Trani canta Battisti: Piazza Quercia incantata dalle "Emozioni" di Gianmarco Carroccia
Un bagno di folla per il tributo al grande Lucio nel giorno di Capodanno
sabato 3 gennaio 2026
8.02
È stata una di quelle sere in cui la musica non si limita a essere ascoltata, ma viene respirata, condivisa e cantata all'unisono. Il 1° gennaio, Trani ha vissuto un momento di rara bellezza in Piazza Quercia, trasformata per l'occasione in un teatro a cielo aperto gremito di gente. Un pubblico numeroso, attento e incredibilmente partecipe ha accolto la performance di Gianmarco Carroccia, lasciandosi trasportare in un viaggio collettivo sul filo della memoria. Dalle prime note fino all'ultimo accordo, la piazza è diventata un unico grande coro: intere famiglie, giovani e meno giovani hanno cantato ogni strofa, accompagnando l'artista con un calore che ha reso l'evento non un semplice concerto, ma un rito di appartenenza culturale.
L'anima ritrovata di Piazza Quercia Alle 18:30, puntuale come l'emozione che prometteva, Piazza Quercia ha svelato la sua anima più intima. L'appuntamento con lo spettacolo "Emozioni" ha richiamato un pubblico trasversale: dai nostalgici che quelle canzoni le hanno viste nascere, ai ragazzi che le hanno scoperte come patrimonio di famiglia. Gianmarco Carroccia, l'interprete scelto dallo stesso Mogol come "custode ideale" di quel repertorio, ha compiuto il miracolo senza trucchi: nessuna imitazione caricaturale, nessuna forzatura. Solo una voce che, per un dono naturale, somiglia in modo impressionante a quella di Lucio Battisti, messa al servizio di un'interpretazione rispettosa, pulita e profondamente sentita.
La scaletta, un viaggio nel DNA italiano La serata si è dipanata come un racconto. Il brano "Emozioni", con la sua capacità di intrecciare immagini e sentimenti, ha aperto le danze, settando subito il tono della serata. Poi è stata la volta de "I giardini di marzo", che ha avvolto la piazza con la sua delicatezza malinconica, trasformando una storia personale in universale. Carroccia ha saputo toccare tutte le corde del sodalizio Battisti-Mogol: dalla freschezza moderna di "Una donna per amico" alla potenza melodica di "Mi ritorni in mente", fino all'energia ritmica di "Acqua azzurra, acqua chiara", che ha fatto battere le mani a tutta la piazza. Il culmine emotivo è arrivato con "Il mio canto libero", eseguito con un equilibrio perfetto, rispettando la dimensione "sacra" e luminosa di quello che è, a tutti gli effetti, un inno alla libertà.
Una band d'eccezione A sostenere la voce di Carroccia, una band solida e affiatata, capace di accompagnare senza mai sovrastare, ricreando quelle sonorità che sono impresse nel nostro DNA musicale. Un plauso va ai musicisti che hanno tessuto la trama sonora della serata: Stefano Profazi (chitarre e cori), Alessandro Patti (basso), Dario Troisi (pianoforte e synth), Bruno D'Ambrosio (batteria e percussioni), Christian Vilona (sax, flauto e cori) e Michele Campo (violino).
La risposta di Trani è stata un'alternanza perfetta di silenzi d'ascolto e applausi scroscianti. Una serata che ha dimostrato, ancora una volta, come la grande musica d'autore sappia essere un ponte formidabile tra le generazioni, regalando alla città un inizio d'anno all'insegna della bellezza e della memoria condivisa.
L'anima ritrovata di Piazza Quercia Alle 18:30, puntuale come l'emozione che prometteva, Piazza Quercia ha svelato la sua anima più intima. L'appuntamento con lo spettacolo "Emozioni" ha richiamato un pubblico trasversale: dai nostalgici che quelle canzoni le hanno viste nascere, ai ragazzi che le hanno scoperte come patrimonio di famiglia. Gianmarco Carroccia, l'interprete scelto dallo stesso Mogol come "custode ideale" di quel repertorio, ha compiuto il miracolo senza trucchi: nessuna imitazione caricaturale, nessuna forzatura. Solo una voce che, per un dono naturale, somiglia in modo impressionante a quella di Lucio Battisti, messa al servizio di un'interpretazione rispettosa, pulita e profondamente sentita.
La scaletta, un viaggio nel DNA italiano La serata si è dipanata come un racconto. Il brano "Emozioni", con la sua capacità di intrecciare immagini e sentimenti, ha aperto le danze, settando subito il tono della serata. Poi è stata la volta de "I giardini di marzo", che ha avvolto la piazza con la sua delicatezza malinconica, trasformando una storia personale in universale. Carroccia ha saputo toccare tutte le corde del sodalizio Battisti-Mogol: dalla freschezza moderna di "Una donna per amico" alla potenza melodica di "Mi ritorni in mente", fino all'energia ritmica di "Acqua azzurra, acqua chiara", che ha fatto battere le mani a tutta la piazza. Il culmine emotivo è arrivato con "Il mio canto libero", eseguito con un equilibrio perfetto, rispettando la dimensione "sacra" e luminosa di quello che è, a tutti gli effetti, un inno alla libertà.
Una band d'eccezione A sostenere la voce di Carroccia, una band solida e affiatata, capace di accompagnare senza mai sovrastare, ricreando quelle sonorità che sono impresse nel nostro DNA musicale. Un plauso va ai musicisti che hanno tessuto la trama sonora della serata: Stefano Profazi (chitarre e cori), Alessandro Patti (basso), Dario Troisi (pianoforte e synth), Bruno D'Ambrosio (batteria e percussioni), Christian Vilona (sax, flauto e cori) e Michele Campo (violino).
La risposta di Trani è stata un'alternanza perfetta di silenzi d'ascolto e applausi scroscianti. Una serata che ha dimostrato, ancora una volta, come la grande musica d'autore sappia essere un ponte formidabile tra le generazioni, regalando alla città un inizio d'anno all'insegna della bellezza e della memoria condivisa.