Si ammalò e morì dopo un vaccino, passa in giudicato la richiesta di risarcimento

Il fatto avvenne nel '72, il bambino trascorse la sua vita in stato vegetativo

mercoledì 28 marzo 2018 14.38
Il 15 marzo 1972 fu sottoposto ad una vaccinazione, poi subì una atrofia cerebrale, una forma di epilessia ed un grave deficit mentale. A gennaio dello scorso anno una sentenza del Tribunale Civile di Trani (giudice monocratico Giuseppe Gustavo Infantini) aveva stabilito, anche grazie una consulenza medico legale, che quelle gravi patologie derivarono proprio dalla somministrazione del vaccino avvenuta a Trani a un bambino di pochi mesi. Ora quella sentenza, che ha previsto un lauto risarcimento, ha forza di giudicato giacché la Asl (ex Ausl Bari 4 in liquidazione), convenuta in giudizio, non l'ha impugnata. Per quelle patologie il piccolo è stato costretto il resto della sua vita in stato vegetativo ed era stato già dichiarato invalido al cento per cento e all'età di 18 anni interdetto con sentenza. Nel '97 il Tribunale di Bari aveva già accertato la responsabilità del Ministero della Sanità per la vaccinazione condannandolo all'indennizzo previsto dalle legge 210, 1992. Il ragazzo è poi deceduto e i suoi familiari hanno promosso causa risarcitoria dinanzi il Tribunale di Trani che ora vede la sentenza passata in giudicato.

Secondo quanto ricostruito vi è dunque stato un rapporto causale diretto ed esclusivo tra la vaccinazione e la grave malattia neurologica e la pratica vaccinale fu eseguita "senza una visita medica preventiva o comunque senza preventivi accertamenti diagnostici e senza assolvere al debito informativo relativo ai rischi e precauzioni da adottare". Non è la prima volta che i giudici civili ravvisano un nesso causale tra vaccinazioni e gravi patologie. Sotto il versante penale come si ricorderà nei mesi scorsi il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Francesco Messina, anche in questo caso alla luce di una consulenza, ha invece escluso il nesso causale tra vaccino e autismo per quanto era stato denunciato da alcuni genitori.