«A Trani andrebbero istituiti i mediatori sociali di strada»
Rom e accoglienza, il Pd formula della proposte. Di Palma e Martello spiegano l'utilità di questa figura
venerdì 2 novembre 2012
17.53
«La vicenda relativa allo sgombero dell'accampamento dei rom da via Verdi ha evidenziato, ancora una volta, l'impreparazione della nostra comunità ad affrontare simili questioni e ciò soprattutto a causa dell'operato di un'amministrazione di centrodestra che, forse per scelta culturale e politica, non ha mai investito nella prevenzione, preferendo intervenire solo quando ormai tali questioni sono sfociate in emergenze». La critica al governo cittadino è mossa dal Partito Democratico, rappresentato dal segretario, Maurizio Di Palma, e dal responsabile delle politiche sociali, Eugenio Martello.
Il Pd formula alcune proposte. «Nella scorsa campagna elettorale – dicono Di Palma e Martello - abbiamo avanzato alcune proposte che, anche alla luce dei recenti episodi di emarginazione e degrado, riproponiamo all'attuale amministrazione comunale. Innanzitutto andrebbe istituita da subito una sala operativa per il contrasto al disagio sociale, sempre attiva, che operando con la stessa metodologia utilizzata dalla protezione civile in caso di calamità, metta in condizione l'ente territoriale di lavorare in rete con tutti i soggetti pubblici e privati impegnati nel sociale e presenti nel suo territorio. Questo organismo, oltre a monitorare costantemente il disagio sociale, dovrebbe progettare ed attuare, nonché coordinare, l'azione di tutte le organizzazioni (pubbliche, private e del volontariato) che sono attive in città nel sociale, evitando lo spreco di risorse economiche ed umane, ed amplificando al massimo le potenzialità degli operatori impegnati, con una continua opera di confronto, dialogo e reciproco aiuto. In secondo luogo, per attuare un'efficace attività di prevenzione, è necessario istituire i cosiddetti mediatori sociali di strada, ossia persone qualificate che, presenti sul territorio strada per strada, possano venire quotidianamente in contatto, con le persone senza fissa dimora o di passaggio».
Di Palma e Martello spiegano l'utilità di questa figura: «Attraverso l'azione dei mediatori sociali di strada si potrebbe, ad esempio, indirizzare tali persone presso luoghi adeguati dove mangiare, lavarsi e dormire, evitando il bivacco nelle piazze, nelle strade cittadine o negli edifici abbandonati. Questo intervento fungerebbe inoltre da deterrente al fenomeno dell'accattonaggio. I mediatori sociali di strada potrebbero quindi diventare un riferimento per tutte quelle persone che, per svariati motivi, evitano le figure ufficiali preposte (come gli assistenti sociali) o le forze dell'ordine, oppure non sanno a chi rivolgersi per chiedere aiuto. Solo un'efficace attività di prevenzione condotta attraverso il coinvolgimento attivo degli enti e degli operatori, anche volontari, presenti sul territorio, potrà evitare che la nostra Comunità si trovi ad affrontare sempre nuove emergenze sociali».
Il Pd formula alcune proposte. «Nella scorsa campagna elettorale – dicono Di Palma e Martello - abbiamo avanzato alcune proposte che, anche alla luce dei recenti episodi di emarginazione e degrado, riproponiamo all'attuale amministrazione comunale. Innanzitutto andrebbe istituita da subito una sala operativa per il contrasto al disagio sociale, sempre attiva, che operando con la stessa metodologia utilizzata dalla protezione civile in caso di calamità, metta in condizione l'ente territoriale di lavorare in rete con tutti i soggetti pubblici e privati impegnati nel sociale e presenti nel suo territorio. Questo organismo, oltre a monitorare costantemente il disagio sociale, dovrebbe progettare ed attuare, nonché coordinare, l'azione di tutte le organizzazioni (pubbliche, private e del volontariato) che sono attive in città nel sociale, evitando lo spreco di risorse economiche ed umane, ed amplificando al massimo le potenzialità degli operatori impegnati, con una continua opera di confronto, dialogo e reciproco aiuto. In secondo luogo, per attuare un'efficace attività di prevenzione, è necessario istituire i cosiddetti mediatori sociali di strada, ossia persone qualificate che, presenti sul territorio strada per strada, possano venire quotidianamente in contatto, con le persone senza fissa dimora o di passaggio».
Di Palma e Martello spiegano l'utilità di questa figura: «Attraverso l'azione dei mediatori sociali di strada si potrebbe, ad esempio, indirizzare tali persone presso luoghi adeguati dove mangiare, lavarsi e dormire, evitando il bivacco nelle piazze, nelle strade cittadine o negli edifici abbandonati. Questo intervento fungerebbe inoltre da deterrente al fenomeno dell'accattonaggio. I mediatori sociali di strada potrebbero quindi diventare un riferimento per tutte quelle persone che, per svariati motivi, evitano le figure ufficiali preposte (come gli assistenti sociali) o le forze dell'ordine, oppure non sanno a chi rivolgersi per chiedere aiuto. Solo un'efficace attività di prevenzione condotta attraverso il coinvolgimento attivo degli enti e degli operatori, anche volontari, presenti sul territorio, potrà evitare che la nostra Comunità si trovi ad affrontare sempre nuove emergenze sociali».