Centro di ascolto del Disagio, nuovo direttivo

Luciana Capone nominata presidente, Giovanni Loconte vice

martedì 9 agosto 2016 8.57
Il Circolo Cad di Trani, impegnato nelle sue attività ad alleviare i disagi delle persone, si è riorganizzato facendo tesoro delle esperienze maturate sul territorio soprattutto in questo momento particolare che la nostra collettività sta vivendo. In occasione della riunione tenutasi il 28 luglio l'assemblea degli aderenti al circolo di Trani ha provveduto alla elezione del nuovo Direttivo. Il Delegato Regionale del Cad, Giuseppe Farano, presente alla predetta riunione, nel ringraziare il Presidente Uscente Luigi Cirillo per le attività svolte nell'ultimo biennio e per aver dato la disponibilità a conservare la carica di Presidente provinciale BAT, si congratula per le qualità professionali ed umane dei componenti del nuovo direttivo che risulta così costituito: Luciana Capone presidente, Giovanni Loconte vice. Gabriele Dell'Oglio coordinatore dipartimenti Tecnici, Elvira Mastromauro segretaria organizzativa, Carmen Pignataro vice segretaria organizzativa, Nicola Stella agli sportelli tematici. Tesoriere Angelica D'Ambrosio, Luigi Mastromauro Portavoce ed infine Francesco Casalaspro responsabile Dipartimento Ambiente.

Il Presidente del CAD Provinciale Luigi Cirillo, nel ringraziare tutti gli aderenti per la collaborazione profusa in questo biennio che ha consentito una crescita esponenziale della Associazione anche a livello Provinciale e Regionale, rappresenta sinteticamente gli scopi e le attività del CAD che si sostanziano essenzialmente nel "tutelare, assistere e difendere tutti coloro che sono calpestati nei loro primari diritti civili di uguaglianza, i quali subiscono immediatamente il primo devastante disagio di tali situazioni: la solitudine e l'isolamento".

Intendimento primario è quello di favorire la ripresa sociale ridando ai cittadini la voglia e l'opportunità di continuare ad investire per la crescita della nostra comunità soprattutto per salvaguardare le importantissime categorie di destinatari, cosiddette deboli quali anziani, donne e soprattutto i bambini e i giovanissimi che vivono nel disagio. Il tutto promuovendo "business" sociale, cercando sponsor e possibilità di far finanziare una serie di attività ludiche, formative, culturali, sportive ed agonistiche, puntando alla realizzazione di una rete di professionalità e di rapporti umani migliori e basati sul rispetto delle regole e sull'aiuto di valore degli altri, a partire dai reali bisogni di chi è in difficoltà, per creare sviluppo sociale.