Sempre più studenti scelgono l’ora alternativa alla religione cattolica
Nella Bat il 2,88% non si avvale dell’IRC: dati in crescita secondo l’UAAR
domenica 18 gennaio 2026
9.45
Da pochi giorni si sono aperte le iscrizioni per il prossimo anno scolastico 2026/27, la cui scadenza sarà il 14 febbraio. Una delle scelte che studenti, studentesse o loro famiglie dovranno fare sarà se avvalersi o meno dell'ora di insegnamento religione cattolica (IRC), materia il cui insegnamento è frutto del Concordato del 1929, poi rinnovato nel 1984.
I dati in possesso dall'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar), raccontano che anche in Italia è in atto un costante e inesorabile cambiamento in favore della cosiddetta "ora alternativa". Infatti, nell'anno 2024/25 il numero di non avvalentesi dell'IRC in Italia è cresciuto dell'1% pari a 42mila in più dell'anno precedente, dato ancora più significativo a fronte del calo di 120mila unità della popolazione studentesca complessiva. Un dato che cresce in maniera più o meno costante ogni anno.
Dati in crescita anche nella BAT, dove nell'anno scolastico 2024/25 ben 1433 studenti della nostra provincia (pari al 2,88% dell'intera popolazione scolastica) hanno scelto di non avvalersi dell'IRC, più dell'anno precedente (2,13%) e di quello prima (2,06%).
I numeri, che ha la UAAR chiesto per il quarto anno consecutivo, sono ufficiali e provengono dal Ministero dell'Istruzione e del Merito e dalle province autonome di Trento e Bolzano.
«Sempre più famiglie e studenti – dichiara Roberto Grendene, segretario nazionale dell'UAAR – scelgono di non frequentare l'ora di religione cattolica, nonostante l'esercizio di questo diritto troppe volte sia ostacolato dalla mancanza di valide alternative e da pressioni anche interne al sistema scolastico. Per la Cei si tratterebbe di una libera scelta ma non è affatto così: mettiamo l'Irc in orario extrascolastico, come capita a tutte le attività facoltative, e vediamo come va a finire».
«Bisogna ricordare che le alternative all'ora di religione sono un diritto e non una concessione, che la scuola deve assicurare sin dal primo giorno di scuola» dichiarano Felice Scaringella, coordinatore del circolo UAAR della BAT e Arianna Capuano Paparella, vice-coordinatrice. «Si tratta sostanzialmente di quattro possibilità: non frequenza dell'ora, ora di studio libero, ora di studio con docente o attività didattiche e formative alternative. E per chi dovesse avere bisogno di assistenza e tutela, il nostro circolo è a loro disposizione attraverso i social o alla email bat@uaar.it».
A disposizione di tutti è anche disponibile lo sportello "Ora alternativa" sul sito della UAAR: https://www.uaar.it/uaar/campagne/progetto-ora-alternativa/.
I dati in possesso dall'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar), raccontano che anche in Italia è in atto un costante e inesorabile cambiamento in favore della cosiddetta "ora alternativa". Infatti, nell'anno 2024/25 il numero di non avvalentesi dell'IRC in Italia è cresciuto dell'1% pari a 42mila in più dell'anno precedente, dato ancora più significativo a fronte del calo di 120mila unità della popolazione studentesca complessiva. Un dato che cresce in maniera più o meno costante ogni anno.
Dati in crescita anche nella BAT, dove nell'anno scolastico 2024/25 ben 1433 studenti della nostra provincia (pari al 2,88% dell'intera popolazione scolastica) hanno scelto di non avvalersi dell'IRC, più dell'anno precedente (2,13%) e di quello prima (2,06%).
I numeri, che ha la UAAR chiesto per il quarto anno consecutivo, sono ufficiali e provengono dal Ministero dell'Istruzione e del Merito e dalle province autonome di Trento e Bolzano.
«Sempre più famiglie e studenti – dichiara Roberto Grendene, segretario nazionale dell'UAAR – scelgono di non frequentare l'ora di religione cattolica, nonostante l'esercizio di questo diritto troppe volte sia ostacolato dalla mancanza di valide alternative e da pressioni anche interne al sistema scolastico. Per la Cei si tratterebbe di una libera scelta ma non è affatto così: mettiamo l'Irc in orario extrascolastico, come capita a tutte le attività facoltative, e vediamo come va a finire».
«Bisogna ricordare che le alternative all'ora di religione sono un diritto e non una concessione, che la scuola deve assicurare sin dal primo giorno di scuola» dichiarano Felice Scaringella, coordinatore del circolo UAAR della BAT e Arianna Capuano Paparella, vice-coordinatrice. «Si tratta sostanzialmente di quattro possibilità: non frequenza dell'ora, ora di studio libero, ora di studio con docente o attività didattiche e formative alternative. E per chi dovesse avere bisogno di assistenza e tutela, il nostro circolo è a loro disposizione attraverso i social o alla email bat@uaar.it».
A disposizione di tutti è anche disponibile lo sportello "Ora alternativa" sul sito della UAAR: https://www.uaar.it/uaar/campagne/progetto-ora-alternativa/.