“Verum”: il nuovo libro di Umberto Rey presentato a Trani

La presentazione è avvenuta sabato presso la biblioteca comunale “Giovanni Bovio”

lunedì 1 giugno 2026 06.45
A cura di Adriana Fabrizio
La verità è il tema al centro dell'ultimo libro di Umberto Rey, edito da Morfeo Edizioni. L'opera è stata presentata sabato pomeriggio nella sala "Maffuccini" della biblioteca comunale "Giovanni Bovio", con la collaborazione dell'Associazione culturale di promozione sociale "FORME" e il patrocinio del Comune di Trani. L'incontro è stato moderato dalla saggista e scrittrice Domenica Pace ed era presente anche l'assessore alle culture della città di Trani Lucia De Mari.

Umberto Rey ha indagato le mille sfaccettature diverse di una società fatta di contraddizioni, ingiustizie e poca trasparenza. Il suo romanzo, saggio e thriller invita a indagare ognuna di queste realtà, da quella delle ingiustizie giudiziarie, alla tragedia silenziosa delle famiglie disgregate dal divorzio, che costringe i coniugi – molto spesso anche genitori – a scelte drastiche, lontane dalla vita e dalla vista di tutti, per non cadere nell'umiliazione. Italo Verum, come racconta l'autore, è il protagonista dell'opera; è un uomo che decide di sfidare un sistema che si impone attraverso le paure, come quelle della malattia, della morte, della perdita dei beni o delle persone amate, e inganna attraverso l'illusione del potere. Italo decide di fuggire da tutto ciò rimanendo un uomo integerrimo, pagando caro la sua scelta, ma senza mai cedere a quel sistema che combatte, anche di fronte alle numerose ritorsioni.

Umberto Rey ha risposto ad alcune domande in merito al suo ultimo libro, che ben si attaglia alla realtà che viviamo oggi. Penso che siano un tema fondamentale che tratto proprio in "Verum"; la meritocrazia, la trasparenza e la verità. Quando parliamo in termini istituzionali, parliamo in termini anche politici: oggi, purtroppo, questa forma di bipolarismo fai in modo che la politica non parli agli italiani proponendo delle soluzioni, ma cerca di incolpare sempre il competitor. Questo non va bene; solitamente, quello che dovrebbe andar bene è proporre delle soluzioni. Sì, certo, ci sono delle colpe da parte di chiunque, però è importante che non ci si limiti a incolpare l'altro ma, soprattutto, a proporre soluzioni. Si dovrebbe cambiare un po' il linguaggio istituzionale e anche politico. Poi c'è anche un altro aspetto fondamentale che è la meritocrazia, perché oggi come oggi, noi stiamo vivendo in un'epoca in cui vi è stato una sorta di "tradimento verticale". Perché dico "tradimento verticale"? Perché abbiamo i nostri giovani che, dopo un percorso di studi importante, magari dopo grandi traguardi e risultati accademici, sono costretti a far la valigia. In "Verum" ci sono dei momenti dove ne parlo; durante i colloqui di lavoro non si chiede qual è stato l'esito della tesi o del percorso ma quale sia il tuo cognome. Insomma, molti giovani sono costretti ad andare all'estero, ma attenzione: non solo perché non trovano occupazione, perché la troverebbero, ma perché hanno grandissime opportunità e hanno anche dei salari che sono, francamente, adeguati a quelli che dovrebbero essere gli standard. L'altro grande tradimento è quello nei confronti sia dell'uomo che della donna, dei padri e delle madri separate che, oggi come oggi, si trovano spesso - o uno o l'altro - in situazioni di crisi veramente devastanti, in cui non hanno soltanto una problematica di carattere economico ma anche una problematica nei confronti del rapporto con i figli e con la famiglia. Un altro grande tradimento - ecco perché verticale - è quello, in base a un'indagine che ho fatto, che accade spesso, ad esempio, nelle RSA, dove ci sono, purtroppo, tantissimi anziani; parlo di chi ha costruito questa Italia, di chi ha costruito il nostro futuro, che si ritrova spesso solo e abbandonato. Questo è uno dei temi di cui le istituzioni e la politica dovrebbero farsi carico. Secondo il mio punto di vista, il merito, la trasparenza, quindi, la verità - quando parliamo di trasparenza parliamo anche di verità - penso che siano dei temi fondamentali che assolutamente bisogna prendere in considerazione. "Verum" perché siamo in un'epoca che ci pone di fronte a un problema molto serio; faccio l'esempio: si parla tanto di Garlasco, ma non tanto per l'episodio, quanto in riferimento al risultato del referendum che ha decretato la vittoria della magistratura. Quindi, aprire un tema del genere, oggi, significa anche mettere in discussione la macchina giudiziaria. Nello stesso tempo io, oggi, ho la possibilità di inserire nel "primo cancello" della comunicazione - tipo ANSA o Reuters - una notizia falsa. Molte testate giornalistiche, per non avere un buco di informazione - inseriscono quella notizia. Quindi, il punto è che viviamo in un'epoca di grande manipolazione, e credo che sia arrivato il momento di far sì che la ricerca della verità divenga uno dei punti di riferimento assoluti di questa società. "Verum è proprio una parte del mio curriculum: alla fine dei conti ho riscritto la storia dell'Unità d'Italia facendone un lungometraggio; in base a un'indagine fatta negli archivi di Londra, è emersa tutt'altra storia per l'Unità d'Italia. Ho riscritto il processo di Gesù Cristo in chiave filosofica e anche politica. Mentre, in passato, ho fatto – solitamente - inchieste, questa volta, invece, mi sono sporcato le scarpe di fango, sono sceso dalla torre d'Avorio e, in questa inchiesta fatta in certe realtà problematiche sociali, sono emerse determinate realtà che vanno assolutamente raccontate. Una verità di tanti italiani che vivono una realtà scomoda. È arrivato il momento di far luce e raccontarle. Con me ha collaborato anche Salvatore, il fratello di Paolo Borsellino; abbiamo fatto parecchie puntate insieme ad Antonio Ingroia e Paride Leporace, che è un giornalista importante, esperto di 'Ndrangheta. Io penso che sia veramente fondamentale, perché qualunque forma d'arte è un linguaggio. Attenzione! Il linguaggio della scrittura, il linguaggio dell'immagine, del cinema, della pittura; quindi, l'arte e la cultura sono un linguaggio e far diventare questo linguaggio un messaggio è importante per chiedersi da che parte stare. Alla fin dei conti è sempre quello lo scontro: bene e male, luce e tenebre. Quindi, io penso che sia veramente molto importante questa iniziativa, che va assolutamente promossa e mai dimenticata, perché il punto è questo: sia l'opinione pubblica che le nuove generazioni devono far sì che questi grandi eroi rimangano sempre un punto di riferimento per tutti quanti noi.