2 Giugno, il Coordinamento Pace e Disarmo Nord Barese: «No alla guerra, sì alla Repubblica della pace e dei diritti»
In occasione della Festa della Repubblica, associazioni e realtà del territorio rilanciano l'appello per il disarmo, la solidarietà tra i popoli e la tutela dei diritti umani
martedì 2 giugno 2026
10.18
Il Coordinamento per la pace e il disarmo Nord Barese, in occasione della Festa della Repubblica del 2 giugno, ritiene importante richiamare il significato costituzionale, democratico e antifascista di questa ricorrenza, nata dalla scelta popolare che ha posto al centro la sovranità dei cittadini e il superamento della monarchia attraverso il referendum del 1946.
In un contesto internazionale segnato da guerre, tensioni geopolitiche e da una crescente cultura del riarmo e della militarizzazione, nonché da un'economia di guerra che taglia ancor di più salari, pensioni, stato sociale, servizi pubblici, scuola e sanità, sentiamo il dovere di riaffermare i valori della pace, della nonviolenza e dell'obiezione di coscienza contro ogni guerra, del dialogo, della cooperazione tra i popoli e del disarmo. Per la conversione delle fabbriche di guerra, armi e apparati militari come Leonardo S.p.A. e Fincantieri. Per una riconversione delle basi militari, particolarmente in Puglia, in basi di pace e spazi sociali e culturali, nonché per il recupero dell'ecosistema naturale.
Esprimiamo la nostra solidarietà a tutti i popoli che vedono negati i propri diritti fondamentali, sostenendo il principio universale dell'autodeterminazione e il rispetto del diritto internazionale. Solidarietà al popolo palestinese, libanese, iraniano, al popolo cubano e al popolo ucraino e per tutti i popoli che soffrono a causa di guerre, genocidi occupazioni e ingiustizie
Esprimiamo inoltre solidarietà a tutte le attiviste e gli attivisti impegnati nelle iniziative della Global Sumud Flotilla, via mare e via terra; per la liberazione di tutte e tutti gli attivisti e le attiviste sotto sequestro, come Domenico Centrone di Molfetta e Leonarda Alberizia; a tutte le realtà della società civile che operano per la pace, la solidarietà internazionale, la tutela dei diritti umani e l'assistenza alle popolazioni colpite dai conflitti.
Chiediamo la fine dell'embargo e delle sanzioni che colpiscono il popolo cubano e il cessate il fuoco immediato nella Striscia di Gaza, in Libano, in Iran, in Ucraina, ecc., per la piena tutela della popolazione civile e il rispetto del diritto internazionale umanitario.
Denunciamo le politiche di occupazione, colonizzazione, lo stato di apartheid e la discriminazione nei territori palestinesi e sosteniamo il diritto del popolo palestinese all'autodeterminazione e al riconoscimento dello Stato di Palestina, a vivere in libertà, dignità e sicurezza nella propria terra. Riteniamo necessario superare ogni sistema fondato sull'apartheid, sulla segregazione, sulla discriminazione e sulla negazione dell'uguaglianza dei diritti di tutti i popoli oppressi da sistemi coercitivi.
Riteniamo che la Festa della Repubblica possa essere celebrata valorizzando maggiormente il contributo della società civile: lavoratori, studenti, insegnanti, operatori sanitari, volontari, associazioni culturali e sociali, protagonisti quotidiani della vita democratica del Paese.
Per questo proponiamo che il 2 giugno diventi sempre più una giornata dedicata alla partecipazione civica, alla solidarietà e alla costruzione della pace, attraverso iniziative pubbliche, incontri culturali e manifestazioni civili e disarmate.
Ribadiamo il nostro rifiuto della guerra come strumento di risoluzione dei conflitti e della logica della cosiddetta "pace armata", che alimenta la corsa agli armamenti e l'insicurezza globale.
Nel giorno in cui l'Italia scelse la Repubblica, riaffermiamo il valore della democrazia contro ogni privilegio ereditario e ogni forma di dominio.
No alla guerra. No ai re. No alla pace armata.
Sì alla Repubblica democratica e antifascista, per il lavoro, per la pace, il disarmo, l'autodeterminazione dei popoli e la solidarietà internazionale.
In un contesto internazionale segnato da guerre, tensioni geopolitiche e da una crescente cultura del riarmo e della militarizzazione, nonché da un'economia di guerra che taglia ancor di più salari, pensioni, stato sociale, servizi pubblici, scuola e sanità, sentiamo il dovere di riaffermare i valori della pace, della nonviolenza e dell'obiezione di coscienza contro ogni guerra, del dialogo, della cooperazione tra i popoli e del disarmo. Per la conversione delle fabbriche di guerra, armi e apparati militari come Leonardo S.p.A. e Fincantieri. Per una riconversione delle basi militari, particolarmente in Puglia, in basi di pace e spazi sociali e culturali, nonché per il recupero dell'ecosistema naturale.
Esprimiamo la nostra solidarietà a tutti i popoli che vedono negati i propri diritti fondamentali, sostenendo il principio universale dell'autodeterminazione e il rispetto del diritto internazionale. Solidarietà al popolo palestinese, libanese, iraniano, al popolo cubano e al popolo ucraino e per tutti i popoli che soffrono a causa di guerre, genocidi occupazioni e ingiustizie
Esprimiamo inoltre solidarietà a tutte le attiviste e gli attivisti impegnati nelle iniziative della Global Sumud Flotilla, via mare e via terra; per la liberazione di tutte e tutti gli attivisti e le attiviste sotto sequestro, come Domenico Centrone di Molfetta e Leonarda Alberizia; a tutte le realtà della società civile che operano per la pace, la solidarietà internazionale, la tutela dei diritti umani e l'assistenza alle popolazioni colpite dai conflitti.
Chiediamo la fine dell'embargo e delle sanzioni che colpiscono il popolo cubano e il cessate il fuoco immediato nella Striscia di Gaza, in Libano, in Iran, in Ucraina, ecc., per la piena tutela della popolazione civile e il rispetto del diritto internazionale umanitario.
Denunciamo le politiche di occupazione, colonizzazione, lo stato di apartheid e la discriminazione nei territori palestinesi e sosteniamo il diritto del popolo palestinese all'autodeterminazione e al riconoscimento dello Stato di Palestina, a vivere in libertà, dignità e sicurezza nella propria terra. Riteniamo necessario superare ogni sistema fondato sull'apartheid, sulla segregazione, sulla discriminazione e sulla negazione dell'uguaglianza dei diritti di tutti i popoli oppressi da sistemi coercitivi.
Riteniamo che la Festa della Repubblica possa essere celebrata valorizzando maggiormente il contributo della società civile: lavoratori, studenti, insegnanti, operatori sanitari, volontari, associazioni culturali e sociali, protagonisti quotidiani della vita democratica del Paese.
Per questo proponiamo che il 2 giugno diventi sempre più una giornata dedicata alla partecipazione civica, alla solidarietà e alla costruzione della pace, attraverso iniziative pubbliche, incontri culturali e manifestazioni civili e disarmate.
Ribadiamo il nostro rifiuto della guerra come strumento di risoluzione dei conflitti e della logica della cosiddetta "pace armata", che alimenta la corsa agli armamenti e l'insicurezza globale.
Nel giorno in cui l'Italia scelse la Repubblica, riaffermiamo il valore della democrazia contro ogni privilegio ereditario e ogni forma di dominio.
No alla guerra. No ai re. No alla pace armata.
Sì alla Repubblica democratica e antifascista, per il lavoro, per la pace, il disarmo, l'autodeterminazione dei popoli e la solidarietà internazionale.