio comunale sarò ancora più felice e mi complimenterò con me stesso per la scelta fatta. Una compagnia di voltagabbana non è certo l'ideale per tentare di ripristinare la correttezza amministrativa, la sicurezza sociale e la ripresa economica di una città alla quale per la seconda volta è stata arrecata l'offesa di essere additata nel mondo come una città di lestofanti e di corruttori.

Per strada - conclude Mimmo Santorsola nella sua nota - abbiamo perso altre tre persone desiderose di continuare la loro esperienza politica in questa amministrazione ondivaga e, forse, il mio gesto e quelli degli altri colleghi che lo hanno condiviso non avrà un valore politico né forse un valore pratico sul futuro di questa consigliatura ma sicuramente avremo dimostrato, insieme e senza attestazioni di false primogeniture, che per motivazioni valide dalle poltrone ci si può anche staccare, a meno che...».