Comune, sistema di sicurezza pagato e mai entrato in funzione

Tommaso Laurora: «Perché non parte? Soldi sprecati?». Il consigliere di Upf riapre una vecchia storia iniziata nel 2011

lunedì 19 agosto 2013 19.27
Il 30 dicembre del 2011, il dirigente pro tempore della sesta ripartizione (Antonio Modugno) aggiudicava, a seguito di procedura ad evidenza pubblica, l'appalto per la fornitura e posa in opera di materiale informatico necessari al controllo, monitoraggio, registrazione e sicurezza degli accessi al palazzo di città. Dopo varie vicissitudini e in particolare dopo la sottoscrizione del contratto di appalto, la ditta Seca ha completato a novembre del 2012 i lavori, così come si evince dal verbale di collaudo, consegnando così l'intero sistema al Comune di Trani. I lavori sono stati regolarmente luquidati in due tranche: la prima il 6 dicembre del 2012, la seconda il 4 aprile del 2013.

Come da noi più volte scritto, nonostante i lavori, la problematica della sicurezza del palazzo di città non è stata in alcun modo risolta, anzi si procede a tentoni e con diversi episodi di grande tensione che hanno costretto vigilantes, Polizia di Stato, Polizia locale e Carabinieri all'intervento.

Tommaso Laurora (Upf) in una nota chiede formalmente all'amministrazione perché il sistema non è ancora entrato in funzione. «Perché si continua a fare ricorso ad interventi tampone da parte della Polizia locale e degli organi di Polizia dello Stato? Perché per proteggere, giustamente, la figura del primo cittadino si ricorre addirittura a personale appartenente all'Amiu? Perché questo ulteriore spreco di denaro pubblico non viene utilizzato per far fronte alle esigenze della collettività quali cooperative e servizi sociali? La risposta a tutti questi interrogativi credo sia effettivamente complicata atteso che ben due dirigenti del Comune di Trani, nominati dal sindaco, dopo aver verificato la procedura amministrativa adottata hanno ritenuto opportuno e doveroso liquidare (con denaro pubblico) i lavori affidati , realizzati e collaudati».