Bilancio comunale, Forza Italia fa chiarezza sulle "bugie"
Sotero e De Toma: «Chi ha prodotto i debiti? Perché non si recuperano i crediti?»
martedì 29 settembre 2015
7.16
Sarà l'argomento attorno al quale ruoterà il Consiglio comunale di questa mattina: il bilancio comunale; ed è proprio su questo che il segretario cittadino Fabrizio Sotero e il consigliere Pasquale De Toma chiedono chiarezza all'amministrazione. «Sulla questione bilancio/debiti/buco/ si è scritto e detto molto. Proviamo a fare un po' di chiarezza.
Il quadro che emerge dalla lettura della stampa è del tutto confusionario - scrivono -. Un discorso a parte merita il monito della Corte dei Conti. Sino a che ci è dato di sapere il Consiglio Comunale a maggioranza di centrodestra, su proposta della precedente amministrazione, riconobbe, come da prescrizione della Corte dei Conti, tutti i debiti fuori bilancio emersi a seguito di certificazione dei dirigenti di tutte le ripartizioni del Comune. Nel 2013 vi fu un avanzo di + € 3.743.847,62, furono saldati i debiti di 15 anni con Amet (€ 1.884.087,47) ed Amiu (€ 769.869,16).
Dunque - chiedono Sotero e De Toma -, sulla base di quanto leggiamo vi sarebbero altri debiti? Quando sarebbero emersi? E poi vi è una nuova e diversa pronuncia della Corte dei Conti? Sembra che ci siano due diverse sezioni della Corte dei Conti non comunicanti tra di loro. Possibile? I cittadini chiedono estrema chiarezza sui conti pubblici come su ogni altra vicenda che concerne la cosa pubblica.
Ebbene, egregio Sindaco - insistono - voglia cortesemente rispondere pubblicamente a delle domande che in tanti si pongono. Sui debiti: A quanto ammontano con certezza i debiti consolidati (titoli esecutivi quali sentenze di condanna o decreti ingiuntivi) del Comune? Vuol cortesemente rendere pubblico un loro elenco analitico (cominciando dalla situazione iniziale sono ad arrivare alla maturazione della cifra, passaggio per passaggio)? Lei stesso più volte ha ricordato che non avrebbe nascosto la polvere sotto il tappeto. Chi li ha prodotti?
Sui crediti, invece: Noi siamo convinti che un avveduto amministratore è colui che non si limita ad aumentare la tassazione che grava sui cittadini, a tagliare le spese, alcune delle quali su di un settore quale la cultura che a detta di molti è il motore economico della nostra città, bensì si adoperi senza indugio per avviare (proseguire in questo caso poiché già si era cominciato) una seria politica di "recupero crediti" da parte del Comune. Ebbene, poiché lei, signor Sindaco è in carica dal 14 giugno 2015 le sarà molto agevole pubblicare una lettera, un atto, che facciano emergere la chiara volontà di cominciare a recuperare i crediti non riscossi del Comune.
A proposito - concludono -, proprio in tema di migliaia di crediti, di razionalizzazione delle spese che il Comune sostiene, ci permettiamo di dare un consiglio, di fare una proposta. La precedente amministrazione di centrodestra diede incarico agli uffici competenti di preparare uno studio di fattibilità per trasferire tutti gli uffici giudiziari in un unica sede (Palazzo Carcano) evitando così di sostenere spese per gli affitti. In sostanza invece di pagare fitti si potrebbe contrarre un solo mutuo per la ristrutturazione di Palazzo Carcano. In definitiva, riscuotere i fitti attivi e cercare di eliminare i fitti passivi. Restiamo in attesa di risposte precise che non siano un generico scaricare le responsabilità sulle passate gestioni, palliativo che ancora per poco potrà essere sostenuto».
Il quadro che emerge dalla lettura della stampa è del tutto confusionario - scrivono -. Un discorso a parte merita il monito della Corte dei Conti. Sino a che ci è dato di sapere il Consiglio Comunale a maggioranza di centrodestra, su proposta della precedente amministrazione, riconobbe, come da prescrizione della Corte dei Conti, tutti i debiti fuori bilancio emersi a seguito di certificazione dei dirigenti di tutte le ripartizioni del Comune. Nel 2013 vi fu un avanzo di + € 3.743.847,62, furono saldati i debiti di 15 anni con Amet (€ 1.884.087,47) ed Amiu (€ 769.869,16).
Dunque - chiedono Sotero e De Toma -, sulla base di quanto leggiamo vi sarebbero altri debiti? Quando sarebbero emersi? E poi vi è una nuova e diversa pronuncia della Corte dei Conti? Sembra che ci siano due diverse sezioni della Corte dei Conti non comunicanti tra di loro. Possibile? I cittadini chiedono estrema chiarezza sui conti pubblici come su ogni altra vicenda che concerne la cosa pubblica.
Ebbene, egregio Sindaco - insistono - voglia cortesemente rispondere pubblicamente a delle domande che in tanti si pongono. Sui debiti: A quanto ammontano con certezza i debiti consolidati (titoli esecutivi quali sentenze di condanna o decreti ingiuntivi) del Comune? Vuol cortesemente rendere pubblico un loro elenco analitico (cominciando dalla situazione iniziale sono ad arrivare alla maturazione della cifra, passaggio per passaggio)? Lei stesso più volte ha ricordato che non avrebbe nascosto la polvere sotto il tappeto. Chi li ha prodotti?
Sui crediti, invece: Noi siamo convinti che un avveduto amministratore è colui che non si limita ad aumentare la tassazione che grava sui cittadini, a tagliare le spese, alcune delle quali su di un settore quale la cultura che a detta di molti è il motore economico della nostra città, bensì si adoperi senza indugio per avviare (proseguire in questo caso poiché già si era cominciato) una seria politica di "recupero crediti" da parte del Comune. Ebbene, poiché lei, signor Sindaco è in carica dal 14 giugno 2015 le sarà molto agevole pubblicare una lettera, un atto, che facciano emergere la chiara volontà di cominciare a recuperare i crediti non riscossi del Comune.
A proposito - concludono -, proprio in tema di migliaia di crediti, di razionalizzazione delle spese che il Comune sostiene, ci permettiamo di dare un consiglio, di fare una proposta. La precedente amministrazione di centrodestra diede incarico agli uffici competenti di preparare uno studio di fattibilità per trasferire tutti gli uffici giudiziari in un unica sede (Palazzo Carcano) evitando così di sostenere spese per gli affitti. In sostanza invece di pagare fitti si potrebbe contrarre un solo mutuo per la ristrutturazione di Palazzo Carcano. In definitiva, riscuotere i fitti attivi e cercare di eliminare i fitti passivi. Restiamo in attesa di risposte precise che non siano un generico scaricare le responsabilità sulle passate gestioni, palliativo che ancora per poco potrà essere sostenuto».