Consiglio comunale deserto, per il Pd le dimissioni sono un atto di responsabilità

Il segretario Amoruso interviene a tre giorni di distanza dal Consiglio comunale

domenica 27 luglio 2014 7.46
Strascichi del Consiglio comunale andato deserto venerdì 25 si trascinano fino ad oggi, quando sull'argomento è tornato il segretario del Partito Democratico Nicola Amoruso: «Come da copione - dice Amoruso - il Consiglio Comunale del 25 luglio, riunito in prima convocazione, è saltato. Infatti, voci certe davano per scontato che ci sarebbe stato un rinvio alla seconda convocazione, opportunamente spostata al 31 luglio, ufficialmente per far decorrere il termine dei 20 giorni dalla notifica del Parere del Collegio dei Revisori dei Conti, ma più realisticamente, riteniamo, perché la fibrillazione della maggioranza era molto alta, e mancavano i numeri per assicurare l'approvazione delle Delibere sui Bilanci.

Quello che non era certo - continua il segretario del Pd - è se in prima convocazione si sarebbero riusciti a svolgere almeno i preliminari. Vi erano due schieramenti. Da una parte la maggioranza, ormai allo sbando che voleva aprire necessariamente la seduta, dall'altra un'opposizione, inedita e allargata, decisa come non mai a dimostrare che la maggioranza non era in grado di garantire l'inizio della stessa. Così è stato, uno smacco politico, con evidente difficoltà del Sindaco a governare, anche dopo un periodo convulso che ha visto lo stesso e le forze di maggioranza cercare un accordo, anche attraverso l'azzeramento della Giunta e la sua ricomposizione. Nonostante il confronto/scontro tra Sindaco e consiglieri di maggioranza per le cosiddette "visibilità" , che si è protratta per mesi, essi non sono riusciti a trovare un accordo per governare seriamente questa Città.

Le prospettive "incerte" - conclude Amoruso -, come dichiarato dallo stesso Sindaco, ci spingono ad una considerazione politica sulla opportunità di proseguire l'attuale attività politica-amministrativa. Infatti, è cambiata la maggioranza e durante questa fase di "contrattazione" l'azione di governo si è fermata. Sindaco, dopo due anni di governo la città è stanca di aspettare e di fronte ad una situazione di "incertezza" e di completo stallo, è sicuramente più responsabile dimettersi e lasciare la parola ai cittadini. Non si tratterebbe dell'abbandono di una nave ma piuttosto di un atto di responsabilità verso una Città che ha bisogno di un governo stabile e duraturo».