Vito Branà: «Le aree verdi devono essere realizzate prima degli edifici»

La nota del capogruppo consiliare del M5S Trani

martedì 17 agosto 2021 10.19
In attesa del "Grande Parco Urbano" previsto nell'ex area Angelini, in un'area che era stata destinata a verde parco già nel vecchio PRG, ma con estensione ben più estesa di quella attuale, oggi sottoposta a vincolo archeologico a seguito di dichiarazione di interesse culturale dell'area da parte della Soprintendenza, ci poniamo alcune domande: come e da chi è stato progettato il "Grande Parco Urbano"?

Parco via Falcone

La vicinanza con il Castello Svevo impone a nostro parere un'attenta progettazione da parte di un Architetto Paesaggista, non ce ne sono molti in Italia, con specializzazione e referenze. Non si può pensare che il "Grande Parco Urbano" possa invece diventare un "Grande Prato con qualche siepe e quattro alberelli". Il parco deve portare ossigeno, riforestare, deve essere rispettoso dell'importante area storica e non deve semplicemente prendere atto dell'esistenza di un vincolo. Ciò che ci preoccupa fortemente è però la fase della gestione. Come è stata pensata?

Abbiamo visto tutti cosa è accaduto al parco delle Tufare e all'ex pinetina di via Andria. Alberi e verde già morti prima ancora dell'inaugurazione. Per non parlare poi dei giardini storici Bini e Telesio, oggi in stato di degrado, con alberi trascurati, non integrati con altro verde a ripristino di quello preesistente oggi perduto, perché secco o abbattuto.

Non vogliamo vedere un parco pieno di cartacce e residui di pasti, come accade quotidianamente nel giardino Bini, con scarsi passaggi degli operatori AMIU e mancanza di sicurezza per i cittadini. Anche qui nessun incremento del verde, che ben potrebbe compiersi con l'ausilio di documentazione fotografica del passato, affinché l'integrazione e sostituzione avvenga in maniera appropriata e rispettosa della storia del sito.

Né vogliamo vedere un parco come quello con pista ciclabile previsto in via Falcone, area ceduta al Comune per urbanizzazioni secondarie, con aggiudicazione della gara e cartello di cantiere, ma senza data di inizio dei lavori (l'UTC controlla?), mentre gli edifici previsti dal PUE ormai da anni sono stati completati e alienati dalla ditta, ma nessun lavoro è stato ancora avviato per la realizzazione del parco con pista ciclabile.

Le aree verdi devono essere realizzate prima degli edifici e la gestione affidata alle imprese edili finché l'ultimo edificio non sia stato completato e questo deve essere espressamente previsto negli atti di convenzione urbanistica sottoscritti da Comune e imprese. Attenta progettazione, corretta gestione e costante controllo, sono alla base della buona riuscita di un programma di incremento delle aree verdi e di cura di quello esistente.