La Pegaso posa le ali in biblioteca. E Nardò la difende
«Credo nella collaborazione tra pubblico e privato. Opportunità per noi e per loro». Il presidente dell'università: «Resistenze pretestuose. Siamo il nuovo che avanza»
lunedì 22 luglio 2013
19.22
Senza contestatori e contestazioni all'esterno, con un parterre di autorità notevole (presente sindaco e mezza giunta), l'università telematica Pegaso posa le sua ali in biblioteca. La sala Ronchi diventa a tutti gli effetti l'ottava sede d'esame dopo Napoli, San Giorgio a Cremano, Roma, Torino, Palermo, Bologna e Milano, la prima in Puglia.
Impossibile non parlare delle contestazioni delle ultime settimane. Per il presidente dell'università Pegaso, Danilo Iervolino, le rimostranze sono solo delle «resistenze pretestuose». «Non vogliamo far polemica – dice – ma le proteste sembrano quasi un rifiuto al nuovo che avanza. Le smentiremo coi fatti. Approdiamo a Trani con tanto entusiasmo, con la volontà di dare un contributo di crescita al territorio, offendo percorsi innovativi all'ingresso nel mercato del lavoro».
Sulla contestatissima delibera di concessione della sala Ronchi in comodato gratuito e con rimborso forfettario annuale solo di 1000 euro ci ha messo la faccia l'assessore alla cultura Salvatore Nardò, che difende la scelta: «Questa con l'università Pegaso – dice – è una collaborazione sperimentale che si rivelerà proficua sia per la città che per l'università stessa. Sono un fermo sostenitore delle collaborazioni tra pubblico e privato, l'importante è che ogni cosa abbia il profumo della legalità. Credo che la scelta di ospitare in biblioteca la Pegaso sia un arricchimento per entrambi, e mi riferisco non al valore economico dell'iniziativa ma al valore culturale e sociale della presenza dell'università. Le analisi poi preferisco farle a posteriori. Diamoci un anno di tempo per vedere come vanno le cose e poi tireremo le somme. Quanto alle osservazioni manifestate dall'avvocatura comunale le esamineremo con attenzione: se c'è qualcosa da rivedere, interverremo. Il rispetto delle regole viene prima di tutto».
Impossibile non parlare delle contestazioni delle ultime settimane. Per il presidente dell'università Pegaso, Danilo Iervolino, le rimostranze sono solo delle «resistenze pretestuose». «Non vogliamo far polemica – dice – ma le proteste sembrano quasi un rifiuto al nuovo che avanza. Le smentiremo coi fatti. Approdiamo a Trani con tanto entusiasmo, con la volontà di dare un contributo di crescita al territorio, offendo percorsi innovativi all'ingresso nel mercato del lavoro».
Sulla contestatissima delibera di concessione della sala Ronchi in comodato gratuito e con rimborso forfettario annuale solo di 1000 euro ci ha messo la faccia l'assessore alla cultura Salvatore Nardò, che difende la scelta: «Questa con l'università Pegaso – dice – è una collaborazione sperimentale che si rivelerà proficua sia per la città che per l'università stessa. Sono un fermo sostenitore delle collaborazioni tra pubblico e privato, l'importante è che ogni cosa abbia il profumo della legalità. Credo che la scelta di ospitare in biblioteca la Pegaso sia un arricchimento per entrambi, e mi riferisco non al valore economico dell'iniziativa ma al valore culturale e sociale della presenza dell'università. Le analisi poi preferisco farle a posteriori. Diamoci un anno di tempo per vedere come vanno le cose e poi tireremo le somme. Quanto alle osservazioni manifestate dall'avvocatura comunale le esamineremo con attenzione: se c'è qualcosa da rivedere, interverremo. Il rispetto delle regole viene prima di tutto».