
Politica
Crisi al Comune di Trani: Il giorno dopo lo strappo del Sindaco Galiano tra rese dei conti, retroscena e appelli al ritiro
Reazioni a catena a 24 ore dall'addio del Primo Cittadino tra chi denunciano il fallimento dei primi cento giorni, alcuni che attaccano i diktat di partito ed altri che lo esortano a restare
Trani - sabato 26 settembre 2026
16.16
A ventiquattr'ore dalla formalizzazione delle dimissioni del sindaco Marco Galiano, il quadro politico-istituzionale della città di Trani è caratterizzato da un intenso confronto tra le diverse forze rappresentate in Consiglio comunale. Gli interventi diffusi attraverso note ufficiali e dichiarazioni pubbliche testimoniano una dialettica complessa, nella quale convergono valutazioni di carattere normativo, analisi sulla tenuta degli assetti di governo e posizioni distinte circa l'indirizzo amministrativo dell'ente. L'insieme dei contributi delinea la delicatezza della fase aperta a Palazzo di Città, sospesa tra il richiamo alla stabilità istituzionale, rilievi critici sulle dinamiche decisionali interne e sollecitazioni al ripristino di un confronto costruttivo. Con la decorrenza dei termini fissati dall'articolo 53 del Testo Unico degli Enti Locali — che individua nel 15 ottobre il termine ultimo per un'eventuale revoca dell'atto —, il passo indietro del primo cittadino ha reso evidenti le divergenze maturate a poco più di cento giorni dall'avvio della consiliatura, con particolare riferimento agli equilibri di maggioranza, alla governance delle società partecipate e alla definizione del piano di dimensionamento scolastico.
Le sintesi degli interventi
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Le sintesi degli interventi
- Tommaso Laurora (Vicesindaco, Italia Viva). Mette da parte il ruolo istituzionale per porre al centro il legame umano e personale con Galiano, provando dolore e amarezza per la sua scelta. Ricorda la vicinanza ricevuta dal sindaco in un momento difficile e rifiuta polemiche o ricostruzioni di parte: le poltrone passano, i rapporti veri restano. Trani merita rispetto e stop ai personalismi; restituendo a Marco la promessa di esserci sempre, gli conferma piena lealtà e vicinanza per le scelte dei prossimi giorni.
- Centrodestra (FI, FdI, Movimento Guarriello, Trani Libera). La coalizione non esulta ma esprime forte preoccupazione politica: a soli tre mesi dal voto, le dimissioni certificano il fallimento e l'incapacità della maggioranza di governare. I primi cento giorni, anziché imprimere una rotta, hanno visto la macchina amministrativa paralizzata da veti e fratture interne, come dimostrato dall'impasse sul dimensionamento scolastico. Trani ha bisogno di stabilità e progetti, non di perdere tempo dietro alle beghe di partito.
- Raffaella Merra (Capogruppo Movimento Guarriello). Esprime vicinanza umana e rispetto a Marco Galiano, riconoscendone onestà e limpidezza, qualità spesso pagate a caro prezzo in politica. Rimanda il giudizio politico alle sedi istituzionali su temi caldi come le scuole e il passaggio a livello, ma lancia l'allarme sulla paralisi della città: partecipate nel limbo, cantieri fermi, impianti sportivi e verde abbandonati. Auspica che i venti giorni servano a fare chiarezza per non far pagare il prezzo ai cittadini.
- Roberto Gargiuolo (Fratelli d'Italia). Va in controtendenza rispetto alla narrazione social che assolve Galiano: il sindaco non può scaricare le colpe sugli altri né «cadere dal pero». Era pienamente consapevole dei profili e dei rischi legati alla coalizione imbarcata per vincere le elezioni. La crisi è scaturita anche dalla sua mancanza di fermezza nell'allontanare chi anteponeva veti e giochi di potere su nomine e scuole. Pur augurandogli il meglio, esclude per lui un futuro alla guida della città.
- Giacomo Marinaro (Capogruppo Prossimamente). Porta solidarietà personale a Galiano, ma sottolinea l'urgenza di guardare al problema politico di fondo: una maggioranza fragile, incapace di sintesi, ostaggio di ambizioni individuali e interessi di partito. Chi ha determinato l'esasperazione del sindaco deve risponderne ai cittadini, ma al contempo emerge un deficit di leadership nell'amministrare le complessità. Senza speculazioni, serve restituire a Trani credibilità e stabilità: la città viene prima di tutto.
- Rosa Uva (Consigliere Prossimamente). Governare impone il coraggio della responsabilità e il prezzo di saper dire dei «no», senza pretendere di accontentare tutti o rinviare le scelte cruciali. È inaccettabile continuare a condurre l'amministrazione pensando che le decisioni vengano eterodirette altrove: il rispetto non può trasformarsi in obbedienza né il dialogo in sudditanza. Trani necessita di amministratori liberi da vincoli personali, capaci di rendere conto alla comunità e far crescere la città.
- Antonio Befano (Consigliere Movimento PER). Difende Galiano «senza se e senza ma», derubricando il dimensionamento scolastico a mero pretesto. La vera radice della crisi risiede nell'arroganza degli «alieni» della vecchia politica che, forti del peso elettorale e di una Giunta generosa, hanno soffocato il rinnovamento con veti, manovre di corridoio e deliri di onnipotenza. Trani non merita il commissario: il sindaco deve prendere in mano la situazione, ridimensionare i partiti e guidare una stagione nuova.
- Mimmo Cognetti (Consigliere Partito Democratico). Replica alle ricostruzioni prendendo le distanze da logiche di spartizione: non ha mai avanzato pretese personali né imposto nomine. Sul piano scolastico ribadisce il proprio favore all'atto e sottolinea come il confronto serva proprio a trovare una sintesi, respingendo l'idea di un gruppo unicamente ostruzionista. Auspica che Galiano ritiri le dimissioni per riprendere il cammino amministrativo, confermando comunque il proprio impegno civile e la coerenza politica.
- Carlo Laurora (Assessore Puglia Popolare). Sostiene con fermezza che dietro lo scontro sul dimensionamento scolastico non vi sia mai stata una reale questione di merito amministrativo, né un autentico interesse da parte della politica. La vertenza è stata strumentalmente alimentata da una contesa personale tra dirigenti scolastici per ragioni di carriera e prestigio decennale, capaci di mobilitare genitori ignari, partiti ed esponenti regionali e nazionali su un provvedimento altrimenti privo di contrasti.
- Francesco Corallo (Consigliere Puglia Popolare). Esprime piena solidarietà al sindaco, definito persona perbene isolata da un clima insostenibile di pressioni, veti incrociati e ambizioni personali che hanno bloccato sia le scuole che le partecipate. Chiede a Galiano di non arrendersi e di riconsiderare le dimissioni, potendo contare su amministratori leali in Consiglio. Nel frattempo lo esorta a dare un segnale immediato di trasparenza, nominando i vertici delle municipalizzate unicamente in base ai curricula.
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