Di Leo: «Cosa è stato programmato per Giardino Telesio e per Villa Bini?»

Il consigliere della Lega interroga l'Amministrazione

venerdì 4 giugno 2021 13.47
Sulla questione della assenza di programmazione in ambito culturale della amministrazione di centro sinistra, a quanto pare il problema è stato risolto come sempre: un bel comunicato sulle testate giornalistiche in stile "farò - faremo", pieno di belle parole copia-incolla.

La verità è che la Cultura, quella vera, è basata sulle piccole ma grandi cose, sulle iniziative che portano i cittadini da un lato a comprendere l'importanza del nostro patrimonio cittadino, e quindi a rispettarlo, e dall'altro a guardare al futuro nella consapevolezza e nella determinazione di una acquisita visione dello sviluppo della città.

Ora mi chiedo, come si fa a parlare di Cultura, di spettacoli, di arte e di artisti, in una citta' che non valorizza nemmeno i propri monumenti, a partire da quelli più vicini alla gente, i parchi pubblici? Cosa è stato programmato per Giardino Telesio e per Villa Bini?

A gennaio 2019 venne annunciato in pompa magna un finanziamento regionale di 180.000 euro per il Giardino Telesio, che se è stato utilizzato, francamente non ha lasciato alcun ricordo e non ha valorizzato nulla. Eppure sono entrambi giardini pubblici tutelati ai sensi del Codice dei Beni Culturali, il quale li considera "monumenti viventi", in quanto rivestono "interesse culturale".
Penso in particolare a Villa Bini, e se l'amministrazione in tutti questi lunghi e anonimi anni abbia o meno operato una gestione del sito che induce il cittadino al rispetto dei luoghi, alla sua conservazione e valorizzazione.

La risposta è negativa. La percezione che si ha frequentando il parco è di uno stato di abbandono, della mancanza di tutela e di sicurezza. Ma come si fa, in tanti anni di sinistro-governo a non essere capaci di completare la recinzione con ingressi su via Benedetto Croce, fronte opposto alla recinzione su via Imbriani, in modo da identificare visivamente uno spazio protetto, uno spazio tutelato e sicuro? Quel parco è un'altra occasione persa.

Il parco storico non è semplicemente un'area da tenere chiusa o da destinare a ricreazione ed uso pubblico incontrollato e indiscriminato, gestito con personale privo di competenze specifiche.
Cultura vuol dire valorizzare il bene storico, arricchire la sensibilità cittadina affinché ne comprenda l'importanza.

In termini più che espliciti, passare dalla sciatteria all'eccellenza. Cari amministratori e amministratrici, rimboccatevi le maniche, e ogni tanto toglietevi il rampante doppiopetto e i tacchi a spillo, pensate meno alla iniziativa dei privati nella cosa pubblica, e agite da padri e madri di famiglia.

Mi piacerebbe molto se uscisse il comunicato in stile "farò - faremo", con il quale finalmente venga annunciata almeno la realizzazione della recinzione a chiusura e tutela del parco Villa Bini.
L'annuncio ha questo effetto: alimenta una speranza. Poi il tempo passa e il popolo dimentica.

Invece in questo caso, dopo l'annuncio, la recinzione fatela. Fatela con risorse di bilancio comunale, oppure fatela fare a scomputo degli oneri dai lottizzanti che stanno edificando i loro palazzi, ma fatela!

- Gianni Di Leo, Lega Salvini Premier