«Chi ritiene inutili le commissioni dia delle soluzioni»
Gettoni di presenza e ruolo del consigliere, le riflessioni di Franco Laurora (Verdi). Dibattito aperto fra colleghi per disciplinare e contenere la spesa
giovedì 30 maggio 2013
15.14
«Non partecipo alla commissione perché è inutile. Nessun risultato è mai approdato in Consiglio comunale, la commissione serve solo a registrare presenze, cosa a cui non tengo». Così Ugo Operamolla, in un'intervista rilasciata al nostro portale, aveva spiegato il motivo della sua scarsa attitudine a presentarsi ai lavori della commissione della quale fa parte, accusa questa lanciata al suo indirizzo da un esponente del gruppo Uniti per Ferrante.
Le commissioni consiliari sono utili o inutili? Servono solo a totalizzare gettoni di presenza? Quale ruolo devono avere allora i consiglieri comunali? Il dibattito è aperto. Ad aprirlo è un rappresentante dell'opposizione, il consigliere comunale dei Verdi, Franco Laurora: «Vorrei intervenire sull'analisi del ruolo del consigliere comunale e in particolare, sull'attività dello stesso nelle commissioni consiliari, per stimolare un dibattito che spero sia proficuo e foriero di nuove e positive novità. Più volte mi sono chiesto quale dovrebbe essere il ruolo del consigliere comunale ed in quali sedi istituzionale egli dovrebbe e potrebbe esternare il suo pensiero e la sua azione elettiva. Parte delle risposte le ho trovate leggendo l'articolo 15 del regolamento comunale. Il secondo comma precisa che le commissioni (costituite da consiglieri di maggioranza e di opposizione) si riuniscono almeno una volta con cadenza settimanale ed esercitano le loro funzioni concorrendo ai compiti di indirizzo. Il successivo comma dispone che le commissioni provvedano, con funzioni consultive e con pareri obbligatori, all'esame preventivo delle proposte di deliberazione di competenza consiliare o da adottarsi dalla giunta. Il quarto comma, invece, chiarisce che le commissione hanno anche il potere di iniziativa per la presentazione di proposte di deliberazioni e mozioni nell'ambito della materie di competenza consiliare. Infine, il comma quinto stabilisce che le commissioni ricevano con funzione cognitiva le deliberazioni della giunta, le ordinanze sindacali e le determinazioni dirigenziali; inoltre, hanno potere di esprimere di propria iniziativa pareri in materia ed argomenti che ritengono di particolare interesse. Dunque, ricordando che l'indennità di presenza non può superare un quarto dell'indennità di funzione percepita dal sindaco, proporrei di cambiare il regolamento nel caso in cui qualcuno dovesse ritenere inutile, dispersiva e dispendiosa per le casse comunali l'attività posta in essere dal consigliere».
Laurora non cita Operamolla, ma il messaggio sembra diretto proprio a lui: «Invito qualche membro eletto a suggerire idee propositive, in primis per meglio disciplinare il ruolo del consigliere comunale, e successivamente, per contribuire al contenimento della spesa pubblica, se gli sprechi nella pubblica amministrazione dovessero essere legati unicamente al gettone di presenza. Questo perché, in veste di consigliere comunale, non mi sono mai sentito inutile, tutt'al più inascoltato».
Le commissioni consiliari sono utili o inutili? Servono solo a totalizzare gettoni di presenza? Quale ruolo devono avere allora i consiglieri comunali? Il dibattito è aperto. Ad aprirlo è un rappresentante dell'opposizione, il consigliere comunale dei Verdi, Franco Laurora: «Vorrei intervenire sull'analisi del ruolo del consigliere comunale e in particolare, sull'attività dello stesso nelle commissioni consiliari, per stimolare un dibattito che spero sia proficuo e foriero di nuove e positive novità. Più volte mi sono chiesto quale dovrebbe essere il ruolo del consigliere comunale ed in quali sedi istituzionale egli dovrebbe e potrebbe esternare il suo pensiero e la sua azione elettiva. Parte delle risposte le ho trovate leggendo l'articolo 15 del regolamento comunale. Il secondo comma precisa che le commissioni (costituite da consiglieri di maggioranza e di opposizione) si riuniscono almeno una volta con cadenza settimanale ed esercitano le loro funzioni concorrendo ai compiti di indirizzo. Il successivo comma dispone che le commissioni provvedano, con funzioni consultive e con pareri obbligatori, all'esame preventivo delle proposte di deliberazione di competenza consiliare o da adottarsi dalla giunta. Il quarto comma, invece, chiarisce che le commissione hanno anche il potere di iniziativa per la presentazione di proposte di deliberazioni e mozioni nell'ambito della materie di competenza consiliare. Infine, il comma quinto stabilisce che le commissioni ricevano con funzione cognitiva le deliberazioni della giunta, le ordinanze sindacali e le determinazioni dirigenziali; inoltre, hanno potere di esprimere di propria iniziativa pareri in materia ed argomenti che ritengono di particolare interesse. Dunque, ricordando che l'indennità di presenza non può superare un quarto dell'indennità di funzione percepita dal sindaco, proporrei di cambiare il regolamento nel caso in cui qualcuno dovesse ritenere inutile, dispersiva e dispendiosa per le casse comunali l'attività posta in essere dal consigliere».
Laurora non cita Operamolla, ma il messaggio sembra diretto proprio a lui: «Invito qualche membro eletto a suggerire idee propositive, in primis per meglio disciplinare il ruolo del consigliere comunale, e successivamente, per contribuire al contenimento della spesa pubblica, se gli sprechi nella pubblica amministrazione dovessero essere legati unicamente al gettone di presenza. Questo perché, in veste di consigliere comunale, non mi sono mai sentito inutile, tutt'al più inascoltato».