Editoriale | Mentre Trani attende la Giunta Comunale, la vera sfida di Marco Galiano sarà di prossimità ed è già scritta: la Giunta di Quartiere
Mentre la città aspetta gli incastri della squadra di governo, la pazienza pedagogica del Sindaco traccia la rotta per una democrazia vicina ai cittadini
sabato 4 luglio 2026
8.14
Trani vive oggi una vigilia sospesa. In un panorama in cui gli altri comuni pugliesi andati al voto nella scorsa tornata di giugno hanno già avviato i motori delle rispettive macchine amministrative, la Città si trova ancora ai blocchi di partenza. Il motivo è noto: la complessa e talvolta estenuante ricerca di equilibri politici interni alla coalizione di centrosinistra, dinamiche che troppo spesso tendono a pesare la quantità dei consensi personali espressi nelle urne piuttosto che la qualità delle competenze da mettere al servizio dei cittadini.
In questo scenario di attesa, tuttavia, si specchia la cifra più autentica del neo-sindaco Marco Galiano e laddove molti vedrebbero uno stallo preoccupante o un tempo perso nei labirinti della politica locale, l'azione di Galiano rivela una profonda natura pedagogica: da uomo di scuola, abituato ai tempi lunghi e strutturati dell'educazione e della formazione, il Sindaco dimostra di avere pazienza da vendere, non ha fretta di forzare la mano, non intende accelerare i tempi fisiologici del confronto tra i partiti. Lascia che le forze politiche scorrano e trovino in autonomia la propria sintesi, forte di una certezza istituzionale granitica che ha voluto ribadire con chiarezza: "Sulla Giunta l'ultima parola spetta al Sindaco", così come l'elezione del Presidente del Consiglio "rimarrà una prerogativa sovrana del Consiglio Comunale stesso."
Questo tempo di attesa si configura quindi come un tempo guadagnato, un investimento necessario per dare a Trani una squadra di governo che non sia il frutto di un frettoloso "manuale Cencelli", ma un esecutivo stabile, solido e di comprovata competenza, una necessità imperativa, se si guarda alla mole di dossier scottanti ereditati dall'amministrazione Bottaro: dalla gestione complessa delle opere pubbliche – dove la Stazione Appaltante dovrà assumere un ruolo guida per sbloccare i cantieri – alla sicurezza del verde urbano, fino al rilancio manageriale delle partecipate AMET e AMIU e al consolidamento di un turismo destagionalizzato e di qualità, perfettamente in linea con il prestigioso riconoscimento di Trani "Città Slow". Ed è proprio all'interno di questa visione di rigore amministrativo che brilla l'idea più innovativa lanciata da Galiano nella sua recente intervista: l'attivazione, subito dopo l'insediamento dell'esecutivo, delle "Giunte di Quartiere".
Questa intuizione non nasce a tavolino, ma si è profondamente sedimentata in Marco Galiano durante la campagna elettorale, settimana dopo settimana, il candidato ha mappato palmo a palmo l'intera città con la sua presenza fisica, ha tracciato la strada ha unito i punti, scegliendo deliberatamente di incontrare i cittadini nei loro stessi quartieri, ascoltandoli sui marciapiedi squassati dalle radici e nelle piazze di periferia. Da quel viaggio umano e politico attraverso Trani, Galiano si è portato a casa una certezza assoluta: la necessità vitale e non più rimandabile di creare un filo diretto, stabile e istituzionale, tra il cittadino e l'amministrazione centrale.
Questi organismi di decentramento e partecipazione, che già in alcuni casi a Trani esistono, non rappresenteranno dunque un appesantimento burocratico, ma la risposta più pragmatica ed efficace per ricostruire quel contatto quotidiano, drammaticamente logorato da un astensionismo che ha visto quasi la metà dei tranesi rinunciare al diritto di voto. Guardando a modelli già consolidati in Puglia – come i Municipi di Bari o i regolamenti sui Comitati di Quartiere attuati a Lecce – Trani si appresta a sperimentare una formula snella di cittadinanza attiva.
Ogni singola giunta di quartiere diventerà un'antenna del territorio, capace di intercettare le micro-emergenze locali – dal decoro alla gestione partecipata dei playground come quello di Piazzetta Peter Pan, fino al delicato nodo dei parcheggi e dell'housing sociale nel quartiere Sant'Angelo. Saranno lo strumento per trasformare la partecipazione in "protagonismo", spingendo i cittadini a prendersi cura del proprio spazio urbano come un bene comune irrinunciabile.
Trani, dunque, non è ferma. Sta solo calibrando il tiro. La pazienza dell'educatore Galiano sta ponendo le basi per una transizione ordinata: prima una giunta di più alto profilo possibile per governare le emergenze strutturali, poi l'attivazione della giunta di quartiere per ridare voce e fiducia a chi si è allontanato dalla politica. La sfida è lanciata e se così sarà, il tempo probabilmente darà ragione a chi ha scelto il rigore della competenza alla fretta del consenso.
In questo scenario di attesa, tuttavia, si specchia la cifra più autentica del neo-sindaco Marco Galiano e laddove molti vedrebbero uno stallo preoccupante o un tempo perso nei labirinti della politica locale, l'azione di Galiano rivela una profonda natura pedagogica: da uomo di scuola, abituato ai tempi lunghi e strutturati dell'educazione e della formazione, il Sindaco dimostra di avere pazienza da vendere, non ha fretta di forzare la mano, non intende accelerare i tempi fisiologici del confronto tra i partiti. Lascia che le forze politiche scorrano e trovino in autonomia la propria sintesi, forte di una certezza istituzionale granitica che ha voluto ribadire con chiarezza: "Sulla Giunta l'ultima parola spetta al Sindaco", così come l'elezione del Presidente del Consiglio "rimarrà una prerogativa sovrana del Consiglio Comunale stesso."
Questo tempo di attesa si configura quindi come un tempo guadagnato, un investimento necessario per dare a Trani una squadra di governo che non sia il frutto di un frettoloso "manuale Cencelli", ma un esecutivo stabile, solido e di comprovata competenza, una necessità imperativa, se si guarda alla mole di dossier scottanti ereditati dall'amministrazione Bottaro: dalla gestione complessa delle opere pubbliche – dove la Stazione Appaltante dovrà assumere un ruolo guida per sbloccare i cantieri – alla sicurezza del verde urbano, fino al rilancio manageriale delle partecipate AMET e AMIU e al consolidamento di un turismo destagionalizzato e di qualità, perfettamente in linea con il prestigioso riconoscimento di Trani "Città Slow". Ed è proprio all'interno di questa visione di rigore amministrativo che brilla l'idea più innovativa lanciata da Galiano nella sua recente intervista: l'attivazione, subito dopo l'insediamento dell'esecutivo, delle "Giunte di Quartiere".
Questa intuizione non nasce a tavolino, ma si è profondamente sedimentata in Marco Galiano durante la campagna elettorale, settimana dopo settimana, il candidato ha mappato palmo a palmo l'intera città con la sua presenza fisica, ha tracciato la strada ha unito i punti, scegliendo deliberatamente di incontrare i cittadini nei loro stessi quartieri, ascoltandoli sui marciapiedi squassati dalle radici e nelle piazze di periferia. Da quel viaggio umano e politico attraverso Trani, Galiano si è portato a casa una certezza assoluta: la necessità vitale e non più rimandabile di creare un filo diretto, stabile e istituzionale, tra il cittadino e l'amministrazione centrale.
Questi organismi di decentramento e partecipazione, che già in alcuni casi a Trani esistono, non rappresenteranno dunque un appesantimento burocratico, ma la risposta più pragmatica ed efficace per ricostruire quel contatto quotidiano, drammaticamente logorato da un astensionismo che ha visto quasi la metà dei tranesi rinunciare al diritto di voto. Guardando a modelli già consolidati in Puglia – come i Municipi di Bari o i regolamenti sui Comitati di Quartiere attuati a Lecce – Trani si appresta a sperimentare una formula snella di cittadinanza attiva.
Ogni singola giunta di quartiere diventerà un'antenna del territorio, capace di intercettare le micro-emergenze locali – dal decoro alla gestione partecipata dei playground come quello di Piazzetta Peter Pan, fino al delicato nodo dei parcheggi e dell'housing sociale nel quartiere Sant'Angelo. Saranno lo strumento per trasformare la partecipazione in "protagonismo", spingendo i cittadini a prendersi cura del proprio spazio urbano come un bene comune irrinunciabile.
Trani, dunque, non è ferma. Sta solo calibrando il tiro. La pazienza dell'educatore Galiano sta ponendo le basi per una transizione ordinata: prima una giunta di più alto profilo possibile per governare le emergenze strutturali, poi l'attivazione della giunta di quartiere per ridare voce e fiducia a chi si è allontanato dalla politica. La sfida è lanciata e se così sarà, il tempo probabilmente darà ragione a chi ha scelto il rigore della competenza alla fretta del consenso.