Cementeria, il Pdl stavolta brucia De Feudis ed il centrosinistra
«Dette un mare di fesserie. E più parlano e più la gente non li vota»
giovedì 13 maggio 2010
«Appena appresa la notizia di aprire uno stabilimento con grandi possibilità occupazionali e di sviluppo a Trani, ecco rispuntare i soliti "gufatori" che con falsità e calunnie cercano di impedire i successi dell'amministrazione Tarantini, senza mai riuscirvi e danneggiando ulteriormente l'immagine già sbiadita del centrosinistra nella Bat. Se ci fosse un oscar per chi le spara più grosse, pur di apparire, in questo caso sarebbe andato al presidente dell'Italia dei Valori della Bat: si, quello che avrebbe voluto fare l'aeroporto per elicotteri a Trani ed avrebbe tolto le piste ciclabile dal lungomare. Forse non ha ancora capito perchè i tranesi non lo hanno votato e probabilmente continueranno a farlo. De Feudis dell'Italia dei Valori, dopo i suoi clamorosi insuccessi elettorali, adesso vomita falsità sul protocollo d'intesa tra Comune e Matarrese sulla costruzione del cementificio.
In modo calunnioso afferma scemenze (tipo: bruceranno i copertoni, o un termovalorizzatore nascosto) e quant'altre fesserie gli vengono in mente nel suo brainstorming quotidiano che ormai lo rende il miglior stratega delle sconfitte cui è deputato il centrosinistra di Trani. Sarà un caso che l'Italia dei Valori cresce dappertutto tranne che a Trani? Se lo chiedessero da quelle parti. A noi non importa. Tanto più che quando auspicavamo l'unanimità in consiglio ci riferivamo al voto al netto dell'Italia dei Valori che in questa legislatura ci ha abituati ad una presenza che dura circa mezz'ora, il tempo di far scattare presenza ed indennità, dopodiché i consiglieri dell'Italia dei Valori spariscono e di loro non vi è traccia se non attraverso qualche strampalato comunicato online. Adesso cominciano ad occuparsi di ecologia, visto che hanno ottenuto un assessore alla Regione in questo ramo, facendolo dimettere da consigliere per far scattare il primo dei non eletti, costando quindi ai pugliesi una indennità in più di circa 22 mila euro al mese. Complimenti: alla faccia della moralizzazione e della lotta agli sprechi. Certo il De Feudis avrebbe voluto a Trani un bel eliporto ed una città senza piste ciclabili (lo spieghi a Nicastro). Si inorridisce di fronte agli investitori che vengono a Trani per creare occasioni di sviluppo e posti di lavoro. Per questo i cittadini di Trani non lo votano e continueranno forse a ritenere non azzeccate le sue uscite, che negli ultimi tempi ci sono sembrate continuamente sballate.
Ci appaiono invece nella norma i commenti dei "signor no" dei Verdi, che abilmente diventano signorsì a Barletta dove voltano la faccia non accorgendosi che si brucia cdr nella cementeria. A Barletta, però, governa il centrosinistra, quindi: mastica, sputa e non guardare. Eppure in linea d'aria la diossina di Barletta arriva a Trani in un batter d'occhio.
Bene, prendiamo atto che l'intero centrosinistra di Trani è contrario all'apertura di una realtà industriale in una zona che non potrebbe avere altra vocazione, che comporterebbe la creazione di più di cento posti di lavoro senza minimamente cozzare con la naturale vocazione di Trani per uno sviluppo turistico e culturale. Infatti la logistica del progetto prevede che l'impianto in via Andria nei pressi della discarica trasporti il materiale direttamente al porto di Barletta senza minimamente passare dalla città, ma attraverso lo svincolo allargato della 16 bis. Noi invece confidiamo nella possibilità che questo ed altri investimenti possano rilanciare la città anche nella sua prospettiva di sviluppo dei settori industriali ed edili.
Ovviamente non esistono economie sostenibili se non si ampliano e diversificanoi settori di investimento. Dal punto di vista ambientale siamo tranquilli, perché le decisioni in merito spetteranno alla Regione Puglia che rilascerà le necessarie autorizzazioni e quindi siamo sicuri che, esse ci saranno, se saranno garantiti impatto ambientale e controllo delle eventuali emissioni. I gufatori di tutti i colori, sempre pronti ad intervenire a sproposito, li lasciamo al giudizio dei cittadini, che sanno sempre capire e giudicare l'azione di un governo».
Pdl Trani
In modo calunnioso afferma scemenze (tipo: bruceranno i copertoni, o un termovalorizzatore nascosto) e quant'altre fesserie gli vengono in mente nel suo brainstorming quotidiano che ormai lo rende il miglior stratega delle sconfitte cui è deputato il centrosinistra di Trani. Sarà un caso che l'Italia dei Valori cresce dappertutto tranne che a Trani? Se lo chiedessero da quelle parti. A noi non importa. Tanto più che quando auspicavamo l'unanimità in consiglio ci riferivamo al voto al netto dell'Italia dei Valori che in questa legislatura ci ha abituati ad una presenza che dura circa mezz'ora, il tempo di far scattare presenza ed indennità, dopodiché i consiglieri dell'Italia dei Valori spariscono e di loro non vi è traccia se non attraverso qualche strampalato comunicato online. Adesso cominciano ad occuparsi di ecologia, visto che hanno ottenuto un assessore alla Regione in questo ramo, facendolo dimettere da consigliere per far scattare il primo dei non eletti, costando quindi ai pugliesi una indennità in più di circa 22 mila euro al mese. Complimenti: alla faccia della moralizzazione e della lotta agli sprechi. Certo il De Feudis avrebbe voluto a Trani un bel eliporto ed una città senza piste ciclabili (lo spieghi a Nicastro). Si inorridisce di fronte agli investitori che vengono a Trani per creare occasioni di sviluppo e posti di lavoro. Per questo i cittadini di Trani non lo votano e continueranno forse a ritenere non azzeccate le sue uscite, che negli ultimi tempi ci sono sembrate continuamente sballate.
Ci appaiono invece nella norma i commenti dei "signor no" dei Verdi, che abilmente diventano signorsì a Barletta dove voltano la faccia non accorgendosi che si brucia cdr nella cementeria. A Barletta, però, governa il centrosinistra, quindi: mastica, sputa e non guardare. Eppure in linea d'aria la diossina di Barletta arriva a Trani in un batter d'occhio.
Bene, prendiamo atto che l'intero centrosinistra di Trani è contrario all'apertura di una realtà industriale in una zona che non potrebbe avere altra vocazione, che comporterebbe la creazione di più di cento posti di lavoro senza minimamente cozzare con la naturale vocazione di Trani per uno sviluppo turistico e culturale. Infatti la logistica del progetto prevede che l'impianto in via Andria nei pressi della discarica trasporti il materiale direttamente al porto di Barletta senza minimamente passare dalla città, ma attraverso lo svincolo allargato della 16 bis. Noi invece confidiamo nella possibilità che questo ed altri investimenti possano rilanciare la città anche nella sua prospettiva di sviluppo dei settori industriali ed edili.
Ovviamente non esistono economie sostenibili se non si ampliano e diversificanoi settori di investimento. Dal punto di vista ambientale siamo tranquilli, perché le decisioni in merito spetteranno alla Regione Puglia che rilascerà le necessarie autorizzazioni e quindi siamo sicuri che, esse ci saranno, se saranno garantiti impatto ambientale e controllo delle eventuali emissioni. I gufatori di tutti i colori, sempre pronti ad intervenire a sproposito, li lasciamo al giudizio dei cittadini, che sanno sempre capire e giudicare l'azione di un governo».
Pdl Trani