Trani, De Feudis boccia il decennio Bottaro: «Amministrare l’esistente non significa governare il futuro»

Il candidato sindaco indipendente analizza le "occasioni perdute": dal declino di AMET alla gestione del porto, fino ai dubbi sull'efficacia del PNRR

martedì 10 marzo 2026
La corsa verso le amministrative di maggio 2026 entra in una fase di analisi profonda e critica. Sebastiano (Ninni) De Feudis, candidato sindaco indipendente, lancia un duro affondo contro la gestione amministrativa dell'ultimo decennio. Nel suo intervento, l'avvocato De Feudis non si limita alla critica politica superficiale, ma scava nelle pieghe della mancata programmazione strategica che, a suo dire, avrebbe trasformato Trani in una "cartolina senza anima". Partendo dal paradosso di una bellezza naturale straordinaria che non è stata messa a sistema, De Feudis tocca i nervi scoperti della città: il destino incerto delle società partecipate (con il caso AMET in prima fila), la mancanza di un polo nautico d'eccellenza nell'Adriatico e l'incognita sull'eredità reale che i progetti del PNRR lasceranno sul territorio. Quella di De Feudis è una chiamata al pragmatismo: la distinzione netta tra "adottare delibere" e "indicare una direzione". Una sfida lanciata ai cittadini per decidere se Trani debba continuare a vivere di rendita sulla propria estetica o se sia finalmente pronta a dotarsi di un progetto industriale e turistico di respiro internazionale. Trani non è una città straordinaria. E non lo è perché qualcuno ha deciso che il suo porto, la cattedrale sul mare, il centro storico, la pietra bianca che riflette la luce del Mediterraneo… beh, debbano bastare. Ha deciso che gli scorci da cartolina siano sufficienti per imporla all'attenzione del mondo, per farne la wedding destination naturale e per far desiderare a chiunque poterla vedere all'alba. Mi chiedo, e chiedo a tutti voi, quanto di queste aspettative si sia effettivamente realizzato senza una visione, una programmazione seria e una costruzione lungimirante. Eppure gli strumenti esistevano ed esistono. Ma bisogna conoscerli, comprenderli e massimizzarli. Negli ultimi anni la città è stata certamente amministrata. Sono state adottate delibere, organizzati eventi, affrontate emergenze. Ma amministrare non significa necessariamente guidare una città. Guidare una città significa indicare una direzione chiara e costruire un progetto di sviluppo. Ed è proprio questa visione che negli ultimi anni sembra essere mancata.

AMET e le partecipate - Il caso più evidente riguarda AMET, una delle società pubbliche più importanti della città. Negli ultimi anni il dibattito su AMET è stato spesso dominato da polemiche, cambiamenti di gestione e tensioni interne. Ma la domanda più importante resta senza risposta: qual è il progetto industriale per AMET? Quale ruolo deve avere nei servizi pubblici della città? Quali investimenti sono stati programmati? Senza una strategia chiara una società partecipata rischia di diventare terreno di scontro politico invece che uno strumento di sviluppo.

Il porto e il turismo - Il porto di Trani è una delle immagini più iconiche della città. Eppure negli ultimi anni non si è visto nascere un progetto davvero ambizioso per trasformarlo in uno dei poli turistici e nautici più importanti dell'Adriatico. Anche sul turismo la città continua spesso a muoversi senza una strategia strutturata. Il turismo non è una festa e non è solo una successione di eventi estivi. È una vera politica economica della città che richiede programmazione, promozione internazionale e coordinamento tra pubblico e privato.

L'occasione del PNRR - Negli ultimi anni lo Stato e l'Europa hanno messo a disposizione dei Comuni risorse straordinarie attraverso il PNRR. Per molte città italiane questo ha rappresentato una occasione storica di trasformazione urbana. La domanda che oggi molti cittadini si pongono è semplice: quanto il PNRR sta realmente cambiando Trani? Quali progetti stanno trasformando la città? Quali investimenti stanno creando nuove opportunità per imprese, turismo e servizi?

Trani merita di più - Guardare agli ultimi dieci anni non serve ad alimentare polemiche. Serve a comprendere una cosa molto semplice: Trani merita di più. Merita una città più ordinata, più efficiente e più competitiva. Merita una politica capace di programmare il futuro e non solo di gestire l'esistente. Per questo, oggi, la vera questione non riguarda il passato ma il futuro della città. E forse è arrivato il momento di porsi tre domande molto semplici:
  1. Trani vuole continuare a vivere solo della sua bellezza o vuole finalmente costruire una vera strategia di sviluppo?
  2. Le società pubbliche e le grandi risorse della città devono restare terreno di polemica politica o diventare strumenti di crescita per la comunità?
  3. E soprattutto: vogliamo continuare ad amministrare l'esistente o iniziare davvero a governare il futuro di Trani?