«Difendere gli anziani non autosufficienti»: per Auser Trani non basta il solo assegno di cura

Per l'associazione occorre regolamentare la figura dei giovani assistenti

sabato 18 luglio 2020 6.23
«La maggior parte degli anziani è autosufficiente, ma il 20% degli ultra 65enni non lo è. Per questo riteniamo che bisogna rimettere al centro la persona e la sua famiglia, non limitandosi soltanto alla singola prestazione di cura. È necessario un percorso per rafforzare ancora di più la rete della protezione sociale». A dirlo è l'Auser Trani che, tramite il suo responsabile alla cultura, Vincenzo Topputo, punta i fari su quanto bisogna ancora fare nell'ottica della non autosufficienza.

«Riteniamo che negli ultimi anni la regione Puglia abbia fatto passi da gigante nelle politiche del welfare e della cura della persona, ma questo, a nostro avviso, è solo un primo passo per una politica che rispetti gli anziani, i loro bisogni e le loro fragilità. Insieme a Spi, Fnp e Uil Puglia, riteniamo necessario rimodernare il welfare locale, senza sprecare le risorse disponibili e rendendo quanto più omogenea possibile la copertura dei servizi. Perché tutti gli anziani devono essere uguali di fronte alla salute e al benessere.

Per tale motivo - continuano dall'Auser di Trani - riteniamo necessario il supporto, psicologico ed economico, alle famiglie per cui spesso diventa inconciliabile l'aiuto ai propri parenti con gli orari lavorativi. Inoltre, crediamo che, soprattutto per gli anziani affetti da gravissime disabilità, l'assegno di cura si debba integrare con una solida rete di servizi di assistenza. Pertanto, la regione Puglia potrebbe regolamentare la figura dei giovani assistenti, nipoti o figli giovani che si prendono cura dei nonni, genitori o familiari.

In questo modo gli anziani non autosufficienti potranno far riferimento ad una normativa chiara e che sia dalla loro parte».