Marco Galiano | Sindaco di Trani
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Politica

Editoriale.Scusate il disturbo | TARI, la sfida del Sindaco Galiano tra l'incubo della discarica del III Lotto e le strategie per tagliare la tassa sui rifiuti

In Consiglio Comunale, lo scorso 29 luglio, il Primo Cittadino analizzò i costi del servizio: "Mancano 3,5 milioni di euro di non versato. Per ridurre le tariffe servono scelte coraggiose e condivise"

La questione della tassa TARI e le lamentele dei cittadini e dei commercianti per l'aumento della tariffa per oltre il 4% non accenna a diminuire anzi tende ad aumentare in relazione alla oggettiva situazione di decoro urbano legato alla gestione dei rifiuti e della loro raccolta. Marco Galiano, che subisce una situazione riveniente da una gestione pregressa, è di fatto sotto pressione nella suo ruolo apicale di Primo Cittadino non solo per la tariffazione ma anche per l'ombra del III Lotto della discarica di Puro Vecchio e i timori della sua riapertura, un incubo mai del tutto sopito nell'immaginario collettivo della città. Per la comunità tranese, segnata da anni di emergenze ambientali, contenziosi e ferite mai del tutto rimarginate, l'ipotesi di un riutilizzo dell'impianto rappresenta un vero e proprio spauracchio, capace di rievocare le storiche paure legate all'impatto sulla salute pubblica e sul territorio.

È proprio in questo contesto di forte tensione emotiva e ambientale che ci pare opportuno , per fare chiarezza e dare la possibilità ai cittadini di farsi una autonoma opinione, riprendere le parole del Sindaco Marco Galiano pronunciate durante l'assise dello scorso 29 luglio quando, nel delineare le possibili alternative impiantistiche per abbattere i costi di gestione — tra centrali di trasferimento, termovalorizzatori o impianti di servizio —, il primo cittadino è stato chiamato a muoversi lungo un crinale strettissimo: trovare soluzioni tecniche ed economicamente sostenibili senza mai riaprire capitoli dolorosi che la città considera definitamente chiusi.

L'evasione fiscale della TARI. Galiano ha tirato fuori cifre che parlano da sole, a Trani l'evasione fiscale sfiora il 31,67% – traducibile in oltre 3,5 milioni di euro di tributi non versati – un dato che deve convivere con l'esigenza imposta per legge di coprire al 100% i costi del Piano Economico Finanziario (PEF) dei rifiuti. È questo il nodo gordiano attorno a cui ruota il dibattito sulla TARI, la tassa sui rifiuti approvata nell'ultima assise cittadina con un ritocco all'insù del 4%. Durante il suo intervento in Consiglio Comunale, il Sindaco ha tracciato una fotografia dettagliata dei conti della nettezza urbana, illustrando le cause degli aumenti ma, soprattutto, annunciando le strategie e le opzioni sul tavolo per arrivare a una riduzione strutturale della tariffa nei prossimi anni.

La piaga dell'evasione e i costi dei carburanti. «Attualmente registriamo 3.530.837 euro di TARI non versata», ha spiegato il Sindaco Galiano. «Nonostante un lavoro costante di recupero crediti che produce circa 500.000 euro all'anno di incassi coattivi, la percentuale di non riscosso rimane alta. Poiché il PEF deve essere coperto integralmente dalle tariffe, chi paga finisce per farsi carico dell'intero servizio». A gravare sul bilancio dell'azienda di igiene urbana AMIU sono stati anche i rincari congiunturali, in primis l'impennata del costo del gasolio (passato da 1,60 a 2,20 euro al litro), determinante per i mezzi che trasportano i rifiuti su gomma verso gli impianti di destino. Ciononostante, il Sindaco ha rivendicato la tenuta dei conti tranesi: «Un aumento del 4% è sgradito a tutti, in primis al sottoscritto, ma nelle città limitrofe gli aumenti hanno raggiunto il 14%. Inoltre, grazie a una gestione virtuosa della spesa negli anni, il valore complessivo riscosso è inferiore di oltre 3 milioni rispetto al 2015».

Le leve per ridurre la TARI: la roadmap dell'Amministrazione. Per uscire dall'impostazione emergenziale e giungere a un calo effettivo delle bollette per famiglie e imprese, l'Amministrazione Galiano ha delineato un piano d'azione articolato su quattro direttrici principali:
  1. Una delega consiliare d'ambito per il dossier TARI. Il primo cittadino ha annunciato l'assegnazione imminente di una delega speciale a tempo a un consigliere comunale, che lavorerà a stretto contatto con gli assessori competenti, gli uffici e la dirigenza AMIU. L'obiettivo è presentare entro un anno (o meno) un dossier strategico completo e condiviso tra maggioranza e opposizione.
  2. Tassa di soggiorno a copertura dei costi. Un canale di finanziamento complementare sarà rappresentato dalla tassa di soggiorno, di recente istituzione a Trani e con un gettito iniziale stimato in 60.000 euro. Con la crescita dei flussi turistici, le risorse incassate dai visitatori potranno essere destinate, come consentito dalla legge, a coprire quota parte dei servizi di spazzamento e pulizia estiva, alleggerendo la pressione fiscale sui residenti.
  3. Autonomia impiantistica: centrale di trasferimento, termovalorizzatore ed uso delle discariche si servizio. La vera svolta per abbattere i costi vivi di conferimento risiede nell'impiantistica. Il Sindaco ha invitato l'aula a un dibattito «scientifico e asettico» sull'impatto economico e ambientale di soluzioni quali la centrale di trasferimento (più volte prospettata dall'amministratore di AMIU, ing. Nacci), l'uso di discariche di servizio o il conferimento a termovalorizzatori. Ridurre i chilometri percorsi dai camion su gomma significa tagliare drasticamente il costo finale del servizio.
  4. Miglioramento della qualità del conferito. Se Trani vanta un eccellente 73% di raccolta differenziata, resta da risolvere il problema della qualità della frazione organica e dell'indifferenziato: circa l'85% del conferito presenta impurità, traducendosi in penali e maggiori costi di lavorazione negli impianti di compostaggio e trattamento.
«Tutti desideriamo una città più pulita e uno spazzamento notturno capillare, specialmente d'estate nelle zone della movida», ha concluso Galiano. «Tuttavia, ad ogni servizio aggiuntivo corrisponde un aumento dei costi fissi del PEF. Il nostro compito sarà trovare l'equilibrio perfetto tra un'alta qualità del decoro urbano e una progressiva riduzione della tariffa, assumendoci la responsabilità di scelte impiantistiche chiare e coraggiose».

Una riflessione finale. La realpolitik di Galiano e la chiamata alle scelte coraggiose
È proprio in questo passaggio che emerge la spinta pragmatica della realpolitik del primo cittadino. Consapevole che la gestione dei rifiuti non permette scorciatoie populiste né soluzioni demagogiche, Marco Galiano sceglie di superare gli steccati ideologici e le tradizionali contrapposizioni tra maggioranza e opposizione. Di fronte a numeri impietosi — tra inflazione, rincari del carburante ed evasione da recuperare —, il Sindaco riconosce che il Comune non può farcela da solo e che il peso delle decisioni future non può gravare sull'iniziativa di un singolo gruppo politico. L'appello lanciato dall'assise del 29 luglio suona dunque come una vera e propria chiamata a raccolta rivolta a tutti gli attori della vita cittadina: dalle forze politiche presenti in Consiglio ai tecnici, dall'azienda di gestione AMIU fino agli stessi cittadini. L'invito è quello di sedersi al medesimo tavolo con pragmatismo, superando i tabù del passato per affrontare un'analisi "scientifica e asettica" delle opzioni sul campo. Che si tratti di pianificare una nuova rete impiantistica, di potenziare la centrale di trasferimento per contenere i costi di trasporto, di valutare l'ipotesi di un riutilizzo del III lotto della discarica o di calibrare con precisione la pressione fiscale sfruttando il gettito del turismo, la rotta è tracciata. La sfida della nuova consiliatura si giocherà sulla capacità della comunità tranese di compiere "insieme" delle scelte coraggiose e non più rinviabili, capaci di coniugare la sostenibilità economica delle bollette con la salvaguardia ambientale del territorio. Scusate il disturbo.
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