Gara per avvisi Tares, Laurora insiste: Procedura anomala

Il consigliere replica a D’Amore: «Difesa del provvedimento goffa e non richiesta». Ancora tanti interrogativi sulla determina di Ferragosto

domenica 18 agosto 2013
Tommaso Laurora rispedisce al mittente gli attacchi ricevuti dall'assessore D'Amore sulla gara per gli avvisi della Tares.

«Forse l'eccessiva interazione con la calura estiva – dice Laurora - porta a riferire cose inesatte o peggio ancora non richieste. Solitamente l'amministratore pubblico da l'atto di indirizzo e non si prodiga nelle disposizioni di carattere tecnico per le quali l'unico organo competente rimane quello dirigenziale. Tanto precisato, ribadisco l'assoluta particolarità della determina e soprattuttto un aspetto: perché solo ditte di fuori Trani per l'espletamento di servizi? Perché in presenza di un fornitore dello stesso servizio si è andati con una procedura ferragostana per l'individuazione di altri soggetti? Quali criteri di selezione delle ditte individuate sono stati utilizzati per arrivare a queste scelte? E perché dopo il Consiglio comunale del 25 luglio si è arrivati alla determina in questione solo il 13 agosto? Le ditte individuate, tra l'altro, in pieno periodo di ferie devono essere in grado, innanzitutto, di ricevere l'invito per tempo e poi di formulare le proprie offerte».

Laurora non si ferma qui: «In che modo sono stati spediti questi inviti? Secondo le norme del regolamento comunale sui contratti? Perché termini così risicati a cavallo del Ferragosto? Presi dalla fretta è stato partorito un provvedimento dirigenziale in cui si è messo tutto insieme, ossia, schema di lettera-invito con annessi termini di scadenza per la presentazione delle offerte, procedura assolutamente anomala tenuto conto che l'apposizione della data di spedizione, l'indicazione dei termini di scadenza unitamente alla protocollazione sono procedure successive alla fase di approvazione delle modalità di affidamento. Infine trovo sconcertante le illazioni (per le quali mi riservo ogni valutazione) di chi, neanche suffragato per accedere in Consiglio comunale, si trova ad assumere una delega così importante per la vita amministrativa del Comune, non conoscendo neanche i propri compiti e quelli dei dirigenti della propria ripartizione e, ripeto, cercando in modo goffo di dare risposte spettanti ad altri».