Ex Angelini, giù il "muro della paura": demolizione totale in Via Maiorano

Le ruspe in azione l'11 gennaio per rimuovere i resti pericolanti in attesa del parco urbano. Il giorno prima il crollo aveva schiacciato tre auto

martedì 13 gennaio 2026
A cura di Tonino Lacalamita
Il boato del crollo del muro ha lasciato spazio al rumore dei mezzi meccanici. Nella mattinata di domenica 11 gennaio 2026, si è chiusa definitivamente la storia del muro di cinta della ex distilleria Angelini lungo via Maiorano dove si è proceduto alla demolizione totale del manufatto, un intervento d'urgenza resosi necessario per scongiurare nuovi cedimenti di tufi sulla sede stradale e garantire la pubblica incolumità. L'abbattimento, però, non è solo una misura di sicurezza: rappresenta simbolicamente il primo passo verso la riqualificazione dell'area, in attesa che si completi l'iter per la realizzazione del parco urbano previsto dal progetto Pinqua Costa Nord. Ma se il futuro parla di rigenerazione, il presente porta ancora i segni della paura vissuta poche ore prima.

Il sabato di paura: "Sembrava un bollettino di guerra" - La decisione di buttare giù il muro è stata la diretta conseguenza di quanto accaduto nel pomeriggio di sabato 10 gennaio, intorno alle 17:00. Mentre la città era flagellata da raffiche di vento violente – le stesse che hanno causato il crollo della palma in Piazza Libertà – il vecchio perimetro in tufo dello storico stabilimento ha ceduto di schianto. Una grossa porzione di muratura si è riversata sulla carreggiata, seppellendo sotto pesanti blocchi di pietra almeno tre autovetture parcheggiate. Le immagini circolate subito dopo il disastro erano eloquenti: lamiere contorte, vetri infranti e detriti ovunque.

L'evento raccontato dai testimoni - Fortunatamente, al momento dell'impatto, gli abitacoli delle vetture in sosta erano vuoti e nessun pedone transitava sul marciapiede. Il bilancio si è fermato ai soli danni materiali, ma si è trattato di un vero miracolo. A confermarlo sono due testimoni oculari, ancora scossi dall'accaduto: "È successo tutto in un attimo. Possiamo dire di aver assistito a una tragedia sfiorata. Poco prima del crollo, infatti, un'auto in transito era appena passata proprio sotto quel tratto di muro". Una manciata di secondi ha fatto la differenza tra un incidente patrimoniale e un potenziale dramma fatale.

Trani città fragile - L'intervento di demolizione dell'11 gennaio ha rimosso il pericolo imminente, ma lascia aperta la riflessione sulla fragilità della città. Tra il tronco caduto in centro e le macerie di via Maiorano, Trani si è scoperta vulnerabile. Se per Piazza Libertà il dibattito verte sul verde pubblico, per l'ex Angelini l'indice è puntato contro strutture vetuste lasciate all'incuria che, alla prima ondata di maltempo, rischiano di trasformarsi in trappole. Ora la visuale in via Maiorano è libera, il muro non c'è più. Resta l'attesa per il progetto Pinqua, sperando che la riqualificazione arrivi prima della prossima emergenza.