Laurora contesta un appalto di edilizia da 13mila euro

Affidamenti diretti, nuova polemica: «I nostri soldi vanno a imprese di fuori». Contestata anche una consulenza tecnica per il depuratore

lunedì 24 giugno 2013 9.38
«Nel nostro Comune, in contrasto ai tanti proclami, si prosegue con gli affidamenti diretti per somma urgenza». Tommaso Laurora (Uniti per Ferrante) contesta l'appalto per la messa in sicurezza di un fabbricato in via Ademario 21 dal quale cadevano calcinacci, espletamento a cura dell'Ente visto che i proprietari dell'immobile erano rimasti sordi alle intimazioni del Comune ad effettuare gli interventi di manutenzione.

«Ciò che ha dell'eccezionale e purtroppo in negativo - dice Laurora - è che a Trani sembrerebbero non esserci ditte edili specializzate nell'espletamento di questi lavori o che non lo possono fare perché lavorano così tanto da non poter garantire l'esecuzione dei lavori con tempestività. Dunque, ancora una volta, vengono lasciati a casa i lavoratori tranesi a beneficio di quelli di fuori città. Sì proprio così: restano a guardare quei lavoratori a cui tanto si è promesso in campagna elettorale ed a cui tanto si continua a promettere, per non parlare delle nostre imprese edili che giornalmente lottano per sopravvivere in un mercato sempre più in difficoltà. Ma è davvero possibile che si debbano affidare questi lavori ad una ditta di Bari per un importo complessivo di 13.629,78 euro?».

E non è tutto. «La prassi di rivolgersi a maestranze di fuori - prosegue Laurora - non si riduce solo alle imprese. Ora assistiamo anche ad affidamenti diretti a professionisti di fuori Trani come nel caso dell'affidamento per importo pari a 11.196 euro ad un ingegnere di Bari per una consulenza tecnica relativa ai lavori di adeguamento dell'impianto di depurazione ed il completamento degli studi riguardante la condotta sottomarina. Tutto questo a fronte di aziende tranesi che chiudono o di imprese locali che faticano a stare in piedi, acquistando materiale qui e versando Irpef e Imu al Comune di appartenenza. Perchè i cittadini di Trani devono pagare un lavoro che sarà realizzato da una ditta di Bari con operai forestieri, che magari porterà materiale direttamente da fornitori del barese? Una situazione davvero deleteria che fa male ad imprese e lavoratori tranesi».

«A questo punto - dice Laurora - una domanda davvero è legittima: ma non stiamo esagerando con tutti questi forestieri a dirigere la nostra città? Di questo chiediamo conto a chi oggi, a tempo determinato, dirige la ripartizione tecnica. Non ne voglio fare un atto di puro campanilismo, ma vivendo quotidianamente per strada mi chiedo se davvero non si riesca a capire che affidare un lavoro ad un impresa tranese, magari con dei lavoratori tranesi possa portare dei benefici non solo diretti per quell'imprenditore e per i suoi dipendenti, ma per tutta l'economia del nostro territorio? Inoltre, come mai a Trani si verificano sempre lavori di somma urgenza tali da non permettere gare d'appalto ma affidamenti diretti? Con quali criteri si procede all'individuazione della ditta esecutrice? È prevista una rotazione? A tutte queste domande dei nostri operai e dei nostri imprenditori l'amministrazione cosa risponde?».