Settimana della Scienza 2026: l’Istituto Rocca Bovio Palumbo D’Annunzio diventa laboratorio di futuro
Incontri con ricercatori del CNR, CERN e INFN hanno guidato gli studenti tra fisica, spazio e nuove tecnologie
domenica 17 maggio 2026
Si è conclusa con straordinario successo la Settimana della Scienza 2026, un'iniziativa di alto valore formativo che ha trasformato l'Istituto Comprensivo "Rocca Bovio Palumbo D'Annunzio" in un vero e proprio laboratorio di idee e confronto. Grazie al sostegno del dirigente scolastico, il prof. Giovanni Cassanelli, e al coordinamento della prof.ssa Alessandra Massafra, gli studenti hanno avuto l'opportunità unica di dialogare con scienziati, ricercatori e accademici di fama internazionale, esplorando le frontiere della fisica, della biologia e delle nuove tecnologie.
Dai segreti della natura ai sensori del futuro
L'apertura della rassegna è stata affidata al prof. Gaetano Scamarcio, Direttore dell'Istituto Nanoscienze del CNR. In un incontro dal titolo "Il segreto dei gechi per progettare sensori intelligenti", il professore ha spiegato come l'osservazione della natura possa guidare l'innovazione tecnologica. Partendo dalla capacità dei gechi di aderire alle superfici grazie alle forze di van der Waals, Scamarcio ha illustrato lo sviluppo del "gecko tape" e di transistor basati su proteine, invitando i ragazzi a coltivare una curiosità interdisciplinare che unisca fisica, biologia e chimica.
Un viaggio tra gravità, buchi neri e onde gravitazionali
Il prof. Luigi Tedesco, docente di Fisica Teorica presso l'Università di Bari e collaboratore di centri come il CERN e Harvard, ha guidato gli studenti nei misteri del cosmo. Durante il suo intervento, ha affrontato temi complessi come la natura della gravità, l'espansione dell'universo — in cui è lo spazio stesso a dilatarsi — e l'affascinante scoperta delle onde gravitazionali generate dalla fusione di buchi neri. Tedesco ha inoltre mostrato come gli scienziati utilizzino l'intera Terra come un gigantesco radiotelescopio per studiare oggetti invisibili a distanze inimmaginabili.
Fotografare l'Universo e il sottosuolo
Con il prof. Francesco Giordano, Ordinario di Fisica Sperimentale, l'attenzione si è spostata sulle tecnologie di osservazione. Dalle "fotografie dello spazio" realizzate tramite raggi gamma e macchine multispettrali, si è passati ad applicazioni quotidiane e terrestri: l'agricoltura di precisione, lo studio dei vulcani e persino il monitoraggio della "respirazione" dei palazzi attraverso le onde radio. Giordano ha evidenziato come la ricerca pura possa generare strumenti fondamentali per la sostenibilità ambientale e la sicurezza.
La fisica delle particelle: esperimenti dal vivo
L'evento conclusivo ha visto come protagonista il dott. Francesco S. Cafagna, Primo Ricercatore dell'INFN di Bari. L'incontro è stato reso vivo da una camera a nebbia costruita dallo stesso ricercatore, che ha permesso agli studenti di vedere con i propri occhi le tracce lasciate da particelle invisibili e raggi cosmici. Cafagna ha spiegato il funzionamento dei grandi acceleratori del CERN, come l'LHC, il ruolo dei "gluoni" nel tenere uniti i nuclei atomici e le applicazioni della fisica delle particelle nella medicina moderna, come la PET.
Una scuola aperta al futuro
La Settimana della Scienza ha dimostrato quanto l'incontro diretto tra il mondo della ricerca e quello della scuola possa accendere l'entusiasmo dei giovani. Attraverso esempi concreti e dimostrazioni dal vivo, gli studenti della Rocca Bovio Palumbo D'Annunzio non hanno solo appreso nozioni, ma hanno respirato il fascino della scoperta, comprendendo che dietro ogni progresso scientifico ci sono passione, studio e una costante cooperazione internazionale
Dai segreti della natura ai sensori del futuro
L'apertura della rassegna è stata affidata al prof. Gaetano Scamarcio, Direttore dell'Istituto Nanoscienze del CNR. In un incontro dal titolo "Il segreto dei gechi per progettare sensori intelligenti", il professore ha spiegato come l'osservazione della natura possa guidare l'innovazione tecnologica. Partendo dalla capacità dei gechi di aderire alle superfici grazie alle forze di van der Waals, Scamarcio ha illustrato lo sviluppo del "gecko tape" e di transistor basati su proteine, invitando i ragazzi a coltivare una curiosità interdisciplinare che unisca fisica, biologia e chimica.
Un viaggio tra gravità, buchi neri e onde gravitazionali
Il prof. Luigi Tedesco, docente di Fisica Teorica presso l'Università di Bari e collaboratore di centri come il CERN e Harvard, ha guidato gli studenti nei misteri del cosmo. Durante il suo intervento, ha affrontato temi complessi come la natura della gravità, l'espansione dell'universo — in cui è lo spazio stesso a dilatarsi — e l'affascinante scoperta delle onde gravitazionali generate dalla fusione di buchi neri. Tedesco ha inoltre mostrato come gli scienziati utilizzino l'intera Terra come un gigantesco radiotelescopio per studiare oggetti invisibili a distanze inimmaginabili.
Fotografare l'Universo e il sottosuolo
Con il prof. Francesco Giordano, Ordinario di Fisica Sperimentale, l'attenzione si è spostata sulle tecnologie di osservazione. Dalle "fotografie dello spazio" realizzate tramite raggi gamma e macchine multispettrali, si è passati ad applicazioni quotidiane e terrestri: l'agricoltura di precisione, lo studio dei vulcani e persino il monitoraggio della "respirazione" dei palazzi attraverso le onde radio. Giordano ha evidenziato come la ricerca pura possa generare strumenti fondamentali per la sostenibilità ambientale e la sicurezza.
La fisica delle particelle: esperimenti dal vivo
L'evento conclusivo ha visto come protagonista il dott. Francesco S. Cafagna, Primo Ricercatore dell'INFN di Bari. L'incontro è stato reso vivo da una camera a nebbia costruita dallo stesso ricercatore, che ha permesso agli studenti di vedere con i propri occhi le tracce lasciate da particelle invisibili e raggi cosmici. Cafagna ha spiegato il funzionamento dei grandi acceleratori del CERN, come l'LHC, il ruolo dei "gluoni" nel tenere uniti i nuclei atomici e le applicazioni della fisica delle particelle nella medicina moderna, come la PET.
Una scuola aperta al futuro
La Settimana della Scienza ha dimostrato quanto l'incontro diretto tra il mondo della ricerca e quello della scuola possa accendere l'entusiasmo dei giovani. Attraverso esempi concreti e dimostrazioni dal vivo, gli studenti della Rocca Bovio Palumbo D'Annunzio non hanno solo appreso nozioni, ma hanno respirato il fascino della scoperta, comprendendo che dietro ogni progresso scientifico ci sono passione, studio e una costante cooperazione internazionale