Detenuto evade dalla semilibertà: riacciuffato dopo poche ore
Il 34enne era impiegato nelle pulizie del cimitero di Trani
domenica 15 giugno 2014
10.48
Un detenuto ammesso alla semilibertà non ha fatto rientro martedì nelle carceri di Trani, dove era ristretto. L'eccellente attività info-investigativa posta in essere dalla Polizia Penitenziaria ha permesso la sua cattura il giorno dopo, l'11 giugno, giorno coincidente con il suo 34° compleanno. Ne da notizia il sindacato autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, «soddisfazione per la cattura e apprezzamento agli Agenti di Polizia Penitenziaria che hanno effettuato indagini, pedinamenti e arresto».
Il detenuto (in espiazione definitiva con fine pena 27 agosto 2015) era impiegato nelle pulizie del cimitero di Trani ed aveva la moglie in ospedale. «I nostri poliziotti – spiega il segretario del Sappe Donato Capece - sono stati bravi a mettersi immediatamente sulle sue tracce e quindi riacciuffarlo».
«Ma questo è un evento che purtroppo si può verificare, anche se la percentuale dei detenuti ammessi a fruire di semilibertà o permessi all'esterno che non fa poi rientro è minima. È del tutto evidente che un detenuto ammesso a fruire di semilibertà che non rientra in carcere allunga ovviamente la sua permanenza nelle patrie galere. Ma la semilibertà è utile (e la stragrande maggioranza di chi ne fruisce ha un comportamento ineccepibile) proprio per creare le condizioni di un percorso trattamentale e rieducativo finalizzato a intessere rapporti con la famiglia. Anche scontare la pena fuori dal carcere, per coloro che hanno commesso reati di minore gravità, ha una fondamentale funzione anche sociale. Come, ad esempio, il lavoro di pubblica utilità per i soggetti sorpresi alla guida in stato di ebbrezza, che consistente in una prestazione di lavoro non retribuita a favore della collettività da svolgere in via prioritaria nel campo della sicurezza e dell'educazione stradale: sono complessivamente circa 5mila persone».
Il detenuto (in espiazione definitiva con fine pena 27 agosto 2015) era impiegato nelle pulizie del cimitero di Trani ed aveva la moglie in ospedale. «I nostri poliziotti – spiega il segretario del Sappe Donato Capece - sono stati bravi a mettersi immediatamente sulle sue tracce e quindi riacciuffarlo».
«Ma questo è un evento che purtroppo si può verificare, anche se la percentuale dei detenuti ammessi a fruire di semilibertà o permessi all'esterno che non fa poi rientro è minima. È del tutto evidente che un detenuto ammesso a fruire di semilibertà che non rientra in carcere allunga ovviamente la sua permanenza nelle patrie galere. Ma la semilibertà è utile (e la stragrande maggioranza di chi ne fruisce ha un comportamento ineccepibile) proprio per creare le condizioni di un percorso trattamentale e rieducativo finalizzato a intessere rapporti con la famiglia. Anche scontare la pena fuori dal carcere, per coloro che hanno commesso reati di minore gravità, ha una fondamentale funzione anche sociale. Come, ad esempio, il lavoro di pubblica utilità per i soggetti sorpresi alla guida in stato di ebbrezza, che consistente in una prestazione di lavoro non retribuita a favore della collettività da svolgere in via prioritaria nel campo della sicurezza e dell'educazione stradale: sono complessivamente circa 5mila persone».