Trani, l'Osservatorio De Feudis viviseziona la Relazione di Fine Mandato: «Altro che rilancio, i documenti ufficiali certificano ritardi e criticità»

Nota del presidio tecnico guidato dall'ex candidato Sindaco Evidenziati il calo demografico, le carenze di organico e la gestione problematica dei cantieri PNRR

domenica 17 maggio 2026 6.54
L'Osservatorio Giuridico sull'Amministrazione, il presidio tecnico e indipendente ideato e costituito dall'Avv. Sebastiano (Ninni) De Feudis all'indomani della sua scelta di recedere dalla corsa alla carica di Sindaco, entra ufficialmente nel vivo della sua attività di vigilanza e analisi. Con un analitico comunicato stampa, l'organismo guidato da De Feudis passa al setaccio la Relazione di Fine Mandato del Comune di Trani, pubblicata lo scorso 30 marzo 2026. L'obiettivo dell'Osservatorio è chiaro: squarciare il velo della narrazione politica e delle "parole pronunciate" per analizzare la "città reale consegnata ai cittadini" basandosi esclusivamente sui documenti ufficiali dell'Ente.

La premessa politica dell'analisi è netta: mentre la retorica pubblica degli ultimi anni ha insistito su concetti quali rilancio, crescita e trasformazione, la relazione ufficiale – firmata dallo stesso Sindaco uscente ai sensi di legge – restituisce un quadro ben diverso, fatto di ritardi, criticità strutturali e ammissioni di inefficienza in settori chiave. L'Osservatorio evidenzia come lo stesso Comune certifichi carenze di organico nei controlli interni, manutenzioni non tempestive, problemi nella gestione del verde pubblico e, soprattutto, una preoccupante dipendenza da supporti esterni per procedure strategiche come le gare d'appalto. Viene inoltre sollevato il nodo dei cantieri PNRR, dove l'amministrazione ammette la necessità di una "chiusura fisica ed amministrativo/contabile" tempestiva, confermando i timori sulla reale capacità di spesa e messa in funzione delle opere.

Infine, l'analisi tocca il tema del turismo, dove la relazione riconosce l'assenza di una "strategia unitaria e coerente" riducendo anni di iniziative a una mera somma di eventi scollegati. L'impressione finale dell'Osservatorio è tranchant: il documento somiglia più a un "programma delle cose che il Comune non è riuscito a fare" che a un bilancio di successi raggiunti.
La verità nei documenti. Cosa racconta davvero la relazione di fine mandato del Comune di Trani.

Perché alla fine ogni amministrazione lascia due cose: le parole pronunciate e la città reale consegnata ai cittadini.
L'articolo 4 del Decreto Legislativo n. 149/2011 prevede che il Sindaco, entro i sessanta giorni antecedenti la fine del mandato, sottoscriva la relazione ufficiale di fine mandato. Quella del Comune di Trani è stata pubblicata il 30 marzo 2026 e la si può leggere sul sito del Comune.
È un documento importante perché contiene ciò che il Comune stesso scrive di sé. Proprio per questo merita di essere letto con attenzione. La narrazione pubblica degli ultimi anni ha spesso parlato di rilancio, crescita, eventi, cantieri e trasformazione della città. Ma la relazione ufficiale racconta anche altro; ritardi, criticità strutturali, servizi da rafforzare, manutenzioni insufficienti, problemi organizzativi e opere ancora da completare.

Una città che perde abitanti

Il primo dato che colpisce è quello demografico. La popolazione residente passa da 54.848 abitanti nel 2020 a 54.803 nel 2024, con saldo naturale costantemente negativo.
Può sembrare un dato marginale. Non lo è. Perché una città non si misura dai rendering o dalle inaugurazioni. Si misura da quante persone scelgono di restare, lavorare, costruire il proprio futuro. E quando una città perde abitanti ogni anno significa che qualcosa non sta funzionando davvero.
I problemi che il Comune stesso ammette
La parte forse più significativa della relazione è quella in cui vengono descritte le criticità ancora presenti nei servizi fondamentali. Lo scrive direttamente l'amministrazione. Si parla infatti di:

  • carenze di organico nei controlli interni e nell'anticorruzione;
  • manutenzioni non tempestive;
  • necessità di chiudere i cantieri più rapidamente;
  • problemi nella gestione del verde pubblico;
  • ritardi nelle procedure relative agli impianti pubblicitari.

La stessa relazione, in sostanza, certifica che molti servizi essenziali della città necessitano ancora di essere rafforzati, riorganizzati o completati.

Cantieri e PNRR, il vero problema è finirli

C'è poi un passaggio molto delicato sui lavori pubblici e sugli interventi finanziati dal PNRR. La relazione afferma chiaramente che i cantieri devono essere chiusi con maggiore tempestività e aggiunge che la priorità immediata sarà la chiusura fisica ed amministrativo/contabile degli interventi PNRR.
Tradotto politicamente significa una cosa molto semplice: aprire i cantieri non basta. Perché alla fine i cantieri non si giudicano quando iniziano. Si giudicano quando finiscono. E soprattutto quando le opere diventano realmente utilizzabili dai cittadini e migliorano la loro vita quotidiana.
Un Comune ancora dipendente dai supporti esterni
Altro passaggio significativo riguarda la gestione delle gare pubbliche. Nella relazione si legge che il Comune deve appropriarsi di un ruolo guida e ridurre l'affidamento all'esterno delle procedure di gara. È un'affermazione molto pesante sotto il profilo amministrativo perché significa che, dopo anni di mandato, il Comune riconosce di non essere ancora pienamente autonomo nella gestione di alcune procedure strategiche.

Turismo, eventi sì strategia no

Uno dei temi più discussi degli ultimi anni è stato quello turistico. Eppure la relazione ammette che per i servizi culturali e turistici è necessario ricondurre le molteplici attività ad una strategia unitaria e coerente. Anche qui il significato politico è evidente. Dopo anni di eventi, iniziative e comunicazione il Comune stesso riconosce che manca ancora una strategia organica di sviluppo turistico della città. Il rischio è che il turismo resti una somma di eventi scollegati senza una vera visione complessiva.
La vera impressione che lascia la relazione
Leggendo il documento colpisce soprattutto un aspetto. Molte parti non parlano di obiettivi raggiunti ma di cose che:

  • devono essere potenziate,
  • devono essere completate,
  • necessitano di rafforzamento,
  • richiedono interventi.

Ed è forse questo il dato più importante. Perché più che una relazione di fine mandato a tratti sembra il programma delle cose che il Comune non è riuscito a fare.

Alla fine di ogni mandato è il momento dei bilanci politici, dei ringraziamenti, delle rivendicazioni e del racconto di questi anni di governo. Ma al di là delle parole, dei palchi e delle emozioni degli ultimi giorni di lavoro di un'amministrazione resta un elemento che conta più di ogni altro: i documenti ufficiali dell'Ente. Perché alla fine le città non si giudicano dai discorsi pronunciati. Si giudicano da come vivono ogni giorno i cittadini.