Accessi al mare, Laurora (Pd) bacchetta l'Amministrazione
Il consigliere comunale: «Non esiste proprio la volontà di realizzarli»
mercoledì 16 luglio 2014
7.23
«A breve affronteremo un consiglio comunale importante, nel quale i miei concittadini potranno capire quali potranno essere le prospettive della nostra città. Infatti, verranno valutati provvedimenti di natura finanziaria, compreso il bilancio di previsione 2014, il quale contiene il Piano delle Opere Pubbliche del triennio 2014 - 2016, cioè la programmazione dei lavori pubblici fino alla fine del mandato del Sindaco Riserbato». Inizia così la nota inviata dal consigliere comunale del Pd Tommaso Laurora sui problemi degli accessi a mare.
«Su tale piano - scrive Laurora - mi esprimerò ovviamente in occasione della seduta consiliare, ma mi corre l'obbligo di rendere pubblica la mancanza di coerenza che affligge il Primo cittadino. Era il 4 maggio 2014 quando Riserbato, riferendosi al problema degli accessi al mare, proclamava, in occasione di uno dei tanti propagandati sopralluoghi, che "i cancelli devono andare giù: se ci sono cancelli che ostruiscono l'accesso al mare e non c'entrano nulla con la proprietà privata, andrò io personalmente ad abbatterli. Dobbiamo consentire il mare libero e tutelare questo tratto di mare che è fra i più belli della città". Ovviamente oggi tutti hanno capito che si trattava di frase ad effetto, per fornire alla città l'immagine di una amministrazione efficiente e di uomo autorevole. Peccato che questa verifica degli accessi al mare era già stata effettuata, senza esito, intorno alla prima metà degli anni duemila, e quindi gli uffici erano perfettamente a conoscenza che non si sarebbe trovato nulla.
Insomma, fumo negli occhi. In realtà la soluzione sarebbe stata un'altra e definitiva - continua Laurora - Proprio perché in passato non erano stati trovati accessi, il Piano Urbanistico Generale prevede la realizzazione di due strade di accesso al mare che si sarebbero potute realizzare con poco, in quanto ubicate in zona agricola vincolata e quindi l'esproprio non sarebbe stato eccessivamente oneroso. Con la decadenza dei vincoli espropriativi, cioè cinque anni dal maggio 2009, data di approvazione del PUG, il procedimento espropriativo si complica parecchio, sia in termini di procedure e sia in termini economici, perché l'acquisizione delle aree diventa più onerosa e perché bisogna versare anche un ulteriore indennizzo agli espropriati. Ma la cosa è ancora più che fattibile, solo più costosa e più lunga per gli anni trascorsi a scaldare solo poltrone. Il sindaco Riserbato conosce bene tale possibilità. Infatti nello stesso giorno del fatidico sopralluogo dichiara "se espropriamo, dobbiamo anche indennizzare e, al momento, i fondi sono esigui. Tuttavia, poiché questa è anche una zona agricola, con l'assessore all'urbanistica abbiamo fatto dei conti sommari e valutato che, se dovesse essere una somma bassa, potremo prendere una decisione in tal senso". Mi sembrava, finalmente, almeno per una volta, un inizio di programmazione per la risoluzione del problema. É allora con grande interesse che vado a verificare, nel Piano delle Opere Pubbliche 2014 - 2016, cosa abbia prodotto il lavoro del sindaco Riserbato e dell'assessore all'urbanistica. Indovinate un po'. Zero!!! Non c'è traccia della realizzazione di tali strade sino al 2016. Si sarebbe potuto ipotizzare questo intervento anche nell'ultimo anno, almeno per salvare la faccia.
Invece niente. Non solo la risoluzione degli accessi al mare non è una priorità, ma non esiste proprio la volontà di realizzarli - conclude il consigliere comunale - Nel contempo verifico che è previsto, nel 2014, l'allargamento di via Duchessa d'Andria per 450.000 euro, forse per favorire la velocità dei mezzi pesanti che impunemente, sfiorando pedoni e biciclette, sfrecciano attraverso zone residenziali abitate, per raggiungere la zona industriale su via Andria. Il Piano delle Opere Pubbliche lo approvassero i consiglieri che affondano con Riserbato. Il problema lo risolverà il prossimo Sindaco».
«Su tale piano - scrive Laurora - mi esprimerò ovviamente in occasione della seduta consiliare, ma mi corre l'obbligo di rendere pubblica la mancanza di coerenza che affligge il Primo cittadino. Era il 4 maggio 2014 quando Riserbato, riferendosi al problema degli accessi al mare, proclamava, in occasione di uno dei tanti propagandati sopralluoghi, che "i cancelli devono andare giù: se ci sono cancelli che ostruiscono l'accesso al mare e non c'entrano nulla con la proprietà privata, andrò io personalmente ad abbatterli. Dobbiamo consentire il mare libero e tutelare questo tratto di mare che è fra i più belli della città". Ovviamente oggi tutti hanno capito che si trattava di frase ad effetto, per fornire alla città l'immagine di una amministrazione efficiente e di uomo autorevole. Peccato che questa verifica degli accessi al mare era già stata effettuata, senza esito, intorno alla prima metà degli anni duemila, e quindi gli uffici erano perfettamente a conoscenza che non si sarebbe trovato nulla.
Insomma, fumo negli occhi. In realtà la soluzione sarebbe stata un'altra e definitiva - continua Laurora - Proprio perché in passato non erano stati trovati accessi, il Piano Urbanistico Generale prevede la realizzazione di due strade di accesso al mare che si sarebbero potute realizzare con poco, in quanto ubicate in zona agricola vincolata e quindi l'esproprio non sarebbe stato eccessivamente oneroso. Con la decadenza dei vincoli espropriativi, cioè cinque anni dal maggio 2009, data di approvazione del PUG, il procedimento espropriativo si complica parecchio, sia in termini di procedure e sia in termini economici, perché l'acquisizione delle aree diventa più onerosa e perché bisogna versare anche un ulteriore indennizzo agli espropriati. Ma la cosa è ancora più che fattibile, solo più costosa e più lunga per gli anni trascorsi a scaldare solo poltrone. Il sindaco Riserbato conosce bene tale possibilità. Infatti nello stesso giorno del fatidico sopralluogo dichiara "se espropriamo, dobbiamo anche indennizzare e, al momento, i fondi sono esigui. Tuttavia, poiché questa è anche una zona agricola, con l'assessore all'urbanistica abbiamo fatto dei conti sommari e valutato che, se dovesse essere una somma bassa, potremo prendere una decisione in tal senso". Mi sembrava, finalmente, almeno per una volta, un inizio di programmazione per la risoluzione del problema. É allora con grande interesse che vado a verificare, nel Piano delle Opere Pubbliche 2014 - 2016, cosa abbia prodotto il lavoro del sindaco Riserbato e dell'assessore all'urbanistica. Indovinate un po'. Zero!!! Non c'è traccia della realizzazione di tali strade sino al 2016. Si sarebbe potuto ipotizzare questo intervento anche nell'ultimo anno, almeno per salvare la faccia.
Invece niente. Non solo la risoluzione degli accessi al mare non è una priorità, ma non esiste proprio la volontà di realizzarli - conclude il consigliere comunale - Nel contempo verifico che è previsto, nel 2014, l'allargamento di via Duchessa d'Andria per 450.000 euro, forse per favorire la velocità dei mezzi pesanti che impunemente, sfiorando pedoni e biciclette, sfrecciano attraverso zone residenziali abitate, per raggiungere la zona industriale su via Andria. Il Piano delle Opere Pubbliche lo approvassero i consiglieri che affondano con Riserbato. Il problema lo risolverà il prossimo Sindaco».