Guardia di finanza
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Cronaca

Frode fiscale da 20 milioni, coinvolte 80 aziende: due sono di Trani

Le indagini della Guardia di Finanza sono partite da un controllo su prodotti non conformi

Il Tribunale di Trani ha convalidato più decreti di sequestro preventivo d'urgenza emessi dalla Procura della Repubblica di Trani al fine di interrompere tempestivamente un articolato meccanismo di frode fiscale perpetrato a Trani e in diverse Regioni del territorio nazionale, connotato dal coinvolgimento di ben 80 aziende.

I provvedimenti dell'Autorità giudiziaria, eseguiti dai Finanzieri del Comando Provinciale di Barletta Andria Trani, hanno consentito di sottoporre a sequestro:
  • n. 32 imprese che, sulla scorta degli elementi probatori acquisiti in sede investigativa, si è ritenuto che rientrassero nel novero delle cc.dd. società "cartiera" (ossia strutture il cui unico scopo è assicurare un indebito vantaggio d'imposta ad altre imprese attraverso l'emissione di fatture per operazioni inesistenti);
  • i compendi aziendali milionari di due società tranesi operanti quali empori e negozi non specializzati di prodotti non alimentari;
  • beni e altre utilità nella disponibilità di n. 47 aziende e dei relativi rappresentanti legali per un valore complessivo di circa 20 milioni di euro, somma coincidente con l'improprio beneficio fiscale maturato per effetto della frode fiscale articolata.

Le indagini

In particolare, le indagini, eseguite dai Finanzieri della Compagnia di Trani, traggono origine da un controllo eseguito nell'agosto 2025 in materia di sicurezza prodotti presso una società tranese gestita da soggetti di origine sinica, durante il quale i militari operanti hanno riscontrato la presenza di un'ulteriore impresa, gestita da soggetti della stessa nazionalità.

L'intervento in parola si è concluso con il sequestro di circa 1.000 prodotti non conformi agli standard di sicurezza disciplinati dal Codice del consumo.

Ma l'esistenza di due aziende nel medesimo spazio commerciale ha insospettito le Fiamme Gialle della Compagnia di Trani che, eseguendo specifici approfondimenti sulle banche dati in uso al Corpo, hanno riscontrato l'esistenza di un fittizio contratto di affitto del ramo d'azienda tra la società "storica" oggetto di controllo fiscale e la nuova impresa presente nello stesso capannone.

L'affitto del ramo d'azienda, ritenuto assolutamente privo di genuinità, veridicità e sostanza economica, si è realizzato al solo fine di sottrarre l'impresa cedente all'azione riscossiva dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione, stante la pendenza di debiti tributari mai onorati per oltre 500 mila euro.

Gli approfondimenti investigativi

Contestualmente agli approfondimenti descritti, i Finanzieri del Comando Provinciale di Barletta Andria Trani hanno proseguito il controllo fiscale da cui sono emerse una serie di anomalie attinenti ai rapporti commerciali intrattenuti con alcuni fornitori dislocati in altre aree del territorio nazionale, che presentavano elevati indici di pericolosità fiscale, quali l'assenza delle prescritte dichiarazioni ai fini delle Imposte Dirette e IVA, l'assenza di versamenti delle imposte, l'assenza di lavoratori dipendenti, di beni mobili e/o immobili intestati a titolo di proprietà, di contratti di locazione di beni immobili ove svolgere l'attività commerciale.

Tale circostanza ha condotto le Fiamme Gialle a sospendere il controllo fiscale e comunicare tempestivamente alla Procura della Repubblica di Trani una notizia di reato per ipotesi di frode fiscale.

Sotto la direzione dell'Autorità Giudiziaria tranese, i Finanzieri della Compagnia di Trani hanno esteso l'attività e individuato una platea di n. 32 società "cartiera", che sono risultate aver emesso solo nel triennio 2023-2025 oltre 136 milioni di euro di fatture per operazioni inesistenti, per un'imposta corrispondente di oltre 30 milioni di euro.

Denunce e sviluppi

All'esito delle indagini sono state denunciate complessivamente n. 65 persone responsabili per le condotte di emissione di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, bancarotta distrattiva e dolosa.

Inoltre, sono state deferite per le ipotesi di responsabilità amministrativa da reato n. 32 società che hanno beneficiato della frode.

Da ultimo, previo nulla osta dell'Autorità Giudiziaria, è stata avanzata all'Agenzia delle Entrate la richiesta di adozione di un provvedimento di cessazione di n. 2 partite IVA rientranti tra le società "cartiera" ancora attive, al fine di impedire che le stesse possano continuare a emettere documenti fiscali per operazioni inesistenti.

L'attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica, che prosegue serrata, mira a rafforzare l'azione della Guardia di Finanza per contrastare i fenomeni di illegalità economico-finanziaria connotati da maggiore disvalore sociale e pericolosità per la tenuta del sistema economico sano e la libera concorrenza, nonché per la tutela dei lavoratori dipendenti, spesso ignare vittime di sistemi e attività truffaldine.

Si precisa che il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo in caso di emissione di una sentenza irrevocabile di condanna.
  • Tribunale di Trani
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