Sistema Trani, la Procura chiede il rinvio a giudizio dei 15 imputati coinvolti
Chiesto comunque il proscioglimento dall'accusa di truffa per Riserbato e Ruggiero
venerdì 30 novembre 2018
Il pm Marcello Catalano ha chiesto al Gup del Tribunale di Trani, Angela Schiralli, di processare tutti i 15 imputati coinvolti nell'inchiesta Sistema Trani che non hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato. Al contempo però il Pm ha chiesto che l'ex sindaco di Trani, Luigi Riserbato, e l'ex amministratore unico di Amiu, Antonello Ruggiero, vengano prosciolti dall'accusa di truffa (relativamente ad una fattura ritenuta gonfiata) a seguito della pronuncia della Corte dei Conti che ha ritenuto insussistente il danno erariale. Riserbato e Ruggiero per la Procura dovranno essere comunque processati ma per altre contestazioni.
Come si ricorderà, per Riserbato era già caduta, a chiusura inchiesta, l'accusa di associazione per delinquere che gli costò gli arresti domiciliari. Ad opporsi alla richiesta di proscioglimento per l'ipotesi di truffa è stato il legale del Comune di Trani costituito parte civile. L'avvocato Bepi Maralfa ha sostenuto, infatti, che il profilo erariale è cosa ben diversa da quello penale: di qui la richiesta che Riserbato e Ruggiero vengano processati anche per l'ipotesi di truffa.
Nell'udienza di questo pomeriggio hanno concluso, associandosi alle richieste del Pm, anche i difensori delle altre parti civili, la cooperativa Vigilanza notturna tranese e la difesa di Luigi Mondelli, imprenditore ritenutosi danneggiato dalla mancata aggiudicazione di un appalto che non gli sarebbe stato attribuito perché vicino al consigliere comunale Beppe Corrado. La parola ora passa alle difese dei 15 imputati che discuteranno nelle udienze del 6 e 20 dicembre.
Si discuteranno invece a gennaio le posizioni degli altri 4 imputati che hanno chiesto di essere giudicati con rito abbreviato: Claudio Laricchia e Yanko Tedeschi, componenti della commissione giudicatrice per l'appalto sulla vigilanza al patrimonio pubblico comunale, Francesco Lupo e Massimo Aletta, responsabili della filiale barese della società Sicurcenter di Palermo che si aggiudicò provvisoriamente l'appalto.
Come si ricorderà, per Riserbato era già caduta, a chiusura inchiesta, l'accusa di associazione per delinquere che gli costò gli arresti domiciliari. Ad opporsi alla richiesta di proscioglimento per l'ipotesi di truffa è stato il legale del Comune di Trani costituito parte civile. L'avvocato Bepi Maralfa ha sostenuto, infatti, che il profilo erariale è cosa ben diversa da quello penale: di qui la richiesta che Riserbato e Ruggiero vengano processati anche per l'ipotesi di truffa.
Nell'udienza di questo pomeriggio hanno concluso, associandosi alle richieste del Pm, anche i difensori delle altre parti civili, la cooperativa Vigilanza notturna tranese e la difesa di Luigi Mondelli, imprenditore ritenutosi danneggiato dalla mancata aggiudicazione di un appalto che non gli sarebbe stato attribuito perché vicino al consigliere comunale Beppe Corrado. La parola ora passa alle difese dei 15 imputati che discuteranno nelle udienze del 6 e 20 dicembre.
Si discuteranno invece a gennaio le posizioni degli altri 4 imputati che hanno chiesto di essere giudicati con rito abbreviato: Claudio Laricchia e Yanko Tedeschi, componenti della commissione giudicatrice per l'appalto sulla vigilanza al patrimonio pubblico comunale, Francesco Lupo e Massimo Aletta, responsabili della filiale barese della società Sicurcenter di Palermo che si aggiudicò provvisoriamente l'appalto.