Emergenza rifiuti, Consiglio comunale straordinario il 5 luglio
Dopo l’ennesima ordinanza, Trani va all’attacco: Basta immondizia. Fondamentale l’approvazione dello schema di convenzione con l’Ato per rimodulare le tariffe
martedì 2 luglio 2013
14.44
Emergenza rifiuti, Trani passa al contrattacco e su più fronti. E' stato convocato per venerdì 5 luglio (ore 10.30) un Consiglio comunale straordinario e dedicato ai problemi ambientali. All'ordine del giorno due punti: l'approvazione dello schema di convenzione con l'Autorità di bacino e l'approvazione dell'atto di indirizzo – di cui abbiamo già parlato – col quale si esprimerà parere negativo all'utilizzo della discarica di Trani per ulteriori emergenze in materia di rifiuti notificate dalla Regione.
Intanto da Bari, stamattina è giunta la notizia della proroga di altri 6 mesi dell'ordinanza per il conferimento a Trani dei rifiuti dei Comuni che fanno parte dei bacini del sud est barese, causa l'inagibilità della discarica di Giovinazzo. Trani con quell'atto di indirizzo arriva tardi al traguardo? Per l'assessore all'ambiente, Giuseppe De Simone, no: «Potevamo arrivare un po' prima in Consiglio – dice – visto che gli atti erano pronti dal 27 giugno ma ciò non toglie che il provvedimento che si andrà ad approvare in aula avrà importanti ripercussioni politiche. La Regione dovrà spiegarci dove sta l'emergenza visto che sta facendo scaricare a Trani rifiuti extra da oltre un anno: questa non è emergenza al paese mio».
Non meno importante sarà l'approvazione dello schema di convenzione con l'Autorità di bacino del nostro ambito, dalla quale dipende ogni decisione circa la rideterminazione della tariffa di conferimento dei rifiuti a Trani. In questi giorni, il management dell'azienda ha dovuto trattare con i gestori dei rifiuti dei bacini del sud est barese (Amiu Bari e Daneco) per spuntare delle tariffe migliori rispetto alla miseria che si pagava fino allo scorso anno e che avrebbe prodotto perdite in Amiu per oltre 1 milione di euro. In base agli accordi presi, Amiu accoglierà i rifiuti guadagnando complessivamente dai due gestori quasi 20 euro in più a tonnellata: Daneco verserà 38 euro a tonnellata anziché 25, Amiu Bari 42 euro anziché 38. Michele Zecchillo, al tavolo della trattativa, era andato oltre, chiedendo non meno di 45 euro. Servirà ora il sostegno della nostra Autorità di bacino per rimodulare la tariffa in cifre confacenti. Prima però, occorre approvare la convenzione in Consiglio comunale.
Intanto da Bari, stamattina è giunta la notizia della proroga di altri 6 mesi dell'ordinanza per il conferimento a Trani dei rifiuti dei Comuni che fanno parte dei bacini del sud est barese, causa l'inagibilità della discarica di Giovinazzo. Trani con quell'atto di indirizzo arriva tardi al traguardo? Per l'assessore all'ambiente, Giuseppe De Simone, no: «Potevamo arrivare un po' prima in Consiglio – dice – visto che gli atti erano pronti dal 27 giugno ma ciò non toglie che il provvedimento che si andrà ad approvare in aula avrà importanti ripercussioni politiche. La Regione dovrà spiegarci dove sta l'emergenza visto che sta facendo scaricare a Trani rifiuti extra da oltre un anno: questa non è emergenza al paese mio».
Non meno importante sarà l'approvazione dello schema di convenzione con l'Autorità di bacino del nostro ambito, dalla quale dipende ogni decisione circa la rideterminazione della tariffa di conferimento dei rifiuti a Trani. In questi giorni, il management dell'azienda ha dovuto trattare con i gestori dei rifiuti dei bacini del sud est barese (Amiu Bari e Daneco) per spuntare delle tariffe migliori rispetto alla miseria che si pagava fino allo scorso anno e che avrebbe prodotto perdite in Amiu per oltre 1 milione di euro. In base agli accordi presi, Amiu accoglierà i rifiuti guadagnando complessivamente dai due gestori quasi 20 euro in più a tonnellata: Daneco verserà 38 euro a tonnellata anziché 25, Amiu Bari 42 euro anziché 38. Michele Zecchillo, al tavolo della trattativa, era andato oltre, chiedendo non meno di 45 euro. Servirà ora il sostegno della nostra Autorità di bacino per rimodulare la tariffa in cifre confacenti. Prima però, occorre approvare la convenzione in Consiglio comunale.