«Amet e Comune, un rapporto disastroso»

I dati svelati dalla consigliera comunale Barresi (lista Emiliano)

mercoledì 21 ottobre 2015 13.02
La consigliera comunale, Anna Maria Barresi (lista Emiliano), dopo «un'attenta lettura» della relazione del cda e dell'ultimo bilancio 2014, mette in evidenza dati «a dir poco dati raccapriccianti che non certo contribuiscono al mantenimento di un sistema virtuoso e che non fanno altro che ledere gli interessi commerciali dell'Amet e del suo socio unico (Comune)». E lo fa a poche ore dall'inizio del Consiglio comunale monotematico, nel quale si discuterà di tutte le società partecipate del Comune di Trani.

Barresi, in particolare, riscontra che a pagina 10 della relazione del Cda viene così testualmente riportato: «Nel corso del 2014, infatti, a causa di problemi tecnici di fatturazione, la zona 900 degli utenti appartenetti al mercato libero (faccio notare che sono circa 3504 utenti), è stata effettuata solo fino ad aprile 2014 e pertanto i consumi di tali utenti, quantunque presenti nei contatori, non sono stati rilevati ed il relativo fatturato è stato stimato». «Che significa tutto ciò? - chiede il consigliere - Significa mancati introiti finanziari nelle casse dell'Azienda Amet».

«Forse è meglio soffermarci con maggiore attenzione - prosegue la Barresi - su quello che succede in Amet: in considerazione che il valore dei chilowattora non fatturati ammontano a circa 30 milioni (dato raffrontato con i dati definitivi del 2013) non fatturando 3.504 utenti del mercato libero, il danno d'incasso finanziario per l'azienda ammonta a circa € 300.000 mensili. In buona sostanza l'azienda non ha incassato con la mancata fatturazione circa 2,4 milioni di euro. Dato a mio avviso gravissimo e raccapricciante per la situazione in cui versa oggi l'Amet».

Da una lettura di pagina 19, Barresi sottolinea che l'azienda è in crisi di liquidità e riporta quanto testualmente scritto: «L'esposizione a breve termine con gli istituti finanziari è concordata periodicamente». «L'Amet paga esattamente 262.095 euro di interessi passivi? Da questo giochetto perverso emerge che, la mancata fatturazione e reperibilità di liquidità finanziaria costringe l'azienda (che non ha la dovuta liquidità finanziaria) a non assolvere puntualmente al pagamento della Cassa Conguaglio, e paga circa 100mila euro all'anno d'interessi passivi sui ritardati versamenti. Infine, sopporta ulteriori carichi finanziari di circa 53mila euro di interessi passivi sulla scopertura finanziaria bancaria e la differenza la paga per interessi su mutui (totale 262.095)».

«Lascio a voi ogni considerazione - conclude la Barresi - e alla luce di quanto sopra, evidenzio un'ulteriore riflessione di quanto scritto a pagina 20, che ci lascia tutti allibiti, ovvero quello da cui si evince una scarsa capacità presente in Amet di recupero crediti (in considerazione della presenza di un ufficio legale). Pertanto chiedo urgente risposta scritta su quanto sopra evidenziato. Quali sono le misure di contrasto che attualmente vengono adottate per evitare inutili deficit finanziari di cassa? A chi sono riconducibili tali mancanze di fatturazione? Se vengono pedissequamente catalogati report mensili onde consentire di risalire ai responsabili, per poi poter effettuati addebiti disciplinari?».