Scusate il disturbo | L'Editoriale. A Trani il regolamento dehors è legge. Il "colpo di biliardo" di Bottaro darà scacco matto al dibattito elettorale?

L'unanimità in Consiglio Comunale disinnesca uno dei temi storici della coalizione Guarriello. Per Galiano è una "palla gol": la continuità amministrativa si trasforma in efficienza e ordine prima del voto

mercoledì 8 aprile 2026 19.11
A cura di Tonino Lacalamita
Mentre la città è proiettata verso la sfida delle Comunali di maggio, l'Amministrazione uscente di Amedeo Bottaro mette a segno un punto che definire "storico" non è un esercizio di retorica, ma una constatazione politica. L'approvazione all'unanimità del nuovo Regolamento Dehors, avvenuta oggi in Consiglio Comunale, non è solo una riforma tecnica: è un atto che ridisegna i confini della contesa elettorale.

Il provvedimento: addio alla giungla burocratica
Il nuovo testo disciplina una volta per tutte l'allestimento degli spazi esterni per le attività produttive. Il punto di forza? La concertazione preventiva con la Soprintendenza. Da oggi, il commerciante che vorrà investire non dovrà più affrontare il calvario dei pareri incrociati e delle attese infinite: le regole sono scritte, i criteri estetici sono chiari e le procedure autorizzative saranno drasticamente accelerate. Il Sindaco Bottaro, assente dall'aula perché impegnato in Regione per intercettare fondi destinati ai beni confiscati alla mafia, ha commentato con fermezza sui social: «Si lavora con determinazione fino all'ultimo giorno. Questo regolamento è un beneficio concreto per operatori, professionisti e per la qualità degli spazi urbani».

L'analisi: perché l'unanimità "disinnesca" il centrodestra
Il dato politico più rilevante è il voto corale dell'assise. Votando favorevolmente, il centrodestra ha riconosciuto la bontà di un iter complesso, ma ha anche consegnato al centrosinistra un'arma elettorale pesantissima. Per Angelo Guarriello, che ha fatto della "Cultura della Manutenzione" e del decoro il centro del suo programma, l'approvazione del regolamento rappresenta un parziale "disinnesco". Il candidato del centrodestra si trova ora in una posizione delicata: criticare il provvedimento significherebbe smentire i propri consiglieri, mentre lodarlo significherebbe ammettere che l'Amministrazione Bottaro ha già "curato" uno dei mali cronici della città. La sfida per Guarriello si sposterà necessariamente sul piano del controllo: non basterà più promettere regole, dovrà convincere che solo lui sarà capace di farle rispettare con il "pugno di ferro".

Il "regalo" per Marco Galiano
Sul fronte opposto, Marco Galiano incassa un dividendo inaspettato. Il candidato del "campo largo" può ora presentarsi ai commercianti e ai moderati non come il portatore di promesse, ma come l'erede di un metodo che produce risultati certi. Per il "mediano metodista" del centrosinistra, il regolamento dehors è la dimostrazione plastica di come la concertazione istituzionale (Comune-Soprintendenza-Ordini professionali) possa battere la burocrazia. Galiano potrà dire: «Mentre altri parlano di futuro, noi stiamo già costruendo l'ordine».

Il "terzo polo" di governo e le sentinelle civiche - In questo scenario, la narrazione si frammenta tra gli altri protagonisti. Giacomo Marinaro, anch'egli candidato sindaco da tempo ha assunto il ruolo di "pontiere" responsabile tra l'Amministrazione che c'è e quella che verrà. Per lui, restare in aula oggi a votare il regolamento è oggettivamente la prova di una maturità amministrativa che non teme il confronto con il passato, posizionandosi come un'alternativa di governo capace di "fare legna" mentre altri promettono rivoluzioni. Ai margini dei tre blocchi principali, i tre "candidati civici" sono costretti a ricalibrare il tiro. Sebastiano De Feudis accoglierà per certo positivamente il risultato, ma riteniamo possa puntare l'indice sui tempi, sottolineando che una Trani "concreta" non avrebbe dovuto attendere l'ultimo giorno di mandato per dare certezze alle imprese. Alessandro Moscatelli, con il rigore di Articolo 97, si posizionerà subito come la "sentinella" della legalità: il regolamento c'è, ma lui sarà lì a vigilare affinché non diventi uno strumento di favore elettorale. Infine, Angela Mercorio riteniamo possa spostare il tema sulla qualità: per lei il regolamento può essere solo l'ossatura di un progetto più ampio che deve preservare l'estetica della "Regina delle Puglie", evitando che il commercio soffochi l'identità storica.

Quartieri e Consensi: la nuova mappa del voto
L'impatto di questa decisione sarà immediato soprattutto nel Centro Storico e nella Zona Porto. Qui, la convivenza tra residenti, movida e commercio è da anni un nervo scoperto. Il regolamento promette di pacificare queste aree, trasformando il potenziale conflitto in ordine estetico. Se l'elettorato del centro cittadino percepirà il miglioramento, la corsa verso Palazzo di Città potrebbe subire una sterzata decisa verso la continuità. In definitiva, Amedeo Bottaro ha dimostrato che si può amministrare "fino all'ultimo giorno", ma ha anche ricordato a tutti gli sfidanti che la realtà dei fatti corre più veloce dei comizi social. La palla passa ora ai pretendenti la poltrona di Primo Cittadino fra chi dovrà dimostrare che il regolamento è solo un pezzo di carta se non c'è una visione di sicurezza urbana e chi dovrà dimostrare di avere la forza politica per attuarlo senza cedere alle pressioni dei singoli. La partita dei dehors è chiusa, ma quella per la fascia tricolore, invece, è appena diventata molto più complicata.