Villa Dragonetti, arriva la conferma dei 39 licenziamenti
E l’Usppi annuncia un presidio permanente dinanzi alla Congregazione
mercoledì 5 novembre 2014
7.41
L'Usppi Puglia, attraverso il segretario generale Nicola Brescia, rende noto che si è tenuto l'atteso incontro con l'assessore regionale alle Politiche della salute, Pentassuglia, la Madre Generale della Rssa Villa Dragonetti, Suor Serafina Avigliano, il dg della Asl Bt Giovanni Gorgoni, il Comune di Trani e le organizzazioni sindacali Usppi, Cgil, Cisl e Uil, in ordine alla gravissima vertenza che vede la mannaia di 39 licenziamenti.
Dopo una attenta esamina della vertenza il segretario dell'Usppi Nicola Brescia, coadiuvato dai segretari Nicola Preziosa e Lucia Paradiso, dipendente dell'Ente e Rsa/Usppi, «ha chiesto più volte alla Congregazione la revoca dei licenziamenti o in alternativa la sospensione, atteso che vi è una forte tensione fra i l personale. La Congregazione ha dichiarato che non intende revocare i provvedimenti di licenziamento, bensì ridurre, qualora la Regione Puglia approvi con provvedimento di giunta un modulo di trenta posti letto, per consentire a 15 lavoratori di essere ripescati dal licenziamento che, deve concludersi entro 75 giorni canonici per legge, quindi entro il 3 gennaio 2015».
Brescia ha rimarcato che «attraverso una gestione scellerata, della Congregazione, più volte denunciata, oggi si arriva a far pagare il prezzo più alto a 39 famiglie che potrebbero essere 24, dopo l'approvazione in Giunta regionale del modulo di ulteriori trenta posti letto. Secondo la Congregazione la procedura di licenziamento collettivo per riduzione personale, attualmente è di 39 unità, di cui 19 O.S.S., 4 infermieri professionali, 5 educatori, 3 operai, 2 impiegati 1 centralinista, 1 telefonista, 1 autista, 1 addetto generico, 2 addetti guardaroba».
L'Usppi chiede «agli organi competenti (Procura della Repubblica e Regione Puglia e persino al Vaticano) come sia stato possibile arrivare a tale situazione visto che da due anni aveva lanciato il grido di allarme sulla incapacità dell'attuale Dirigenza di Villa Dragonetti di gestire tale struttura. Portando allo sfascio una struttura con una storia importante nella realtà sociale del territorio dell'intera Regione Puglia e che sino ad 1 anno fa era in grado di accogliere sino a 160 ospiti e dare il lavoro a circa 90 dipendenti. Oggi si è visto ridimensionare a 70 il numero di ospiti nell'enorme edificio di cui è dotata e rischia di ridurre a circa 40 il numero di dipendenti».
Secondo Brescia e Paradiso, Rsa Usppi aziendale, nel prossimo incontro, con la congregazione che, avverrà oggi, mercoledì 5 novembre, chiederà la possibilità «di attivare provvedimenti alternativi ai licenziamenti, quali: contratto di solidarietà; Cig in deroga, previsti per legge, in caso contrario l'Usppi non si piegherà al volere della Congregazione e annuncia azioni di protesta eclatanti».
L'Usppi chiede «alla Congregazione Suore Piccole Operaie del Sacro Cuore anche le dimissioni dell'attuale Dirigenza di Villa Dragonetti. L'Usppi annuncia anche un presidio permanente dinanzi alla Congregazione».
Dopo una attenta esamina della vertenza il segretario dell'Usppi Nicola Brescia, coadiuvato dai segretari Nicola Preziosa e Lucia Paradiso, dipendente dell'Ente e Rsa/Usppi, «ha chiesto più volte alla Congregazione la revoca dei licenziamenti o in alternativa la sospensione, atteso che vi è una forte tensione fra i l personale. La Congregazione ha dichiarato che non intende revocare i provvedimenti di licenziamento, bensì ridurre, qualora la Regione Puglia approvi con provvedimento di giunta un modulo di trenta posti letto, per consentire a 15 lavoratori di essere ripescati dal licenziamento che, deve concludersi entro 75 giorni canonici per legge, quindi entro il 3 gennaio 2015».
Brescia ha rimarcato che «attraverso una gestione scellerata, della Congregazione, più volte denunciata, oggi si arriva a far pagare il prezzo più alto a 39 famiglie che potrebbero essere 24, dopo l'approvazione in Giunta regionale del modulo di ulteriori trenta posti letto. Secondo la Congregazione la procedura di licenziamento collettivo per riduzione personale, attualmente è di 39 unità, di cui 19 O.S.S., 4 infermieri professionali, 5 educatori, 3 operai, 2 impiegati 1 centralinista, 1 telefonista, 1 autista, 1 addetto generico, 2 addetti guardaroba».
L'Usppi chiede «agli organi competenti (Procura della Repubblica e Regione Puglia e persino al Vaticano) come sia stato possibile arrivare a tale situazione visto che da due anni aveva lanciato il grido di allarme sulla incapacità dell'attuale Dirigenza di Villa Dragonetti di gestire tale struttura. Portando allo sfascio una struttura con una storia importante nella realtà sociale del territorio dell'intera Regione Puglia e che sino ad 1 anno fa era in grado di accogliere sino a 160 ospiti e dare il lavoro a circa 90 dipendenti. Oggi si è visto ridimensionare a 70 il numero di ospiti nell'enorme edificio di cui è dotata e rischia di ridurre a circa 40 il numero di dipendenti».
Secondo Brescia e Paradiso, Rsa Usppi aziendale, nel prossimo incontro, con la congregazione che, avverrà oggi, mercoledì 5 novembre, chiederà la possibilità «di attivare provvedimenti alternativi ai licenziamenti, quali: contratto di solidarietà; Cig in deroga, previsti per legge, in caso contrario l'Usppi non si piegherà al volere della Congregazione e annuncia azioni di protesta eclatanti».
L'Usppi chiede «alla Congregazione Suore Piccole Operaie del Sacro Cuore anche le dimissioni dell'attuale Dirigenza di Villa Dragonetti. L'Usppi annuncia anche un presidio permanente dinanzi alla Congregazione».