Elezioni Trani 2026: quando il fango social cancella la dignità della politica
No alla gogna mediatica che calpesta la dignità personale prima di quella politica
domenica 31 maggio 2026
22.17
Il caso esploso attorno ad Angela Mercorio e al movimento civico RispettiAmo Trani è solo l'ultimo, deprimente capitolo di quella che si attesta, senza mezzi termini, come la campagna elettorale più brutta e violenta della storia recente della nostra città. La politica è fatta di scelte, di strategie, di accordi. Si può essere d'accordo o si può dissentire ferocemente, ed è questo il bello della democrazia. Ma quello che sta accadendo a Trani nelle ultime ore, a ridosso del ballottaggio del 7-8 giugno, non ha nulla a che fare con la democrazia. Ha a che fare con la barbarie.
Il fatto politico: la scelta del Patto Federativo
Dopo il primo turno del 24 e 25 maggio, Angela Mercorio ha scelto di non far morire il proprio progetto civico, siglando un patto federativo con Puglia Popolare, il movimento guidato a livello regionale da Carlo Laurora e a Trani dal capogruppo Donata Di Meo. Una sinergia strategica nata – come si legge nel comunicato ufficiale – per "aumentare il peso dell'area moderata" e dare stabilità agli equilibri politici locali in vista del ballottaggio. Una decisione legittima, ponderata e rivendicata con forza dalla stessa Mercorio sulla sua pagina Facebook:
"Non siamo la ruota di nessuno e non abbiamo scelto di stare all'ombra di qualcuno. Questa scelta non nasce da logiche di poltrone o da interessi personali. La nostra identità resta intatta, cambia solo lo spazio attraverso cui faremo sentire la nostra voce. I progetti autentici non si abbandonano: si fanno crescere." Un posizionamento chiaro, trasparente, basato su un'onestà intellettuale che la candidata ha promesso di mantenere intatta, continuando a contestare ciò che non andrà bene, da qualunque parte provenga.
La gogna mediatica: la democrazia calpestata dai "leoni da tastiera"
La pubblicazione della notizia ha scatenato sui social un'autentica tempesta di fango. Accanto a critiche politiche legittime e civili, si è riversata una quantità intollerabile di insulti, attacchi personali e commenti intrisi d'odio rivolti direttamente alla persona di Angela Mercorio: non è giornalismo restare a guardare. Lo affermo con assoluta fermezza: tutto questo non va bene. Esprimere il proprio dissenso è un diritto; insultare, aggredire e tentare di distruggere la reputazione di una donna e di una professionista è un comportamento vile dal quale prendiamo totalmente le distanze. I contenuti degli haters e i profili falsi che infestano la rete sono già stati tracciati e cancellati, e restano a disposizione per eventuali azioni legali a tutela dell'immagine della candidata. Il problema, purtroppo, non è isolato.
Questa tornata amministrativa del 2026 ha visto un sistematico ricorso alla gogna mediatica, un tiro al bersaglio che non ha risparmiato nessuno schieramento:
La politica deve tornare a essere lo scontro, anche durissimo, delle idee, delle visioni e dei programmi. Non può e non deve essere la distruzione sistematica dell'avversario. Faccio un richiamo forte, deciso e disperato a un valore che Trani sta drammaticamente smarrendo: l'umanità dei rapporti e il rispetto profondo della persona. Prima dei voti, prima delle poltrone e prima dei Like su Facebook, viene la dignità umana. Torniamo a essere una comunità di persone capaci di confrontarsi, e smettiamo di essere un branco digitale pronto al linciaggio. Solidarietà ad Angela Mercorio e a chiunque scelga di fare politica con la testa alta, rifiutandosi di farsi piegare dall'odio.
Il fatto politico: la scelta del Patto Federativo
Dopo il primo turno del 24 e 25 maggio, Angela Mercorio ha scelto di non far morire il proprio progetto civico, siglando un patto federativo con Puglia Popolare, il movimento guidato a livello regionale da Carlo Laurora e a Trani dal capogruppo Donata Di Meo. Una sinergia strategica nata – come si legge nel comunicato ufficiale – per "aumentare il peso dell'area moderata" e dare stabilità agli equilibri politici locali in vista del ballottaggio. Una decisione legittima, ponderata e rivendicata con forza dalla stessa Mercorio sulla sua pagina Facebook:
"Non siamo la ruota di nessuno e non abbiamo scelto di stare all'ombra di qualcuno. Questa scelta non nasce da logiche di poltrone o da interessi personali. La nostra identità resta intatta, cambia solo lo spazio attraverso cui faremo sentire la nostra voce. I progetti autentici non si abbandonano: si fanno crescere." Un posizionamento chiaro, trasparente, basato su un'onestà intellettuale che la candidata ha promesso di mantenere intatta, continuando a contestare ciò che non andrà bene, da qualunque parte provenga.
La gogna mediatica: la democrazia calpestata dai "leoni da tastiera"
La pubblicazione della notizia ha scatenato sui social un'autentica tempesta di fango. Accanto a critiche politiche legittime e civili, si è riversata una quantità intollerabile di insulti, attacchi personali e commenti intrisi d'odio rivolti direttamente alla persona di Angela Mercorio: non è giornalismo restare a guardare. Lo affermo con assoluta fermezza: tutto questo non va bene. Esprimere il proprio dissenso è un diritto; insultare, aggredire e tentare di distruggere la reputazione di una donna e di una professionista è un comportamento vile dal quale prendiamo totalmente le distanze. I contenuti degli haters e i profili falsi che infestano la rete sono già stati tracciati e cancellati, e restano a disposizione per eventuali azioni legali a tutela dell'immagine della candidata. Il problema, purtroppo, non è isolato.
Questa tornata amministrativa del 2026 ha visto un sistematico ricorso alla gogna mediatica, un tiro al bersaglio che non ha risparmiato nessuno schieramento:
- Giacomo Marinaro, è stato travolto da illazioni e attacchi per un presunto apparentamento poi mai formalizzato;
- Angelo Guarriello, è stato preso di mira dai commenti web persino nel momento di massima vulnerabilità fisica, dopo un malore che gli ha impedito di tenere il comizio finale;
- Ninni De Feudis ed Alessandro Moscatelli, sono stati attaccati pesantemente nel momento in cui hanno scelto liberamente di ritirare la propria candidatura;
- Marco Galiano, è stato bersagliato da insulti personali volti a screditarne l'adeguatezza al ruolo di Primo Cittadino fin dall'inizio del percorso;
- Vito Branà è stato messo in croce sui social per la scelta sua e del Movimento 5 Stelle di correre in solitaria.
La politica deve tornare a essere lo scontro, anche durissimo, delle idee, delle visioni e dei programmi. Non può e non deve essere la distruzione sistematica dell'avversario. Faccio un richiamo forte, deciso e disperato a un valore che Trani sta drammaticamente smarrendo: l'umanità dei rapporti e il rispetto profondo della persona. Prima dei voti, prima delle poltrone e prima dei Like su Facebook, viene la dignità umana. Torniamo a essere una comunità di persone capaci di confrontarsi, e smettiamo di essere un branco digitale pronto al linciaggio. Solidarietà ad Angela Mercorio e a chiunque scelga di fare politica con la testa alta, rifiutandosi di farsi piegare dall'odio.