Beppe Corrado distrugge la conduzione di palazzo Beltrani
«Non sta portando a nulla. Così rischiamo di mettere in pericolo la permanenza delle opere». L’idea: una gestione affidata a più associazioni del territorio
giovedì 4 luglio 2013
0.21
«Bisogna ripensare la direzione di palazzo Beltrani. Fino ad oggi mi è sembrata una conduzione troppo personalistica e che, a mio avviso, non è stata in grado di portare valore aggiunto». A dirlo non è un componente dell'opposizione ma un consigliere comunale del Pdl, Beppe Corrado, che censura in modo anche grave la conduzione del palazzo delle arti specialmente nell'ultimo periodo.
«L' attuale gestione, affidata a un dipendente comunale, sta mettendo in pericolo la permanenza delle opere. I donatori furono convinti dal principio che le opere d'arte vivono se sono fruibili. Se sono al chiuso del palazzo Beltrani questi preferiranno tenerle al chiuso delle loro case. Oltre questo concreto rischio, molti visitatori hanno purtroppo segnalato disagi e disservizi, come molte associazioni hanno evidenziato l'impossibilità di poter intraprendere progetti culturali all'interno della struttura».
«Sono consapevole delle difficoltà legate alla gestione del palazzo – prosegue Corrado - ma in attesa del prossimo bando di gara dobbiamo correre ai ripari. Bisogna salvaguardare il lavoro svolto fino ad oggi da parte di chi ha voluto puntare fortemente sul rilancio culturale della nostra città. Comprendo le difficoltà strutturali della macchina comunale ma in città ci sono tante energie positive che dobbiamo solo convogliare nella giusta direzione. Il mio intento è quello di sollecitare l'assessorato alla cultura nel trovare soluzioni immediate. Mi chiedo: visto che in città esistono tante associazioni culturali da sempre impegnate in ambito culturale, perché non utilizzarle in un percorso di gestione comune del palazzo delle arti? In questo modo valorizzeremmo le professionalità locali e risolveremmo i problemi attuali».
«L' attuale gestione, affidata a un dipendente comunale, sta mettendo in pericolo la permanenza delle opere. I donatori furono convinti dal principio che le opere d'arte vivono se sono fruibili. Se sono al chiuso del palazzo Beltrani questi preferiranno tenerle al chiuso delle loro case. Oltre questo concreto rischio, molti visitatori hanno purtroppo segnalato disagi e disservizi, come molte associazioni hanno evidenziato l'impossibilità di poter intraprendere progetti culturali all'interno della struttura».
«Sono consapevole delle difficoltà legate alla gestione del palazzo – prosegue Corrado - ma in attesa del prossimo bando di gara dobbiamo correre ai ripari. Bisogna salvaguardare il lavoro svolto fino ad oggi da parte di chi ha voluto puntare fortemente sul rilancio culturale della nostra città. Comprendo le difficoltà strutturali della macchina comunale ma in città ci sono tante energie positive che dobbiamo solo convogliare nella giusta direzione. Il mio intento è quello di sollecitare l'assessorato alla cultura nel trovare soluzioni immediate. Mi chiedo: visto che in città esistono tante associazioni culturali da sempre impegnate in ambito culturale, perché non utilizzarle in un percorso di gestione comune del palazzo delle arti? In questo modo valorizzeremmo le professionalità locali e risolveremmo i problemi attuali».