«Stupito e dispiaciuto per le dimissioni del Papa»

L’Arcivescovo di Trani commenta la scelta di Benedetto XVI. Pichierri: «Ratzinger va imitato nella sua fede forte»

martedì 12 febbraio 2013 11.36
«Stupore e dispiacere». Sono queste le parole utilizzate dall'Arcivescovo di Trani, Giovan Battista Pichierri, per commentare la decisione di Papa Ratzinger di dimettersi.

In una lettera inviata alla comunità dicoesana, Pichierri cerca di far comprendere la scelta di Benedetto XVI: «L'annuncio delle sue dimissioni come Vescovo di Roma e come successore di Pietro, ha destato in noi sommo stupore e dispiacere. Per superare ogni forma di giudizio che ci porterebbe lontano dalla mente e dal cuore del Santo Padre, che continua ad esercitare il suo ministero sino al 28 febbraio alle ore 20, accogliamo con attenzione le sue parole.Preghiamo secondo le intenzioni di Benedetto XVI e imitiamolo nella sua fede forte, umile, responsabile, amorosa».
Questo il messaggio di Papa Benedetto XVI con cui ha annunciato le dimissioni:

«Carissimi Fratelli, vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l'età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell'animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l'elezione del nuovo Sommo Pontefice. Carissimi Fratelli, vi ringrazio di vero cuore per tutto l'amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero, e chiedo perdono per tutti i miei difetti. Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del suo Sommo Pastore, Nostro Signore Gesù Cristo, e imploriamo la sua santa Madre Maria, affinché assista con la sua bontà materna i Padri Cardinali nell'eleggere il nuovo Sommo Pontefice. Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio».