Bilancio, Tomasicchio: «Si nega l'evidenza. Ci sono almeno 2 milioni in meno»

Il consigliere d'opposizione continua la sua battaglia sui conti comunali

mercoledì 14 ottobre 2015
Continua la battaglia di Emanuele Tomasicchio verso il bilancio approvato un paio di settimane fa dalla maggioranza guidata da Amedeo Bottaro. Il consigliere comunale d'opposizione, in una conferenza stampa convocata ieri in mattinata, ha illustrato le proprie perplessità sulla validità e la correttezza del documento economico approvato: «Il bilancio di una città come Trani non è facile da analizzare, ma di giorno in giorno aumentano le mie perplessità su ciò che è stato dato per buono lo scorso 29 settembre». Tutti i dubbi dell'ex candidato sindaco sono contenuti in una interrogazione presentata nell'ultima settimana a Palazzo di Città.

«Mi aspetto una risposta seria e completa - afferma Tomasicchio -. I dubbi che ho avanzato, anche attraverso un esposto alla Corte dei Conti, non sono di poco conto. Tra i più importanti, segnalo i due milioni di euro di dividendi che Amet non ha versato al Comune negli anni passati e che dovrebbero essere saldati, ora, attraverso la cessione dell'immobile sito in via Montegrappa. Tale somma, quindi, non essendo stata concretamente liquidata, non può essere annoverata tra i residui attivi bensì nel conto patrimonio. L'errata valutazione potrebbe portare le casse comunali ad accumulare nuovi debiti, avendo sovrastimato le proprie disponibilità monetarie. Lunedì, inoltre sono emerse, dallo studio delle carte, altre incongruenze che sto ancora approfondendo».

«Anche il bilancio consuntivo 2014, approvato in extremis dal commissario Iaculli, presenta delle irregolarità - continua il consigliere -. È privo, infatti, nella riconciliazione tra partite creditorie e debitorie, della asseverazione del Collegio dei Revisori dei Conti, che nella propria relazione ha evidenziato come non si potesse accertare l'assenza di ulteriori debiti fuori bilancio, oltre ai tanti già rinvenuti. Tale pronuncia positiva era stata resa indispensabile dal decreto legge 95 del 2012. In questa maniera si invalida tutto ciò fatto finora, oltre al ripercuotersi su quanto si continua a fare per aggiustare gli equilibri economici cittadini».

Tomasicchio, anche nel documento protocollato e indirizzato al presidente del consiglio comunale Fabrizio Ferrante, si chiede, infine, se tutte le perplessità evidenziate possano inficiare la legittimità, la regolarità e la correttezza dell'azione amministrativa e se il governo cittadino intenda adottare misure per scongiurare la produzione di danno erariale. Qualora fossero riscontrate le inesattezze, sarebbe anche necessario prendere provvedimenti nei confronti dei responsabili. Pare, insomma, «che in un anno non sia cambiato nulla nel modo di amministrare».