Dimissioni ritirate, Amoruso rimane segretario del Pd
Tra le condizioni la richiesta al sindaco di "rivedere" gli assessori di riferimento
venerdì 21 ottobre 2016
9.13
Alla fine ha ritirato le dimissioni. Nicola Amoruso, salvo altre sorprese, rimane segretario cittadino del Partito Democratico. Lo ha fatto ieri sera, dopo aver letto una (altra) lunga lettere per spiegare, sostanzialmente, a quali condizioni intende rimane a capo del partito a Trani.
La prima riguarda una richiesta di verifica di maggioranza al sindaco Amedeo Bottaro, con cui ultimamente i rapporti non sarebbero stati idilliaci. A far traboccare il vaso, è stata la decisione di alcuni consiglieri Pd di non votare alle elezioni provinciali che hanno coronato il primo cittadino tranese consigliere e vicepresidente della Bat. Le dimissioni di Amoruso, poi, sono rientrate a patto di far rispettare regole ferree all'interno del partito.
In altre parole, i consiglieri che non seguiranno le linee indicate dal Pd cittadino durante le riunioni che precedono le sedute di Consiglio comunale, verranno cacciati dal partito stesso. Infine, gli assessori: non devono essere indicati dal singolo consigliere ma dal partito. Da qui la richiesta di "rivedere" la giunta e la possibilità che gli attuali esponenti nell'esecutivo (nell'icona Amoruso è che con l'assessora pd Deborah Ciliento) saltino. Non subito però, dopo il congresso del partito.
Un certo peso sulla decisione avrebbe avuto anche la considerazione che, tra un mese e mezzo, si voterà per il referendum costituzionale e non sarebbe stato opportuno per il partito del premier Renzi rimane senza segretario cittadino.
La prima riguarda una richiesta di verifica di maggioranza al sindaco Amedeo Bottaro, con cui ultimamente i rapporti non sarebbero stati idilliaci. A far traboccare il vaso, è stata la decisione di alcuni consiglieri Pd di non votare alle elezioni provinciali che hanno coronato il primo cittadino tranese consigliere e vicepresidente della Bat. Le dimissioni di Amoruso, poi, sono rientrate a patto di far rispettare regole ferree all'interno del partito.
In altre parole, i consiglieri che non seguiranno le linee indicate dal Pd cittadino durante le riunioni che precedono le sedute di Consiglio comunale, verranno cacciati dal partito stesso. Infine, gli assessori: non devono essere indicati dal singolo consigliere ma dal partito. Da qui la richiesta di "rivedere" la giunta e la possibilità che gli attuali esponenti nell'esecutivo (nell'icona Amoruso è che con l'assessora pd Deborah Ciliento) saltino. Non subito però, dopo il congresso del partito.
Un certo peso sulla decisione avrebbe avuto anche la considerazione che, tra un mese e mezzo, si voterà per il referendum costituzionale e non sarebbe stato opportuno per il partito del premier Renzi rimane senza segretario cittadino.