Darsena, punto di partenza per il rilancio economico di Trani

Le impressioni dell'assessore Todisco ad un mese del suo mandato politico

lunedì 18 agosto 2014 11.08
A cura di Alessandra Vacca
La Darsena come punto di partenza per il rilancio economico della città di Trani. A sostenerlo è l'assessore alle attività produttive e portuali, Vincenzo Todisco, in un'intervista che lo ha visto protagonista. Il neo assessore, ad mese e mezzo dal suo insediamento, ha raccontato le sue impressioni circa le deleghe che gli sono state assegnate, elencando i punti salienti del suo programma, su cui intende intervenire nell'immediato.

Quali sono le sue impressioni a distanza di circa un mese e mezzo dal suo insediamento al Comune?
«L'impressione di essere assessore e aver ricevuto determinate deleghe. L'assessore è chi si mette a disposizione della cittadinanza per raccogliere e risolvere ove possibile e i problemi e accontentare le esigenze della città. Il primo passo di chi si deve occupare della cosa pubblica è capire quali sono le priorità su cui intervenire e distinguerle dal superfluo. In questa primissima fase ho dovuto capire come ci si muove all'interno della macchina comunale e capire i passaggi per raggiungere gli obiettivi, per non rischiare che le idee rimanessero tali».

I punti salienti del suo programma su cui sta già lavorando in questi giorni?
«In particolar modo, dall'inizio del mio mandato ad oggi mi sono occupato principalmente della Darsena e delle attività portuali. Ho constatato mio malgrado che quella zona versa in uno stato di lento deterioramento. Trovo tuttavia la Darsena un punto cruciale da cui la nostra città può partire per assumere a tutti gli effetti il titolo di città turistica. Ovviamente ci sono situazioni in cui si può intervenire nell'immediato ed altre in cui occorre fare progetti a più lungo termine. Da me sono stati effettuati già dei piccoli interventi anche se devo ammettere mi sono scontrato con parecchi ostacoli burocratici, i quali hanno impedito la risoluzione immediata di alcune problematiche. Un primo intervento è stata la creazione sul porto di una zona a traffico limitato controllata da telecamere poste ai varchi: pilomat e transenne, come si è riscontrato in passato, non hanno funzionato. Il mio sogno è vedere la Darsena rifiorire in una maniera molto più bella di quella per cui è stata costituita, ovviamente il tutto nei limiti di temporaneità del mio mandato. Per quanto, invece, riguarda le attività produttive mi sono scontrato con delle situazioni abbastanza diffuse sul nostro territorio basate sulla non regolamentazione. Ci sono una serie di problemi fin troppo radicati, difficili da estirpare: le bancarelle abusive sul porto ne sono un esempio lampante».

Qual'è la difficoltà che lei ha riscontrato tra il dire e il fare?
«Come accennato prima, lo scontrarsi con la burocrazia: nel mio caso, prima di poter prendere provvedimenti su qualsiasi cosa, devo consultarmi con l'assessore al demanio, le autorità portuali ecc. Tutto ciò rallenta di molto l'attività. Entrare in contatto con la cosa pubblica con la mentalità da privato è davvero difficile».