Incendiata a Molfetta l'auto del vice comandante del carcere di Trani

Già nei giorni scorsi il funzionario avrebbe ricevuto delle minacce scritte

lunedì 10 maggio 2021 14.11
Questa notte davanti alla sua abitazione di Molfetta, qualcuno avrebbe appiccato il fuoco all'auto del vice comandante del carcere di Trani che nel rogo ha coinvolto anche quella della consorte. Il fatto che possa essere un attentato mirato verso il funzionario in questione che ha sempre espletato la sua attività lavorativa con serietà, correttezza, capacità e professionalità tesa a garantire alla popolazione detenuta i giusti diritti ma nel contempo il rispetto delle leggi, lo possiamo desumere (anche se ci sono accertamenti) dalle minacce scritte che avrebbe ricevuto nei scorsi giorni lo stesso, che sono al vaglio della magistratura.

Forse questo modo di operare nel rispetto della legalità, potrebbe non piacere a qualcuno all'interno del penitenziario tranese abituato da qualche tempo, a fare i propri comodi. Proprio per questo il SAPPE, sindacato autonomo polizia penitenziaria, a seguito di decine di segnalazioni da parte dei poliziotti in servizio presso il carcere di Trani, da tempo chiede all'amministrazione penitenziaria un ispezione ministeriale decisa e radicale, poiché sarebbero tante le situazioni equivoche per non dire peggio.

Questo drammatico episodio qualora confermato dall' ipotesi investigativa, la dice lunga sul livello di gravità raggiunto all'interno del penitenziario tranese ed alza ancora l'asticella delle minacce verbali a cui i poliziotti sarebbero sottoposti da parte di detenuti che, sembrerebbero godere di immunità.

Ormai è giunta l'ora di adottare i dovuti provvedimenti se si vuole scongiurare eventi ancora più tragici che potrebbero colpire l'incolumità dei poliziotti. Ci aspettiamo che la magistratura, questa volta, faccia chiarezza (su tutta la linea) nel più breve tempo possibile poiché è inaccettabile che la vita ed il lavoro dei tanti poliziotti perbene ed onesti, possa essere messa a repentaglio da gente impunita che pensa di essere diventata padrona del carcere di Trani.

Il Sappe si augura infine che la codardia dell'amministrazione penitenziaria non si spinga ad allontanare il funzionario dal penitenziario (a tutela della sua incolumità), invece di ripristinare la legalità all'interno del carcere di Trani, anche con l'intervento del GOM (gruppo operativo mobile) poiché la risposta dei poliziotti sarà decisa e clamorosa.

Il segretario regionale Federico Pilagatti