Fede e informazione: le Diocesi di Trani e Andria hanno celebrato San Francesco di Sales

L' Arcivescovo D'Ascenzo: "Custodire voci e volti umani contro il rischio della manipolazione tecnologica dell'I.A"

domenica 25 gennaio 2026
A cura di Tonino Lacalamita
Unire la bellezza dell'arte, la profondità della fede e la responsabilità dell'informazione. È stato questo il filo conduttore della celebrazione tenutasi oggi presso il Santuario di Maria SS. dello Sterpeto. Le diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie e di Andria si sono ritrovate insieme per onorare San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti e degli operatori della comunicazione sociale. L'iniziativa congiunta, voluta dai direttori degli uffici per le comunicazioni sociali – il diacono Riccardo Losappio e don Antonio Turturro – ha trasformato la ricorrenza liturgica in un'occasione di profonda analisi sul ruolo dei media nel mondo contemporaneo.

Tra arte e liturgia La mattinata si è aperta alle 10.15 con un momento dedicato alla cultura e alla bellezza: il rettore Padre Alberto Barbaro ha illustrato ai presenti le nuove vetrate artistiche del santuario antico, un esempio tangibile di come l'arte possa farsi veicolo di spiritualità. A seguire, il momento centrale della giornata con la Santa Messa presieduta dall'Arcivescovo Mons. Leonardo D'Ascenzo.

La sfida dell'Intelligenza Artificiale Nell'omelia e nelle riflessioni della giornata, la figura di San Francesco di Sales – definito "teologo dell'innovazione" e Dottore della Chiesa attento alle evoluzioni del suo tempo – è stata il ponte per affrontare le sfide dell'oggi. Al centro del dibattito, il messaggio per la 60ª Giornata delle comunicazioni sociali, che pone un interrogativo cruciale sul rapporto tra uomo e tecnologia. È emerso un forte richiamo alla responsabilità etica: in un'epoca dominata dalla velocità e dagli algoritmi, il giornalista è chiamato a "custodire voci e volti umani". Particolarmente incisivo il passaggio dedicato all'Intelligenza Artificiale. Sebbene capace di generare contenuti accattivanti, l'IA porta con sé il rischio di creare flussi "fuorvianti, manipolatori e dannosi". L'avvertimento lanciato durante la celebrazione è chiaro: un'eccessiva dipendenza dagli strumenti artificiali rischia di indebolire il pensiero critico e le capacità creative. La comunicazione non può ridursi a un semplice accumulo di dati, ma deve essere un servizio efficace per la formazione della comunità, basato su verità e giustizia.

La necessità di una pausa spirituale A chiudere la giornata sono stati i ringraziamenti e le riflessioni del diacono Riccardo Losappio, direttore dell'Ufficio Comunicazioni Sociali dell'Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie. Parlando anche a nome dell'omologo ufficio di Andria e del direttore Don Antonio Turturro, Losappio ha voluto richiamare i colleghi all'essenzialità del proprio lavoro: «Il nostro compito è dare risalto a quelle voci di cui nessuno parla, andando oltre la semplice cronaca».
Il direttore ha poi posto l'accento su un aspetto spesso trascurato nella frenesia delle redazioni: «Ci ritroviamo spesso per momenti di formazione tecnica o sul campo di lavoro, ma dovremmo stare più attenti a recuperare contesti di spiritualità e preghiera come questo. A volte ho la percezione che, come giornalisti, trascuriamo la cura dello spirito, che è invece fondamentale per una missione comunitaria».

Tra ringraziamenti e sfide future Non sono mancati i ringraziamenti ai Padri Giuseppini del Murialdo e al rettore Padre Alberto Barbaro per l'accoglienza nel Santuario, oltre che all'Ufficio Liturgico per il supporto. In conclusione, un tocco di leggerezza e convivialità che guarda già al futuro: il diacono Losappio ha lanciato scherzosamente la proposta di istituire una squadra di calcio dei giornalisti (aperta a uomini e donne) per organizzare "l'evento dell'anno": una sfida amichevole contro la compagine dei sacerdoti. Un modo per ribadire che, oltre alla fede e al lavoro, a unire le due diocesi c'è anche la voglia di fare comunità.
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