Vittorio Emanuele, al via progetto di musicoterapia
Siglata una convenzione con l’associazione Stratos di Bari. La durata è fissata in cinque mesi
martedì 22 gennaio 2013
18.38
E' stata siglata in questi giorni la convenzione con l'associazione Stratos di Bari per l'inserimento della musicoterapia a scopo terapeutico per gli ospiti della casa di riposo Vittorio Emanuele II di Trani. Attualmente gli ospiti sono soltanto 10, ma il presidente, Carmela Craca, auspica che vengano incrementati sulla scia dell'inserimento di nuove attività che mirano al benessere e alla cura della persona a livello educativo, riabilitativo e terapeutico, in una varietà di condizioni patologiche e parafisiologiche.
In particolare, la musicoterapia è una disciplina scientifica che ha come obiettivo quello di instaurare una relazione terapeutica stabile tra musicoterapista e utente attraverso il canale comunicativo corporeo, sonoro e musicale, con lo scopo di far acquisire o recuperare al paziente nuove modalità di comunicazione con se stesso, il proprio nucleo familiare, il mondo esterno, e in sintesi di migliorarne la qualità della vita. Nella fase geriatrica, l'anziano ricoverato presso strutture istituzionalizzate subisce un profondo cambiamento delle condizioni ambientali e comportamentali che vanno a modificare le sue consuete abitudini e di conseguenza condizionano anche la qualità della sua vita. Di sostegno e integrazione alla logica assistenzialista, che si limita alla garanzia dell'igiene, dell'alimentazione e della medicazione, l'intervento musicoterapico si rivela una risorsa che permette di mantenere le capacità residue e potenziare le capacità cognitive e relazionali dell'anziano stesso. Attraverso l'esercizio cognitivo è possibile acquisire strumenti che consentono di compensare in parte, i deficit biologici derivanti dall'avanzare dell'età.
Il modello di musicoterapia utilizzato è quello di Rolando Benenzon, famoso psichiatra musicoterapeuta argentino, il cui modello è tra i cinque modelli riconosciuti dalla world federation musictherapy. Il progetto è curato e supervisionato da un magister nel modello Benenzon dell'associazione culturale musicoterapica Stratos di Bari e le sedute sono tenute da Giuseppe Ruggiero Riefolo e Viviana Fabiano, tirocinanti della scuola di formazione triennale in musicoterapia della Stratos. La durata è fissata in cinque mesi, decorsi i quali si valuteranno i progressi fisici e psicologici degli ospiti.
In particolare, la musicoterapia è una disciplina scientifica che ha come obiettivo quello di instaurare una relazione terapeutica stabile tra musicoterapista e utente attraverso il canale comunicativo corporeo, sonoro e musicale, con lo scopo di far acquisire o recuperare al paziente nuove modalità di comunicazione con se stesso, il proprio nucleo familiare, il mondo esterno, e in sintesi di migliorarne la qualità della vita. Nella fase geriatrica, l'anziano ricoverato presso strutture istituzionalizzate subisce un profondo cambiamento delle condizioni ambientali e comportamentali che vanno a modificare le sue consuete abitudini e di conseguenza condizionano anche la qualità della sua vita. Di sostegno e integrazione alla logica assistenzialista, che si limita alla garanzia dell'igiene, dell'alimentazione e della medicazione, l'intervento musicoterapico si rivela una risorsa che permette di mantenere le capacità residue e potenziare le capacità cognitive e relazionali dell'anziano stesso. Attraverso l'esercizio cognitivo è possibile acquisire strumenti che consentono di compensare in parte, i deficit biologici derivanti dall'avanzare dell'età.
Il modello di musicoterapia utilizzato è quello di Rolando Benenzon, famoso psichiatra musicoterapeuta argentino, il cui modello è tra i cinque modelli riconosciuti dalla world federation musictherapy. Il progetto è curato e supervisionato da un magister nel modello Benenzon dell'associazione culturale musicoterapica Stratos di Bari e le sedute sono tenute da Giuseppe Ruggiero Riefolo e Viviana Fabiano, tirocinanti della scuola di formazione triennale in musicoterapia della Stratos. La durata è fissata in cinque mesi, decorsi i quali si valuteranno i progressi fisici e psicologici degli ospiti.