
Dall’aula di Trani alle bonifiche nella BAT: l’impegno della Regione a Canosa di Puglia riaccende i riflettori sull’incubo Puro Vecchio
A poche ore dalla mozione respinta a Palazzo Palmieri sul «no» a nuove riaperture, scende in campo l’assessora Debora Ciliento per l'ex Cobema. A Trani, intanto, il III lotto attende l'inverno senza risposte
A sostenere la bocciatura dell'atto di indirizzo è stata la linea dettata direttamente dal primo cittadino. Nel suo intervento in aula, infatti, il sindaco Marco Galiano ha motivato il proprio voto contrario affermando di non voler liquidare l'importanza del tema: «Il merito è importante per tutti, tant'è che non era necessaria una mozione per una ragione semplice: è già nel nostro programma elettorale e tutti i contributi sono ben accetti. Ma è una materia che merita approfondimenti scientifici puntuali e strumenti di rilevazione accurati. Non condivido nel merito le conclusioni e gli impegni richiesti all'amministrazione. Affideremo alla commissione consiliare un lavoro di approfondimento per capire la situazione effettiva di Puro Vecchio, ma la nostra agenda di lavoro la detta il programma di governo». Una presa di posizione che ha portato la maggioranza a serrare le fila e a respingere il documento, lasciando però sospesa nell'aria una forte coltre di apprensione tra i cittadini per il destino ambientale del territorio.
Proprio all'indomani di quella discussione, il 29 ottobre scorso, a pochi chilometri di distanza, si è verificato un passaggio istituzionale significativo per le ferite ambientali della provincia BAT: il sopralluogo sul sito dell'ex discarica COBEMA, in contrada Tufarelle a Canosa di Puglia. Perchè è importante collegare le due questioni che apparentemente sembrano lontane? Il motivo è la presenza tranese dell'assessora regionale all'Ambiente e al Clima, Debora Ciliento (Partito Democratico) che ha accompagnato il vicesindaco di Canosa Fedele Lovino, il subcommissario di Governo Aldo Papotto e il generale dei Carabinieri Giuseppe Vadalà, nominato commissario unico di Governo per sbloccare una fase di stallo, un intervento voluto dalla Regione, che a luglio aveva chiesto al MASE una regia commissariale unitaria per superare contenziosi e conflitti di competenze. Per questo viene spontaneo chiedersi: vista la situazione tranese, un sopralluogo istituzionale non si può organizzare anche per Puro Vecchio? Mentre Palazzo di Città archivia la mozione e rinvia gli approfondimenti alle commissioni, la comunità tranese si interroga: quando arriverà per Puro Vecchio la stessa determinazione operativa e la medesima chiarezza di cronoprogramma orientata alla chiusura definitiva della discarica ?Trani e Canosa di Puglia unite nell'emergenza
La preoccupazione per Puro Vecchio è alimentata da dati tecnici e scadenze stagionali incombenti. Con l'avanzare dell'autunno e l'arrivo della stagione invernale, caratterizzata da precipitazioni frequenti e piogge abbondanti, il rischio di infiltrazioni d'acqua nella discarica aumenta sensibilmente. Al centro del problema c'è la condizione del Terzo Lotto, che presenta una storicizzata rottura della membrana impermeabilizzante sulla parete. Da quella lesione mai riparata il percolato rischia di continuare a disperdersi nel sottosuolo, e l'acqua piovana, infiltrandosi attraverso le coperture non sigillate, andrebbe a sovraccaricare ulteriormente la massa dei rifiuti, accelerando la fuoriuscita dei liquidi inquinanti verso le matrici ambientali circostanti. A rendere il quadro ancora più critico è la mancanza di aggiornamenti pubblici e recenti sullo stato del sottosuolo. Gli ultimi dati analitici disponibili sui campionamenti dell'acqua sotterranea effettuati dai pozzi spia risalgono infatti a febbraio 2026 (con rapporti di prova rilasciati tra dicembre 2025 e febbraio 2026). Referti che hanno evidenziato una falda in stato di sofferenza, con parametri ufficialmente dichiarati "NON CONFORMI" per la presenza di superamenti ripetuti dei limiti di legge per traccianti sentinella quali solfati, ferro e manganese. Mentre i pozzi spia continuano a registrare una contaminazione di fondo, il confronto politico cittadino è parso a lungo distratto da questioni di posizionamento, mentre sono riemerse persino ipotesi di ampliamento con studi di prefattibilità per un IV lotto o discorsi su futuri abbattimenti tariffari.L'incognita del III Lotto e lo spettro delle piogge invernali
L'appello all'assessora tranese Debora Ciliento
Di fronte a una mozione respinta in Consiglio Comunale e a un impianto che attende interventi strutturali definitivi, lo sguardo della città si rivolge ora ai vertici regionali. In questo contesto, il ruolo dell'assessora regionale Debora Ciliento, tranese ed esponente di spicco del Partito Democratico, assume un rilievo centrale. Se a Canosa la cooperazione tra assessorato regionale e struttura commissariale ha mostrato come sia possibile affrontare siti complessi, a Trani si richiede lo stesso livello di attenzione e vigilanza istituzionale. All'assessora Ciliento la comunità chiede di farsi garante della trasparenza e della sicurezza: sollecitando la divulgazione aggiornata dei monitoraggi condotti da ARPA Puglia e ASL BAT per comprendere l'effettivo stato della falda dopo le analisi di febbraio, verificando gli interventi urgenti di tenuta sulla membrana del Terzo Lotto prima delle piogge invernali e promuovendo un'azione decisa verso la chiusura tombale e definitiva di Puro Vecchio, affinché la tutela della salute pubblica non resti ostaggio di rinvii o calcoli di bilancio.
© Riproduzione Riservata

Ricevi aggiornamenti e contenuti da Trani 


.jpg)


j.jpg)

