“Nethanel canta ancora” a Palazzo Beltrani. <span>Foto Tonino Lacalamita</span>
“Nethanel canta ancora” a Palazzo Beltrani. Foto Tonino Lacalamita
Spettacolo

Il canto dell'anima sotto le stelle di Trani: la magia, il ricordo e la commozione di “Nethanel canta ancora” a Palazzo Beltrani

Sold out da brividi nella Corte “Davide Santorsola” per il Festival della Bellezza. Sessanta artisti uniti per Mariangela Caputo in una notte di pura grazia tra soul, fede e memoria

Ci sono serate in cui l'aria si fa più densa, in cui ogni singola nota sembra cercare una via dritta verso il cielo e il confine tra chi canta sul palco e chi ascolta in platea semplicemente si dissolve. È accaduto ieri sera, mercoledì 2 settembre, nella splendida Corte "Davide Santorsola" di Palazzo delle Arti Beltrani, dove è andata in scena la terza, indimenticabile edizione del "Festival Nethanel canta ancora – Il festival della Bellezza", curata con passione viscerale dall'associazione dalVivo.
Una platea gremita in ogni ordine di posto – un calorosissimo sold out che fin dai primissimi rintocchi ha fatto risuonare all'unisono i cuori dei presenti – ha fatto da cassa di risonanza a un tributo che andava ben oltre la consueta rassegna musicale. È stata una preghiera corale, una celebrazione della vita e dell'altruismo nel nome e nel ricordo luminoso di Mariangela Caputo (Nethanel), l'artista scomparsa prematuramente la cui presenza spirituale aleggiava tangibile su ogni accordo. Oltre sessanta artisti della scena pugliese e nazionale hanno offerto la versione più autentica, generosa e commossa di se stessi, trasformando la black music – tra soul, gospel, blues e vibranti aperture pop – in un abbraccio collettivo.

A guidare il timone di questa nave carica di emozione è stato innanzitutto Niki Caputo, fratello di Mariangela e co-conduttore della serata accanto a Niki Battaglia e Claudio Pinto Kovačević. La sua testimonianza ai microfoni, intrisa di fede, dignità e amore fraterno, ha toccato le corde più intime dell'anima: «Questa sera sul palco di Palazzo Beltrani c'è il ricordo, c'è la collettività, la comunità, l'altruismo. C'è una pacca sulla spalla, una carezza all'anima, soprattutto per i miei genitori che hanno perso la loro figlia. Come fratello, vorrei che tutti i fratelli e le sorelle avessero questo amore: poter fare qualcosa di speciale per la propria sorella o per il proprio fratello. Io penso che siamo arrivati alla terza edizione e ci siamo riusciti, insieme al mio staff della Compagnia dalVivo. Noi siamo cristiani evangelici, crediamo nella resurrezione dei morti: crediamo che Mariangela stia dormendo e che, quando tornerà il Signore Gesù, farà risorgere tutti quelli che hanno creduto in Lui. Mariangela sta aspettando una sola voce, quella del Signore Gesù. Ringrazio Dio e ringrazio gli artisti che Lui ha portato qui per compiere qualcosa di più unico che raro: collaborare tra sessanta professionisti che hanno messo insieme le proprie bravure per offrire agli spettatori una serata magica

Ospite d'onore e madrina artistica della serata è stata la regina della vocalità jazz e soul italiana, Patrizia Conte, vincitrice di The Voice Senior. La sua presenza magnetica ha nobilitato il palco, portando in scena una performance magistrale tra omaggi ad Aretha Franklin, Amy Winehouse e raffinatezze internazionali, vissuta con profonda trepidazione interiore: «C'è tantissima emozione, prima di tutto perché, questa è una responsabilità, stasera è molto più che un concerto è... una dedica. Spero davvero di essere stata all'altezza. La musica unisce ed è una componente che può far bene, aiutando anche a superare certe ferite. Fa star bene le persone: è l'arte più amata in assoluto, soprattutto il canto. Vedere tanti giovani artisti qui stasera fa capire quanto la musica possa cambiare la vita e migliorarla. Aiuta a credere un po' in se stessi... anche se amarsi per davvero è la cosa più complicata per tutti

Dietro le quinte e sul palco della Corte Santorsola, le voci alcuni degli amici, colleghi e compagni di viaggio di Mariangela, impossibile sentirli tutti, hanno composto un mosaico di memorie commoventi, dove il dolore si è fatto canto di speranza: Loredana Lentini, che ha aperto la serata sulle note eteree di Gershwin: «Io e Mariangela siamo state prima colleghe in una scuola di musica e poi, pian piano, grandi amiche. "The Man I Love" era un brano che lei adorava cantare: quando lo suonavo, lei si affacciava per intonarlo. Suonarlo stasera è stato super emozionante: un'anima sensibile come Mariangela non poteva che amare Gershwin.» . Luciana Zanfino: «Cantare nel ricordo di Mariangela, che per me è stata molto più che un'amica, è stata una sorella, è un'emozione enorme. Abbiamo condiviso tantissimi progetti musicali: essere qui per lei mi onora profondamente.» . Lisa Manosperti: «Ognuno di noi porta dentro un piccolo o un grande dolore; metterlo fuori attraverso il canto per me è una cosa essenziale. Ho cantato un brano legato a una poesia di Maya Angelou, "Caged Bird", l'uccello in gabbia. A me piace pensare che quest'uccello apra le sbarre, riesca a liberarsi e a librarsi alto nel cielo. Cristina Palmiotta: «Mariangela aveva nel cuore la voglia di vivere e la voglia di amare, e nel fare musica esprimeva tutto questo. Quando cantava, le si illuminava l'anima. Stasera ho cantato con il cuore: Mariangela non è solo sul palco con noi, lei è sempre con noi e dentro di noi.». Joe Pat (Giuseppe Petrosillo), arrivato appositamente da Roma: «Ho collaborato con Mariangela per quasi 15 anni. Se dovessi descriverla a chi non l'ha conosciuta, userei una sola parola: Mariangela è il Sole. Il sole, la luce piena nella musica, nella vita e nelle amicizie.». Pietro Gallo: «Serate come questa aiutano a vivere, a creare relazioni e a superare le difficoltà della vita. La musica è una benedizione e un dono di Dio, ed è grazie a questo che riusciamo ad andare avanti.». Gabriella Aruanno e Gaetano Stellone: «La musica convoglia tutte le energie e le dinamiche di questi meravigliosi artisti. Abbiamo portato l'energia della disco music anni '70 e '80 per trasmettere a tutti che la musica è vita dinamica e gioia, esattamente come voleva Mariangela.» . Grace: «È sempre un'emozione fortissima essere qui, c'è una carica, una vibrazione incredibile. La musica può fare miracoli se siamo uniti.»

Una scia luminosa che non si spegne
Grazie alla conduzione fluida e affettuosa di Niki Caputo, sempre positivo e sorridente, e Claudio Pinto Kovačević, in felice serata ironico/comica, supportata dal lavoro impeccabile dei fonici Fabio Paradiso e Michele Mastrorillo e dalle immagini di Pio Paradiso, Palazzo delle Arti Beltrani ha sigillato una delle notti più nobili della sua stagione artistica. Quando gli applausi scroscianti del pubblico hanno salutato il gran finale, non c'era tristezza nell'aria, ma una densa sensazione di pace. La bellezza, quella pura cantata a squarciagola verso il cielo, ha compiuto ancora una volta il suo prodigio: Mariangela continua a cantare, custodita per sempre nella musica e nell'abbraccio infinito della sua terra. L'appuntamento ora è fissato per la prossima edizione... non vediamo l'ora.
30 fotoFestival "Nethanel Canta Ancora" 2026
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