Trani, il 25 aprile dei congedi: tra il "mea culpa" di Bottaro e l’onore delle armi di Galiano. Scusate il disturbo | L'editoriale

Il sindaco uscente chiude undici anni di mandato con un discorso all’insegna del garbo e delle scuse. Il suo erede politico raccoglie il testimone rivendicando autonomia: «Siamo differenti, ma grazie per le fondamenta»

domenica 26 aprile 2026 10.06
A cura di Tonino Lacalamita
C'è un tempo per il "tuono" e un tempo per la "misura". Il 25 aprile 2026 di Trani non è stata solo la celebrazione della Liberazione, ma l'atto finale, quasi solenne, di un'era politica durata undici anni. Il discorso di Amedeo Bottaro in Villa Comunale e il successivo commento social di Marco Galiano rappresentano un caso di studio politico su come si gestisce una successione complessa tra continuità amministrativa e discontinuità d'immagine.

Amedeo Bottaro: il realismo del commiato - Il Sindaco uscente ha scelto la strada del garbo istituzionale. Non un elenco di opere pubbliche, ma un bilancio umano. Citando il giuramento degli efibi ateniesi ("Restituire la città più bella di come ce l'avete consegnata"), Bottaro ha ammesso implicitamente che la bellezza è un cantiere aperto. L'elemento politico più forte del suo discorso è stato il "Chiedere scusa". Un atto di umiltà insolito per chi detiene il potere da oltre un decennio, utile a disinnescare le critiche più aspre delle opposizioni e a "ripulire" il terreno per chi verrà dopo. Bottaro lascia una città che, a suo dire, ha fondamenta solide ma che ha vissuto le "zavorre" di anni difficili, consegnando a Galiano non un castello finito, ma una visione da completare.

Marco Galiano: l'onore delle armi e la difesa dell'autonomia - Il post di Galiano è un esercizio di equilibrismo politico di alto livello. Da un lato c'è il riconoscimento del lavoro svolto: il candidato non rinnega gli undici anni passati, anzi, ricorda con una punta di orgoglio «dove fossimo 11 anni fa», evocando indirettamente una città che usciva da un periodo di profonda crisi. Tuttavia, Galiano compie tre movimenti politici precisi:
  1. L'Umanizzazione del Leader: Sottolinea la trasformazione di Bottaro da "tuonante" a "garbato", quasi a voler dire che il tempo del comando muscolare è finito ed è ora necessario il tempo della cura.
  2. Il Distanziamento sull'identità: Galiano affronta frontalmente lo spettro dell'"ombra di Bottaro". Dicendo «chiunque ci conosca ha già colto come e quanto siamo differenti», il candidato prova a spezzare il cordone ombelicale mediatico. Non è un disconoscimento, ma una rivendicazione di personalità: Galiano non vuole essere il "terzo mandato" di Bottaro, ma il primo di un nuovo corso.
  3. Il concetto di "Fondamenta": Galiano ammette che «molto ci sia ancora da costruire». È la conferma della sua linea: valorizzare il passato (continuità) per correggere gli errori (discontinuità).
Dall'analisi dei due testi emerge una strategia chiara: Galiano sta rendendo l'onore delle armi a Bottaro per potersene distaccare con eleganza. Non è un tradimento, né un prendere le distanze in senso ostile. È, piuttosto, un'operazione di "protezione del candidato". Galiano sa che per vincere deve convincere quella parte di città che è stanca del "metodo Bottaro", ma che non vuole distruggere i risultati raggiunti dal centrosinistra.

Le Prospettive: In sintesi, Marco Galiano ha scelto di non nascondere l'alleanza, ma di nobilitarla. Riconosce il debito politico verso chi lo ha preceduto per dichiararsi, paradossalmente, più libero. Da oggi, la narrazione non è più "cosa ha fatto Bottaro", ma "cosa Galiano farà sopra le fondamenta di Bottaro". Scusate il disturbo è ...domenica.

Ho conosciuto Amedeo quando decise di candidarsi. Dopo undici anni siamo entrambi persone diverse e questa foto racconta più di quanto appaia. Cosi come la misura delle sue parole. Sono sempre stato presente alle celebrazioni del 25 aprile e l'ho sentito più volte tuonare cercando di ricordare a tutte e a tutti cosa questa data rappresenti nella vita di una città come Trani. Ieri, invece, mi ha colpito la misura, il garbo istituzionale: abbiamo provato a migliorare Trani, il tempo ci dirà se ci siamo riusciti. Scusandosi. Io non riesco a dimenticare dove fossimo 11 anni fa. Anche questo, spero, un giorno verrà raccontato. E dove siamo adesso. Credo che non sia mai esistita un'amministrazione che possa affermare di essere riuscita a realizzare tutto ciò che sognava (prometteva?) in campagna elettorale. È ovvio, quindi, sapere che, per quanto le fondamenta possano essere solide, molto ci sia ancora da costruire. Rinnovare la Città significa anche affermare, sommessamente, Rispetto. Senza temere chi commenterà, proprio qui sotto, che Marco Galiano è l'ombra di Amedeo Bottaro. Non amo e non ho mai risposto alle cattiverie, così come apprezzo pubblicamente chi sa ben criticare. Sono certo che chiunque ci conosca abbia già colto come e quanto siamo differenti. Oggi, 26 aprile, vorrei soltanto dire Grazie. Niente di più. E buon lavoro a tutte e tutti noi che verremo dopo. Buon 25 aprile, ogni giorno.