Amiu e quell'elenco dei fornitori sospetto

Procacci (Trani#acapo) punta il dito anche sulle spese pubblicitarie

venerdì 30 ottobre 2015 7.36
A cura di Vincenzo Membola
Continua a essere alta l'attenzione di Trani#acapo sull'Amiu. Il pessimo stato economico dell'azienda, di proprietà del Comune di Trani, si sta ripercuotendo sul bilancio dell'amministrazione e, soprattutto, sulle casse dei cittadini, costretti a subire un corposo aumento della Tari. Per questo motivo, la lista civica ha iniziato un meticoloso lavoro di controllo sul settore economico della stessa, scoprendo dati interessanti.

«Negli ultimi giorni - dichiara Antonio Procacci attraverso i social network - abbiamo ricevuto l'elenco dei fornitori di Amiu nel 2014. Abbiamo chiesto anche quello del 2015 e la stessa cosa anche ad Amet. Che dire, c'è da mettersi le mani nei capelli. Poi, da cittadino, ti chiedi: ma perché devo pagare 450 euro di Tari? Perché devo pagare per un servizio reso da un'azienda che impegna 10.000 euro alla voce "promozione e pubblicità" a beneficio dell'associazione che organizza il famoso (e chiacchierato) matrimonio e altrettanti, sempre per promozione, in favore della squadra di calcio cittadina? O altri 35mila euro sempre per spese di "promozione e pubblicità" non meglio precisate».

Ma secondo Procacci non finisce qui. «E che dire - prosegue - della sfilza di affidamenti diretti, tutti rigorosamente sotto i 40mila euro, la soglia oltre la quale si deve ricorrere alle gara d'appalto. Poi però vai a sommare gli affidamenti alle stesse ditte e scopri che quella soglia la superi eccome. Quando leggi queste cose ti cadono le braccia. Ma alla gente, tanto, cosa importa? Che importa - rimarca - se nessuno continua a muovere neanche un dito per cambiare le cose, né tantomeno per chiederne conto a chi ha gestito le nostre aziende e il Comune in questo modo? Basta annunciare che è stata bandita la gara per realizzare un parco (peraltro grazie ad un finanziamento ottenuto dal Commissario straordinario) per tenere tutti contenti».

Altre continue voci al limite dell'affidamento diretto si evidenzierebbero, ad esempio, nella fornitura di gasolio, attraverso la De Cillis Vittoria Sas, o il servizio di prelievo, trasporto e depurazione del percolato di discarica, ad opera della Spurgo Servizi Ambiente srl. Spese sicuramente oneste e soprattutto necessarie per il mantenimento delle attività aziendali, ma che probabilmente sarebbero potute essere più economiche se affidate, tutte insieme, attraverso un avviso pubblico. E, ad una società sull'orlo del baratro, potrebbero far comodo anche i 20 mila euro elargiti alla squadra di calcio e alla popolare manifestazione.